Allarme in Messico per la tempesta tropicale Boris: rischio inondazioni mortali e frane

Il ciclone si sta avvicinando alle coste del Sud del Paese con venti a 65 km/h. Diramata un'allerta meteo per precipitazioni estreme e smottamenti, specialmente nelle zone caratterizzate da terreni ripidi

La tempesta tropicale Boris si è formata nelle scorse ore e si appresta a colpire duramente diverse aree del Sud del Messico, portando con sé un carico di piogge torrenziali che rischiano di trasformarsi in una vera e propria emergenza. Secondo le ultime analisi rilasciate dal Centro Nazionale Uragani degli Stati Uniti (NHC), il sistema ciclonico promette di scaricare quantità estreme di acqua che potrebbero generare inondazioni mortali e gravi smottamenti del terreno. L’allerta è massima in tutta la fascia costiera e nell’entroterra.

I dati della tempesta e la sua posizione

Le rilevazioni indicano che il centro di Boris è stato localizzato a circa 135 km a Sud/Est della nota località di Acapulco, o più precisamente a 80 km a Sud/Ovest di Punta Maldonado, secondo quanto riportato dal Centro NHC. Attualmente, la tempesta sprigiona venti massimi sostenuti che raggiungono i 65 km/h e si sta spostando lentamente verso Nord/Est a una velocità di 7 km/h. Questo movimento rallentato rappresenta una delle minacce principali, poiché permette al sistema di scaricare pioggia sulla stessa area per un periodo prolungato. Un avviso di tempesta tropicale è già in vigore per il tratto di costa che va da Laguna de Chacahua fino a Tecpan de Galeana, dove si prevede che le condizioni meteorologiche estreme inizieranno a farsi sentire entro 24 ore.

La stagione degli uragani del Pacifico entra nel vivo

Boris rappresenta la 2ª tempesta a ricevere un nome ufficiale nell’attuale stagione degli uragani del Pacifico, la quale ha preso il via lo scorso 15 maggio. Questo evento segue la formazione della tempesta tropicale Amanda, originatasi il 3 giugno molto lontano in mare aperto e per questo motivo incapace di rappresentare una minaccia diretta per la terraferma. Nel frattempo, sul versante opposto, la stagione degli uragani atlantici è iniziata ufficialmente il 1° giugno, sebbene in quel bacino non si sia ancora registrata la formazione di alcun ciclone durante l’anno in corso.