Ts shtandart, divieto d’accesso ai porti europei: la precisazione della Guardia Costiera

La nave russa, pur cambiando bandiera, resta soggetta al divieto imposto dall’Unione Europea in seguito alla guerra in Ucraina

Il Comando generale delle Capitanerie di porto ha recentemente emesso una nota in risposta alle voci che circolano sulla nave a vela TS Shtandart, precisando che al momento non risultano richieste di approdo nei porti nazionali da parte della storica imbarcazione. La vicenda ha suscitato attenzione a causa della sua connessione con la Russia, e soprattutto in relazione alla legislazione dell’Unione Europea che vieta l’accesso ai porti europei per alcune navi, indipendentemente dal cambio di bandiera. Il Comando generale delle Capitanerie di porto ha dichiarato che “allo stato attuale, non risultano richieste di approdo da parte della predetta unità nei porti nazionali”. La TS Shtandart, la quale fino al giugno 2024 batteva bandiera russa, non potrà accedere ai porti dell’Unione Europea anche se ha recentemente cambiato bandiera.

La nave, che ora batte bandiera delle Isole Cook, non è esente dalle restrizioni imposte dal Regolamento UE 833/2014 e le sue modifiche, che vietano l’ingresso in porti europei alle navi che erano registrate sotto bandiera russa al 24 febbraio 2022, data di inizio dell’invasione russa in Ucraina.

La storia della TS Shtandart

La TS Shtandart è una nave a vela che ha suscitato l’interesse di molti a causa della sua storicità. Fino a poco tempo fa, il vascello batteva bandiera russa, ma il suo certificato di registrazione, valido fino a giugno 2024, la identificava come unità immatricolata sotto bandiera di Mosca. Recentemente, la nave è stata registrata alle Isole Cook, ma il legame con la Russia non è scomparso. La gestione della nave è ancora nelle mani di Vladimir Martus, un armatore russo e comandante della TS Shtandart. Tuttavia, da quasi due anni, la proprietà della nave è passata a Mariia Martus, figlia di Vladimir, pur mantenendo il legame con la struttura di gestione che è detenuta all’80% dalla famiglia Martus.

I divieti in Europa

Nel corso del 2025, a seguito dei presunti legami della TS Shtandart con Mosca, diversi Stati membri dell’Unione Europea, tra cui Spagna e Francia, hanno preso una posizione chiara e hanno proibito l’ingresso della nave nei propri porti. La motivazione risiede nell’applicazione delle sanzioni imposte dall’Unione Europea in risposta alla guerra in Ucraina, che estendono il divieto anche alle navi che, pur avendo cambiato bandiera, erano registrate sotto bandiera russa dopo il 24 febbraio 2022.

Il Regolamento UE 833/2014, che stabilisce le sanzioni economiche contro la Russia, include una sezione specifica riguardo le navi. Secondo questo regolamento, è vietato l’accesso ai porti dell’Unione Europea per le navi che risultano registrate sotto bandiera russa alla data dell’invasione, indipendentemente dal fatto che queste successivamente cambino bandiera. In altre parole, il divieto rimane in vigore anche se la nave modifica il proprio stato di registrazione, se la sua provenienza rimane legata alla Russia.

Le implicazioni legali e politiche

La situazione della TS Shtandart solleva importanti questioni legali e politiche relative alla navigazione internazionale e alle sanzioni contro la Russia. Il divieto di accesso ai porti europei non si limita alle navi registrate sotto bandiera russa, ma si estende anche a quelle che, pur cambiando bandiera, sono legate ad entità russe. In questo caso, il legame con la famiglia Martus e la sua connessione con la Russia sono stati determinanti per l’imposizione del divieto.

La posizione dell’Unione Europea in merito a queste questioni evidenzia come le sanzioni internazionali stiano influenzando non solo le relazioni politiche e diplomatiche, ma anche le operazioni marittime e il commercio internazionale. Le autorità europee sembrano determinati a non permettere che navi, anche se non più sotto bandiera russa, possano aggirare le sanzioni tramite il semplice cambio di bandiera.

La posizione della Guardia Costiera italiana

Il comunicato della Guardia Costiera ribadisce che, al momento, non ci sono richieste formali di approdo nei porti italiani da parte della TS Shtandart, ma sottolinea anche che, qualora tali richieste venissero avanzate, “conformemente al vigente Reg. UE 833/2014 e successive modifiche ed integrazioni, risulterebbe vietato nei porti europei”. In altre parole, anche se la nave non ha chiesto approdo, l’Italia, così come tutti gli altri Stati membri dell’Unione Europea, rispetta il regolamento che impedisce l’accesso alle navi legate alla Russia.

Il caso della TS Shtandart è solo uno degli esempi delle sfide che l’industria marittima sta affrontando a causa delle sanzioni internazionali imposte alla Russia. Il divieto di accesso ai porti dell’Unione Europea è chiaro e applicato senza esitazioni, dimostrando l’impegno della Guardia Costiera e delle autorità europee nel rispettare le normative internazionali contro la Russia.