AgroInnovation Award 2026, premiate dieci tesi per l’agricoltura del futuro

Dati, sostenibilità, innovazione varietale, gestione delle risorse e benessere animale al centro della nona edizione del premio promosso da Image Line® con l’Accademia dei Georgofili

Si è svolta oggi, presso la sede dell’Accademia dei Georgofili, la cerimonia di premiazione della nona edizione di AgroInnovation Award, il riconoscimento promosso da Image Line® in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili per valorizzare i migliori percorsi di ricerca sviluppati in ambito universitario a favore dell’agricoltura. L’edizione 2026 ha visto premiate dieci tesi tra dottorati e lauree magistrali, selezionate per la capacità di affrontare, con approcci scientifici differenti ma complementari, alcuni dei temi più strategici per il presente e il futuro del comparto agricolo. Al centro dei lavori figurano la gestione dei dati, l’efficienza produttiva, l’innovazione varietale, l’uso responsabile delle risorse, la sostenibilità ambientale e il benessere animale. Il premio si conferma, per il nono anno, uno spazio di raccordo tra formazione avanzata, ricerca applicata e necessità concrete delle filiere agroalimentari. Gli elaborati selezionati non si limitano a descrivere scenari o tendenze, ma propongono soluzioni, modelli, strumenti di analisi e ipotesi di trasferimento tecnologico che possono contribuire in modo tangibile all’evoluzione dell’agricoltura italiana.

Ricerca applicata e innovazione digitale per le filiere agroalimentari

La notizia centrale dell’edizione 2026 di AgroInnovation Award è la forte impronta applicativa delle ricerche premiate. Le tesi selezionate mostrano come il mondo universitario stia lavorando su strumenti e modelli già orientati al trasferimento nelle aziende agricole e nelle filiere agroalimentari, dalla digitalizzazione degli allevamenti al telerilevamento in frutticoltura, dalla fertilizzazione azotata guidata da immagini satellitari alla riduzione delle emissioni in zootecnia. “Ogni edizione di AgroInnovation Award restituisce un’immagine molto chiara di quanto il mondo universitario sia capace di interpretare i cambiamenti in corso nel settore agricolo. Le ricerche premiate quest’anno hanno un forte orientamento applicativo: parlano di dati che diventano decisioni, di sostenibilità che si traduce in strumenti concreti, di innovazione che può essere trasferita nelle aziende e nelle filiere. Per Image Line, sostenere questo premio significa investire sulle competenze di chi, nei prossimi anni, guiderà la trasformazione del settore”, dichiara Ivano Valmori, CEO di Image Line. Nel loro insieme, i lavori premiati offrono una lettura ampia e aggiornata delle direzioni lungo cui si sta muovendo l’innovazione in agricoltura. Dai sistemi per una gestione più evoluta delle informazioni negli allevamenti alle applicazioni del telerilevamento in frutticoltura, dalle nuove prospettive per la filiera cerealicola fino alla riduzione delle emissioni in zootecnia, emerge un patrimonio di competenze che unisce rigore scientifico, attenzione alla sostenibilità e capacità di rispondere ai bisogni reali delle imprese agricole.

AgroInnovation EDU e il dialogo tra università, competenze e imprese agricole

Accanto al premio economico, AgroInnovation Award offre alle autrici e agli autori selezionati un’ulteriore occasione di visibilità attraverso la diffusione dei loro elaborati sui canali editoriali collegati all’iniziativa. La pubblicazione delle tesi su AgroNotizie e sui portali del network Image Line consente infatti di ampliare la circolazione dei risultati della ricerca e di inserirli in un contesto professionale frequentato da operatori, tecnici e imprese del settore. L’iniziativa si inserisce nel percorso più ampio di AgroInnovation EDU, con cui Image Line promuove il dialogo tra istruzione, competenze e innovazione digitale in agricoltura. In questa prospettiva, il premio rappresenta non soltanto un riconoscimento del merito, ma anche un investimento culturale sul ruolo che le nuove generazioni possono avere nel rendere il settore agricolo più preparato, resiliente e capace di affrontare le trasformazioni in corso. Il Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini, sottolinea: “il progresso dell’agricoltura e la sua capacità di rispondere alle grandi sfide globali, dalla transizione ecologica a quella digitale, dipendono strettamente dalla qualità della nostra ricerca scientifica e dall’entusiasmo dei giovani talenti. L’Accademia dei Georgofili, fin dalla sua fondazione, promuove il trasferimento tecnologico e la circolazione delle conoscenze necessarie a far crescere il settore primario. Questo premio dimostra che le nostre università formano professionisti d’eccellenza, capaci di trasformare la teoria in soluzioni concrete, sostenibili e immediatamente spendibili per le imprese agricole e l’intera società. La collaborazione con Image Line ci permette di valorizzare queste eccellenze, creando quel ponte indispensabile tra il rigore della ricerca accademica e la realtà operativa dei nostri campi”.

Agricoltura digitale: dai dati degli allevamenti alle decisioni in stalla

Per la categoria Agricoltura digitale: analisi e condivisione dei dati, il premio è stato assegnato a Daniele Pinna, di Sassari, dell’Università di Sassari, per la tesi di Dottorato “Digitalization in livestock farming: The flow of data from collection to use”. Il lavoro affronta la digitalizzazione degli allevamenti lungo l’intera catena del dato, dalla raccolta alla visualizzazione in campo, con l’obiettivo di colmare il divario tra la crescente disponibilità di sensori e software e la reale capacità degli allevatori di utilizzare le informazioni generate. Il percorso di ricerca si articola in tre studi sperimentali, condotti tra Sardegna e Giappone, che analizzano l’atteggiamento delle aziende verso le tecnologie, sviluppano modelli di machine learning per prevedere la qualità delle carni a partire da dataset ridotti e progettano un sistema integrato hardware-software che, combinando RFID e realtà aumentata, consente di visualizzare in tempo reale i dati produttivi e sanitari degli animali direttamente in stalla. Nel complesso emerge come un approccio centrato sull’utente, la valorizzazione degli small data e la connessione tra dispositivi diversi possano trasformare i dati grezzi in strumenti decisionali immediatamente fruibili, aprendo la strada a nuove applicazioni di intelligenza artificiale e AR in zootecnia.

Valorizzazione delle produzioni Made in Italy: innovazione nella filiera cerealicola

Per la categoria Valorizzazione delle produzioni Made in Italy, è stata premiata Claudia Sardella, di Grugliasco, dell’Università di Torino, per la tesi di Dottorato “Innovation in the cereal supply chain for the development of healthy and sustainable foods”. Il progetto di dottorato esplora come innovazioni di prodotto e di processo possano rafforzare la competitività della filiera cerealicola italiana, orientandola verso alimenti più salutari e filiere ad alto valore aggiunto. L’analisi prende in esame specie minori, varietà antiche e genotipi pigmentati di frumento, riso, tritordeum e mais, evidenziando una forte variabilità nei contenuti di composti bioattivi e individuando genotipi in grado di coniugare buone prestazioni agronomiche con proprietà nutrizionali superiori. Una parte centrale del lavoro è dedicata alle strategie di molitura e trasformazione, valutandone l’effetto sulla conservazione degli antiossidanti e sulla riduzione del rischio legato alle micotossine. I risultati offrono indicazioni operative per selezionare varietà e protocolli di filiera capaci di coniugare qualità, sicurezza e distintività made in Italy, stimolando al contempo un maggiore consumo di cereali integrali.

Agrometeorologia e risorse idriche: il telerilevamento nella frutticoltura di precisione

Nella categoria Agrometeorologia e gestione delle risorse idriche, il riconoscimento è andato ad Antonio Sollazzo, di Torre Santa Susanna, dell’Università di Bari Aldo Moro, per la tesi Magistrale “Remote Sensing in precision fruit growing”. L’indagine mette in luce il ruolo del telerilevamento nella frutticoltura di precisione, soprattutto in un contesto segnato da cambiamento climatico e crescente pressione sulle risorse idriche. Due casi studio, un vigneto in Puglia e un impianto di carrubo in Spagna, vengono analizzati attraverso immagini multispettrali da drone, indici di vegetazione e termografia, per valutare lo stato nutrizionale e idrico delle piante in relazione a differenti strategie di concimazione e subirrigazione. I dati raccolti mostrano come NDVI, indici “chlorophyll-related” e temperatura di chioma consentano di individuare precocemente differenze tra trattamenti, guidando una gestione sito-specifica di fertilizzazione e irrigazione e suggerendo l’integrazione sistematica tra rilievi da remoto e misure fisiologiche in campo. Il lavoro conferma così il potenziale del remote sensing come base per futuri sistemi di supporto alle decisioni in agricoltura di precisione.

Difesa delle colture: nuove strategie contro Meloidogyne graminicola nel riso

Per la categoria Difesa delle colture, è stata premiata Sampada Umesh Kamaruru, di Firenze, dell’Università di Firenze, per la tesi Magistrale “Resistance Evaluation of Major Italian Rice Cultivars to Meloidogyne graminicola: A Step Toward Strategies for Root-Knot Nematode Management”. La ricerca affronta la minaccia rappresentata da Meloidogyne graminicola per la risicoltura italiana, concentrandosi sulla valutazione della risposta di alcune tra le principali cultivar di riso a questo nematode galligeno. In prove condotte in condizioni controllate vengono analizzati mortalità delle piante, danni alle radici e indice di galle, mettendo a confronto varietà italiane e un controllo altamente suscettibile. Tra i risultati spicca il comportamento della cultivar PVL136, capace di mantenere una buona funzionalità radicale e una maggiore sopravvivenza pur in presenza dell’infestazione, configurandosi come materiale genetico promettente per sistemi produttivi più resilienti. Il lavoro fornisce così indicazioni utili sia per i programmi di miglioramento varietale, sia per la definizione di strategie di gestione integrata che riducano l’uso di nematocidi chimici e rendano più sostenibile la difesa delle risaie.

Economia e sviluppo rurale: progettare e monitorare la PAC 2023-2027

Nella categoria Economia e sviluppo rurale, il premio è stato assegnato ad Alice Di Lauro, di Ascoli Satriano, dell’Università di Bologna, per la tesi Magistrale “Sfide ed esigenze degli Stati Membri per la progettazione e il monitoraggio della PAC 2023-2027”. Lo studio analizza in modo sistematico le difficoltà che gli Stati membri dell’Unione europea incontrano nel progettare e monitorare i Piani Strategici della PAC 2023-2027, in un contesto in cui il nuovo modello di attuazione richiede risultati misurabili e non solo rendicontazione della spesa. Attraverso una serie di focus group condotti in quattro Paesi e a livello UE con decisori pubblici, funzionari e stakeholder qualificati, la ricerca mette in luce problemi ricorrenti legati a tempi stretti, complessità della governance multilivello, frammentazione degli attori e limiti nei dati e nelle competenze disponibili. Parallelamente emergono esigenze trasversali: migliorare la qualità e l’interoperabilità delle informazioni, semplificare procedure e requisiti di controllo, rafforzare le capacità amministrative e gli strumenti di coinvolgimento degli stakeholder. Queste esigenze vengono interpretate come risposte operative alle criticità attuali. Il lavoro offre così un contributo applicativo utile alla preparazione dei PSP post-2027 e al rafforzamento dell’efficacia e della trasparenza delle politiche agricole.

Ingegneria agraria e meccatronica: valutare l’elettrificabilità dei trattori agricoli

Per la categoria Ingegneria agraria e meccatronica, è stato premiato Michele Pagani, di Mantova, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, per la tesi Magistrale “Valutazione dell’elettrificabilità dei trattori agricoli: un approccio basato su real-world data”. L’elaborato offre una valutazione approfondita della possibilità di convertire i trattori agricoli da motorizzazione diesel a elettrica, utilizzando come base dati reali di esercizio raccolti in azienda tramite CANBUS. Cinque modelli di trattrici vengono analizzati attraverso un modello di simulazione sviluppato in MATLAB, che ricostruisce un anno tipo di lavoro, proietta dieci anni di utilizzo e confronta consumi energetici, prestazioni e durata del pacco batteria in diverse configurazioni dimensionali. L’analisi incorpora anche una valutazione del ciclo di vita in termini di emissioni di CO₂ e un calcolo del Total Cost of Ownership, considerando costi di acquisto, energia, manutenzione e sostituzione delle batterie. I risultati indicano che l’elettrificazione è più promettente per le classi di potenza medio-bassa, mentre i trattori di grandi dimensioni presentano ancora criticità tecniche ed economiche, delineando in modo chiaro opportunità e limiti della transizione elettrica nel settore della meccanizzazione agricola.

Innovazione varietale e genomica: orzo più resistente all’allettamento

Nella categoria Innovazione varietale e genomica, il riconoscimento è andato ad Azzurra Gabriella Limonta, di Concorezzo, dell’Università di Milano, per la tesi Magistrale “Mappatura genetica di loci associati al diametro del culmo mediante Bulk Segregant Analysis in orzo (Hordeum vulgare)”. La ricerca si inserisce nel filone del miglioramento genetico dell’orzo, concentrandosi sul diametro del culmo come carattere chiave per la resistenza all’allettamento e la stabilità delle piante in campo. Partendo da una linea mutante con culmo ispessito, vengono costituite e studiate due popolazioni F2 derivate da incroci con una varietà di riferimento e con una linea quasi isogenica, caratterizzate per diversi tratti legati all’architettura della pianta e alla struttura del culmo. L’applicazione della Bulk Segregant Analysis consente di individuare specifiche regioni del genoma associate contemporaneamente al diametro del culmo, all’altezza e alla lunghezza della spiga, suggerendo la presenza di geni chiave che regolano questi caratteri. Le conoscenze generate offrono nuove basi per programmi di breeding mirati a ottenere varietà di orzo meno soggette a coricarsi sotto pioggia e vento, più stabili in resa e qualità anche in presenza di eventi climatici estremi.

Nutrizione delle piante: Sentinel-2 per la fertilizzazione azotata del pomodoro da industria

Per la categoria Nutrizione delle piante, è stato premiato Luca Gavioli, di Finale Emilia, dell’Università di Bologna, per la tesi Magistrale “Validazione in campo di un modello decisionale per la fertilizzazione azotata guidata da immagini multispettrali di Sentinel-2 in un’azienda di pomodoro da industria”. Il contributo sviluppa e valida in campo un modello decisionale per la fertilizzazione azotata del pomodoro da industria basato su immagini multispettrali Sentinel-2, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza d’uso dell’azoto e contenere costi e impatti ambientali. In una prima fase vengono analizzate serie storiche di dati satellitari e agronomici per costruire una curva soglia che mette in relazione un indice di vegetazione con i gradi giorno di crescita. Successivamente, il modello viene applicato in un’azienda commerciale confrontando una gestione guidata dalle immagini con un piano fertilizzante tradizionale, monitorando parametri di crescita, resa e qualità del raccolto, oltre alla conducibilità elettrica del suolo per valutare la variabilità spaziale. I risultati mostrano apporti di azoto simili al trattamento di controllo, rese non inferiori e un incremento della NUE nel trattamento guidato da Sentinel-2, evidenziando però la necessità di integrare anche informazioni pedologiche per sfruttare appieno il potenziale del sistema.

Sostenibilità degli agroecosistemi: consociazioni per contenere le infestanti

Nella categoria Sostenibilità degli agroecosistemi e protezione dell’ambiente, è stato premiato Federico Martinuzzi, di Aviano, dell’Università di Udine, per la tesi Magistrale “Effetto della consociazione tra Fagopyrum esculentum Menchi e due leguminose da granella sul controllo di specie infestanti agrarie”. L’indagine sperimentale valuta la consociazione tra grano saraceno e due leguminose da granella, cece e lenticchia, come strategia per contenere le infestanti e migliorare la sostenibilità dei sistemi colturali. Prove in pieno campo condotte in Friuli-Venezia Giulia confrontano diverse disposizioni spaziali e dosi di semina del grano saraceno, misurando densità di piante, copertura di infestanti, biomassa e resa, oltre alla redditività dei sistemi consociati rispetto alle colture pure. I risultati evidenziano, in particolare per il cece, una riduzione significativa della biomassa infestante e valori di Land Equivalent Ratio superiori a uno, a conferma del vantaggio produttivo delle consociazioni. La valutazione economica mostra come alcune configurazioni consociate superino la redditività media regionale, suggerendo che sistemi progettati a favore delle leguminose possano costituire una concreta opzione di intensificazione sostenibile degli agroecosistemi.

Zootecnia: strategie dietetiche per ridurre le emissioni di metano nei bovini da latte

Per la categoria Zootecnia, il premio è stato assegnato a Giada Merlini, di Pordenone, dell’Università di Udine, per la tesi Magistrale “Valutazioni in vitro di strategie dietetiche per la riduzione delle emissioni di metano nei bovini da latte””. L’analisi sperimenta l’utilizzo di un sistema in vitro, Ritter, per studiare strategie alimentari di riduzione delle emissioni enteriche di metano nei bovini da latte, in risposta alla crescente attenzione verso la sostenibilità climatica del comparto. Tre prove successive testano l’effetto dell’additivo 3-NOP, Bovaer®, di diversi dosaggi di nitrato di sodio e di combinazioni foraggio/concentrato con differenti tenori di estratto etereo, misurando produzione di gas e metano e principali parametri fermentativi. Il dispositivo si dimostra particolarmente adatto a valutare l’azione degli additivi, pur evidenziando limiti nel simulare diete complesse a causa della natura chiusa del sistema e dell’accumulo di metaboliti. Nel complesso, il lavoro conferma il valore dell’in vitro come strumento preliminare per selezionare strategie, soprattutto basate su additivi, anche naturali, prima di passare a sperimentazioni in vivo più impegnative, contribuendo alla definizione di percorsi di mitigazione delle emissioni in zootecnia.

AgroInnovation Award 2026: il ruolo della ricerca per l’agricoltura italiana

La nona edizione di AgroInnovation Award restituisce un quadro articolato della ricerca universitaria applicata al settore primario. Le tesi premiate mostrano una convergenza tra innovazione digitale, sostenibilità ambientale, efficienza produttiva, gestione delle risorse e valorizzazione delle filiere, delineando traiettorie concrete per un’agricoltura più resiliente e più capace di affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale. Dalla raccolta e condivisione dei dati negli allevamenti alla valorizzazione della cerealicoltura italiana, dalla gestione dell’acqua alla difesa sostenibile delle colture, dalla PAC alla meccanizzazione elettrica, fino al miglioramento genetico, alla nutrizione delle piante, alle consociazioni colturali e alla riduzione del metano in zootecnia, i lavori selezionati confermano il ruolo centrale della ricerca scientifica nel costruire risposte operative per le imprese agricole e per le filiere agroalimentari. Con il coinvolgimento di università distribuite su tutto il territorio nazionale e con una pluralità di temi che copre le principali aree dell’innovazione agricola, AgroInnovation Award 2026 consolida il proprio ruolo di ponte tra formazione avanzata, ricerca applicata e mondo produttivo, mettendo in evidenza competenze che possono contribuire alla trasformazione del comparto nei prossimi anni.