Una serie di scosse di terremoto ha interessato il nord del Marocco, tra Meknes, Sidi Kacem e Al Hoceima, sul versante mediterraneo, tra lo Stretto di Gibilterra e la catena montuosa del Rif. Negli ultimi quattro giorni, nella regione sono stati registrati quasi 16 terremoti, con una media di quattro o cinque al giorno, rilevati dalla popolazione tramite app di monitoraggio sismico. Queste scosse si sono verificate al largo della costa mediterranea del Marocco settentrionale. Considerate di bassa intensità, al massimo di magnitudo 3.3 della scala Richter, hanno comunque allarmato la popolazione, perché l’attività sismica è durata a lungo, nel corso del fine settimana, anche se non ha causato danni. Le ultime due si sono registrate domenica 10 maggio, tra M’diq e Fnideq, sulla costa orientale del Marocco.
Le scosse di questi giorni rappresentano uno sciame sismico, tenuto sotto sorveglianza dalla rete nazionale di monitoraggio e allerta sismica, operativa ininterrottamente. Dopo il grande terremoto dell’8 settembre 2023, la paura è grande. E proprio quel terremoto, secondo gli esperti, sarebbe all’origine di questa più recente attività sismica, perché avrebbe alterato l’equilibrio geologico del Marocco, riattivando alcune faglie tettoniche dormienti.


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