Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha firmato, su proposta del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, gli ultimi 6 accordi per la coesione con i ministeri. L’importo complessivo degli investimenti attivati è di circa 1,7 miliardi di euro. Gli accordi sottoscritti oggi si aggiungono ai 21 accordi con le Regioni e le Province autonome e ai primi 7 accordi raggiunti con i ministeri nell’ottobre 2025. Si completa così un nuovo passaggio nell’utilizzo delle risorse destinate alla coesione territoriale, con interventi che riguardano settori strategici come scuola, turismo, salute, interno, università e ricerca, protezione civile e politiche del mare.
Il dato politicamente ed economicamente più rilevante riguarda la dimensione complessiva degli interventi e la loro distribuzione su ambiti centrali per la modernizzazione del Paese. Tra questi assumono particolare rilievo le misure collegate a energia, riqualificazione urbana, digitalizzazione, sicurezza informatica, protezione civile, rischio idrogeologico e infrastrutture di ricerca.
Energia, digitalizzazione e riqualificazione urbana tra le priorità dell’accordo con il ministero dell’Interno
Uno dei capitoli più significativi riguarda il ministero dell’Interno, al quale è assegnata una dotazione complessiva di circa 278 milioni di euro. Di questi, 180 milioni arrivano da risorse FSC e 98 milioni dal Fondo di rotazione.
Nell’ambito dell’accordo sono individuati interventi in tema di digitalizzazione, energia e riqualificazione urbana. Le risorse serviranno, tra le altre cose, per l’implementazione del Disaster Recovery delle banche dati Interforze, il rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza in ambiti strategici e urbani, la digitalizzazione dei processi e la dematerializzazione degli archivi della Polizia di Stato.
Un ulteriore asse riguarda l’innalzamento dei livelli di sicurezza e resilienza dei sistemi informatici della Polizia di Stato. L’inserimento di interventi legati a energia e riqualificazione urbana colloca l’accordo in una prospettiva di modernizzazione degli apparati pubblici e degli spazi strategici, con un impatto diretto sulla capacità amministrativa, tecnologica e infrastrutturale del sistema.
Edifici scolastici più sicuri: 360 milioni per il ministero dell’Istruzione e del merito
Il ministero dell’Istruzione e del merito avrà a disposizione 360 milioni di euro del FSC per interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici.
Le risorse sono destinate a lavori di adeguamento antincendio, bonifica amianto e messa a norma degli impianti e degli spazi per le attività didattiche, laboratoriali, sportive e ludico-ricreative. Si tratta di interventi che incidono direttamente sulla qualità degli ambienti scolastici e sulla sicurezza delle strutture frequentate quotidianamente da studenti, personale docente e personale scolastico.
L’investimento sulla scuola si inserisce nel più ampio quadro degli accordi per la coesione, con l’obiettivo di rafforzare infrastrutture essenziali e ridurre criticità legate alla sicurezza, alla funzionalità degli spazi e all’adeguamento degli edifici.
Turismo: 121,14 milioni per competitività, qualità delle destinazioni e innovazione
Al ministero del Turismo andranno 121,14 milioni di euro. Le risorse sono finalizzate a contribuire allo sviluppo del settore turistico attraverso progetti di innovazione per lo sviluppo della competitività nel turismo.
Gli investimenti riguarderanno anche il miglioramento della qualità delle destinazioni turistiche, oltre a interventi di sostegno alle imprese per incrementare la qualità e l’innovazione dei servizi turistici. Il pacchetto punta dunque a rafforzare un settore centrale per l’economia nazionale, valorizzando la capacità delle imprese e dei territori di offrire servizi più competitivi e innovativi.
Il turismo viene inserito tra le direttrici della coesione, con un’attenzione alla qualità dell’offerta e alla capacità delle destinazioni di consolidare il proprio posizionamento attraverso investimenti mirati.
Salute, 90 milioni per strutture sociosanitarie e parco tecnologico degli IRCCS
Il ministero della Salute beneficia di 90 milioni di euro di risorse FSC. Gli interventi si focalizzano sul potenziamento delle strutture sociosanitarie per minori e giovani adulti in carico alla giustizia minorile.
Una parte delle risorse è inoltre destinata alla riqualificazione e al potenziamento del parco tecnologico degli IRCCS, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. L’obiettivo è rafforzare strutture e dotazioni tecnologiche in ambiti particolarmente sensibili, con interventi che uniscono dimensione sanitaria, sociale e scientifica.
Il capitolo salute assume rilievo anche per la connessione tra infrastrutture, tecnologia e servizi pubblici, confermando il ruolo degli investimenti di coesione nel miglioramento della capacità del sistema sanitario e sociosanitario.
Università e ricerca, 381,18 milioni per infrastrutture, capitale umano, quantum, HPC e intelligenza artificiale
Il ministero dell’Università e della ricerca riceve 381,18 milioni di euro. La dotazione è composta da 306,76 milioni di risorse FSC e da 74,41 milioni del Fondo di rotazione.
Le risorse sono destinate al potenziamento delle Infrastrutture di Ricerca e del capitale umano ad alta specializzazione tecnico-scientifica. Sono inoltre previsti progetti di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico, con attenzione in via prioritaria a tecnologie quantistiche, high performance computing, HPC e intelligenza artificiale.
Questo asse rappresenta uno dei capitoli più orientati all’innovazione tecnologica e alla competitività scientifica. Il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e delle competenze specialistiche punta a sostenere settori avanzati, nei quali la capacità di investimento pubblico può avere un ruolo determinante per la crescita tecnologica e industriale.
Protezione civile e politiche del mare: 498,1 milioni per rischio idrogeologico, alluvioni e porticcioli
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare dispone di una dotazione di 470 milioni di euro di risorse FSC, ai quali si sommano 28,1 milioni di cofinanziamento con altre risorse. Il totale complessivo arriva così a 498,1 milioni di euro.
Le risorse sono destinate a interventi di riduzione del rischio idrogeologico, al potenziamento del Servizio Nazionale della Protezione Civile, alla mitigazione del rischio alluvionale e allo sviluppo, alla riqualificazione e all’ammodernamento di porticcioli, approdi e borghi marinari.
Il capitolo assume particolare importanza per la gestione dei territori esposti a fragilità ambientali e climatiche. Gli interventi sul rischio idrogeologico e alluvionale si collegano alla sicurezza delle comunità e alla resilienza delle infrastrutture, mentre le misure su porticcioli, approdi e borghi marinari riguardano lo sviluppo e la riqualificazione delle aree costiere.
Coesione, FSC e Fondo di rotazione: il quadro delle risorse attivate
I nuovi 6 accordi per la coesione mobilitano risorse articolate tra FSC, Fondo di rotazione e cofinanziamenti. Nel dettaglio, il ministero dell’Istruzione e del merito riceve 360 milioni di euro del FSC; il ministero del Turismo 121,14 milioni di euro; il ministero della Salute 90 milioni di euro di FSC; il ministero dell’Interno circa 278 milioni di euro, di cui 180 milioni di FSC e 98 milioni di Fondo di rotazione; il ministero dell’Università e della ricerca 381,18 milioni di euro, di cui 306,76 milioni di FSC e 74,41 milioni di Fondo di rotazione; il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare 470 milioni di FSC, ai quali si aggiungono 28,1 milioni di cofinanziamento con altre risorse, per un totale di 498,1 milioni.
Nel loro insieme, gli accordi intervengono su una pluralità di settori strategici, con un peso particolare per infrastrutture pubbliche, energia, sicurezza, digitalizzazione, ricerca, protezione civile, turismo e scuola. La firma degli ultimi accordi ministeriali completa un tassello del percorso già avviato con le Regioni, le Province autonome e i primi ministeri coinvolti nell’ottobre 2025.
Il peso strategico degli interventi su energia, sicurezza e territori
La presenza di interventi su energia, digitalizzazione e riqualificazione urbana nell’accordo con il ministero dell’Interno, insieme alle misure per la riduzione del rischio idrogeologico e la mitigazione del rischio alluvionale, evidenzia una direttrice orientata alla resilienza dei territori e delle infrastrutture pubbliche.
Gli investimenti si muovono lungo due piani complementari. Da un lato, il rafforzamento della macchina pubblica attraverso sistemi più sicuri, digitalizzati e resilienti; dall’altro, la riqualificazione di spazi, strutture e territori, con particolare attenzione a scuole, aree urbane, strutture sociosanitarie, infrastrutture di ricerca e aree costiere.
La dotazione complessiva di circa 1,7 miliardi di euro rende questi accordi un passaggio rilevante nella programmazione delle politiche di coesione, con risorse destinate a interventi capaci di incidere sulla sicurezza degli edifici, sulla modernizzazione tecnologica, sulla competitività dei settori produttivi e sulla protezione dei territori.


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