Agricoltura, Coldiretti: “via libera Ue a Tea è svolta epocale”

Dalle nuove tecniche genomiche alle Tea, Coldiretti e Filiera Italia puntano a mettere rapidamente l’innovazione a disposizione delle imprese agricole per affrontare cambiamenti climatici, fitopatie e competitività

Il via libera dell’Europarlamento al nuovo regolamento Ngt, acronimo di nuove tecniche genomiche, segna una svolta rilevante per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea. La decisione apre la strada a un utilizzo più rapido delle Tea, le tecniche di evoluzione assistita, considerate uno strumento strategico per sostenere le aziende agricole nella risposta ai cambiamenti climatici, nella riduzione degli input chimici e nel rafforzamento della competitività del sistema produttivo. Per Coldiretti e Filiera Italia, il passaggio europeo rappresenta anche il riconoscimento del lavoro portato avanti negli ultimi anni affinché le imprese agricole non venissero private di un’opportunità giudicata decisiva per continuare a produrre qualità, tutelando al tempo stesso il territorio, il reddito agricolo e la capacità dell’agricoltura europea di restare competitiva in uno scenario globale sempre più complesso.

Tea e nuove tecniche genomiche: l’obiettivo è accelerare l’accesso alle imprese

L’obiettivo indicato da Coldiretti e Filiera Italia è ora quello di mettere le Tea rapidamente a disposizione delle imprese agricole. L’innovazione viene presentata come una leva per consentire al settore di continuare a produrre qualità, salvaguardando contemporaneamente territorio, reddito agricolo e competitività. La disponibilità delle nuove tecniche genomiche assume particolare rilievo in un contesto in cui l’agricoltura è chiamata a fronteggiare condizioni climatiche sempre più difficili, stress idrico, malattie delle piante e la necessità di ridurre l’impiego di agrofarmaci. In questa prospettiva, le Tea vengono indicate come una risposta mirata alle sfide ambientali e produttive che interessano il comparto agricolo italiano ed europeo.

La posizione di Coldiretti e Filiera Italia sulle Ngt

“Le nuove tecniche genomiche non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm transgenici – ricordano Coldiretti e Filiera Italia – ma permettono di riprodurre in modo mirato i meccanismi della selezione naturale per rispondere alle crescenti sfide ambientali e produttive. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci. Un esempio è l’esperienza della prima vite di Sangiovese coltivata attraverso le nuove tecniche genomiche, grazie a un progetto di ricerca innovativo portato avanti da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve e all’Università di Udine, con il coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno. La prima pianta è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto, con le prime applicazioni in campo previste dalla primavera del 2027″. La dichiarazione chiarisce il punto centrale della posizione di Coldiretti e Filiera Italia: le Ngt vengono distinte dai vecchi Ogm transgenici e presentate come strumenti in grado di intervenire sulle varietà esistenti, senza dare origine a nuove specie. La finalità è quella di rafforzare la resilienza delle colture rispetto alle pressioni ambientali e sanitarie, con possibili effetti positivi anche sulla riduzione degli agrofarmaci.

Dalla resistenza allo stress idrico alla lotta alle fitopatie

Uno degli aspetti più rilevanti delle nuove tecniche genomiche riguarda la possibilità di sviluppare varietà con una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie. Tra queste viene citato l’oidio, una delle malattie che possono incidere sulla produttività e sulla qualità delle colture. In un’agricoltura sempre più esposta agli effetti dei cambiamenti climatici, la capacità di rendere le varietà esistenti più resistenti rappresenta un elemento centrale. Le Tea vengono indicate come uno strumento per sostenere la produzione agricola senza rinunciare alla qualità, contribuendo al tempo stesso alla riduzione del ricorso agli agrofarmaci.

Il caso della prima vite di Sangiovese con nuove tecniche genomiche

Tra gli esempi richiamati da Coldiretti e Filiera Italia c’è l’esperienza della prima vite di Sangiovese coltivata attraverso le nuove tecniche genomiche. Il progetto di ricerca innovativo è portato avanti da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve e all’Università di Udine, con il coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno. La prima pianta è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto. Le prime applicazioni in campo sono previste dalla primavera del 2027, una tappa considerata significativa nel percorso di trasferimento dell’innovazione dalla ricerca alle aziende agricole.

Sovranità alimentare e sicurezza degli approvvigionamenti

Il tema delle Ngt si inserisce in un contesto internazionale segnato da una crescente competizione tecnologica e da forti tensioni geopolitiche. Questi fattori mettono a rischio la disponibilità di input produttivi essenziali, come i fertilizzanti, rendendo più urgente il rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’agricoltura europea. Secondo l’impostazione richiamata da Coldiretti e Filiera Italia, la disponibilità delle Tea è importante per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e la sovranità alimentare, divenuta sempre più strategica per il futuro dell’Europa. In questo quadro, le nuove tecniche genomiche assumono un ruolo non solo agricolo, ma anche economico e geopolitico, perché legato alla capacità del sistema produttivo europeo di rispondere alle crisi e mantenere autonomia nelle filiere alimentari.

Una svolta per la competitività dell’agricoltura europea

Il nuovo regolamento sulle Ngt rappresenta quindi un passaggio di rilievo per la competitività dell’agricoltura europea. L’apertura alle nuove tecniche genomiche viene collegata alla possibilità di innovare le varietà già esistenti, migliorare la resistenza delle colture, contenere l’uso di input chimici e sostenere il reddito agricolo. Per l’agricoltura italiana, il punto centrale è trasformare il via libera europeo in una disponibilità concreta delle Tea per le imprese. La prospettiva indicata è quella di un’agricoltura capace di continuare a produrre qualità, difendere il territorio e affrontare con strumenti nuovi le sfide climatiche, produttive e geopolitiche che incidono sul futuro del settore.