Una giornata potenzialmente molto dinamica sul fronte meteorologico. Dopo una mattinata caratterizzata da temporali diffusi su Alpi, Prealpi e settori nordorientali, il maltempo è destinato ad intensificarsi ulteriormente nel corso del pomeriggio con la formazione di supercelle in grado di produrre grandine di grosse dimensioni. Tra tardo pomeriggio e sera i fenomeni più intensi potrebbero interessare alcuni settori, con rischio di raffiche di vento molto forti e possibili tornado nelle aree più esposte. In considerazione della situazione attesa, il servizio PRETEMP (gruppo di lavoro che si pone l’obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano) ha pubblicato una previsione probabilistica per la giornata odierna. Ecco dove si concentreranno i principali rischi e come evolverà la situazione nel corso della giornata.
Allerta Meteo: mappa e bollettino PRETEMP
“Una saccatura atlantica si approssimerà da ponente, lambendo le regioni settentrionali del territorio nazionale. Vi sarà la formazione di temporali forti su parte dei settori a nord del Po, risultando anche a più riprese specialmente sulle Alpi e Prealpi Lombarde e del Trentino-Alto Adige“, si legge nel bollettino PRETEMP. “Un Livello 2 è stato emesso dalla pianura lombarda orientale fino al FVG per grandine di diametro medio-grosso (fino a 5-6 cm) e secondariamente per raffiche di vento forti. Non è escluso un evento tornadico intenso. Un Livello 1 è stato emesso per le Alpi e Prealpi Lombarde per possibili piogge intense“.
Focus aree Livello 2
“Nella notte e fino alla prima mattina a causa del passaggio di una piccola ondulazione delle correnti in quota inserita in un più ampio flusso sud-occidentale sarà possibile lo sviluppo di numerosi temporali sull’arco alpino centro-orientale, con particolare riferimento all’area dolomitica, alle Prealpi venete e poi anche a quelle friulane e alla Carnia. Si tratterà principalmente di multicelle con possibilità di backbuldings che potranno primariamente portare a piogge forti, con cumulate di 30-50 mm/3 ore e fino a 80-100 mm/12 ore. Sul margine meridionale dei clusters temporaleschi saranno possibili supercelle, specie nella prima parte della notte tra bresciano e la provincia di Trento, con grandinate di diametro fino a 3-4 cm (DLS di 25-30 m/s anche se con CAPE non molto elevato)“, viene riportato nel bollettino pubblicato nella serata di ieri e valido per l’intera giornata odiern.
Nel corso della mattina e il primo pomeriggio “si assisterà ad un nuovo e rapido incremento dell’instabilità (SBCAPE >1400/1500 J/Kg) a causa delle schiarite e del flusso sciroccale dall’Adriatico in seguito allo sviluppo di un minimo nei bassi strati sulla pianura veneta. Da ovest si avvicinerà un’onda corta che determinerà un aumento del forcing dinamica, con rinforzo del vento in quota (DLS localmente superiore a 30 m/s) e avvezione di vorticità positiva“.
Nelle prime ore del pomeriggio “gli inneschi saranno prevalentemente orografici, poi verso metà pomeriggio si potranno sviluppare dei temporali lungo una dryline in avanzamento dall’Emilia. In particolare, sulla bassa pianura lombarda, dove la coda del fronte freddo in discesa da NW interagirà con l’aria più secca da SW, potrebbe svilupparsi convezione isolata anche di tipo supercellulare, con possibile grandine medio-grossa (fino a 4-6 cm). Più ad est, sulla pianura veneta, si svilupperanno altre supercelle che si muoveranno principalmente verso il trevigiano e la pianura del Friuli. Il luogo di innesco della convezione è incerto poiché dipende da quanto riesce a progredire la dryline verso nord-est. I LAM ICON prediligono un innesco più meridionale (verso Rovigo), mentre il SHD più settentrionale (tra Vicenza e Padova)“. In entrambi i casi “è probabile il passaggio di alcune supercelle sulle pianure del Veneto e del Friuli, ma nella prima opzione sarebbero legati principalmente al passaggio del fronte verso sera, mentre nella seconda si avrebbero anche dei temporali prefrontali. In ogni caso, tra la pianura e le zone pedemontane/prealpine del Veneto orientale e del Friuli (specie pordenonese), il rischio è di possibili grandinate di medio-grosse dimensioni (fino a 5 cm) e non è escluso anche un tornado, che potrà anche essere significativo se un’eventuale supercella dovesse scorrere sulla convergenza con lo Scirocco in ingresso dalla costa. Alcune simulazioni suggeriscono SRH 0-3 km superiore ai 200 m2/s2, CAPE 0-3 km localmente superiore ai 150 J/kg e LLS fino a 30 nodi. Se al passaggio del fronte freddo in serata si dovesse organizzare un QLCS le raffiche di vento diverrebbero più probabili. Per alcuni aspetti il setup risulta potenzialmente compatibile con l’emissione di un Livello 3 di pericolosità, ma la bassa confidenza modellistica non consente di andare oltre il 2“.
Focus aree Livello 1
“Le Alpi Retiche e Prealpi Lombarde saranno le zone maggiormente vulnerabili alle piogge convettive persistenti poiché la divergenza in media/alta troposfera associato al sollevamento orografico andranno a favorire la convezione sopravvento. Il passaggio della lieve ondulazione notturna fungerà da ulteriore ascendenza per i temporali che, con il bilanciamento tra i cold pool e un flusso da SSE a 850hpa, potranno autorigenerarsi fino al periodo tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio“.
Contestualmente, “a sud del Po l’arrivo dell’aria secca da SW potrà determinare lo sviluppo di temporali ma che poi dovrebbero intensificarsi verso le zone a livello 2. Tuttavia, se la dryline dovesse mantenersi più bassa anche qui è possibile lo sviluppo di isolati temporali in grado di dar vita a qualche grandinata“.
Focus aree Livello 0
Infine, “sul basso Piemonte sono possibili un po’ di temporali in forma cellulare e/o multicellulare lineare nel pomeriggio e la sera lungo un boundary di basso livello tra il vento di marino da sud e quelli più secchi in uscita dalle Alpi Piemontesi. In tal caso sono possibili alcune grandinate di piccole dimensioni e dei rinforzi del vento. Anche sull’Appennino Marchigiano è attesa della modesta attività convettiva diurna in sviluppo dalle aree interne in movimento verso il mare, sollecitata anche dall’intensa forzante dinamica. Più a sud, tra Abruzzo, Tavoliere e le cime più elevate dell’Appennino Calabrese ci sarà convezione diurna, in un ambiente a shear assai scarso (<10m/s)“.
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