L’anticiclone inizia a cedere il passo a una prima, diffusa ondata di maltempo. Tra il pomeriggio di ieri e la scorsa notte, violenti temporali hanno colpito non solo le regioni settentrionali, ma anche il versante tirrenico. Non si tratta ancora di un vero e proprio ribaltamento delle correnti in quota, bensì dei primi segnali di cedimento dell’alta pressione, che hanno liberato l’enorme energia termica accumulata nei bassi strati. Il caldo eccezionale che ha attanagliato il Nord e gran parte del Centro ha ormai le ore contate: tra domani e venerdì 3 luglio è confermato il transito di un impulso instabile ben più strutturato, pronto a spazzare via (temporaneamente) l’estate da nord a sud.
Allerta Meteo 1° luglio: saccatura in ingresso, temporali al Nord
Il 1° luglio una saccatura atlantica affonda sull’Europa centrale, incurvandosi proprio sull’area alpina e sul Nord Italia. In quota, a 500 hPa, il modello GFS evidenzia un asse di vorticità molto marcata tra Francia, Svizzera, Austria e pianura Padana: segnale chiaro di aria più fredda che sopraggiunge e di forte instabilità atmosferica. L’Italia si trova sotto un flusso sud-occidentale divergente, con correnti veloci e curvatura ciclonica favorevole allo sviluppo di sistemi temporaleschi organizzati, anche di tipo lineare.

Gli effetti al suolo saranno più evidenti su Nord e parte del Centro: dopo una fase prefrontale calda e umida, sono attesi rovesci e temporali anche violenti tra pianura Padana, Triveneto, alta Toscana e dorsale appenninica centro-settentrionale, con locali grandinate e raffiche di vento. Contestualmente le temperature tenderanno a diminuire, specie in serata, per l’ingresso di aria più fresca e la rotazione dei venti dai quadranti nord-occidentali dietro il fronte.
Allerta Meteo 2 luglio: cut-off sul Tirreno, maltempo persistente al Centro-Sud
Nella giornata del 2 luglio la saccatura si chiude isolando un vero e proprio minimo di geopotenziale in quota sul Tirreno e sull’Italia centrale: è il classico cut-off estivo, una goccia fredda capace di mantenere instabilità per molte ore sulle stesse aree. La corrente a getto principale si sposta a nord-est dell’Italia, mentre sul nostro territorio prevale una circolazione decisamente più vorticosa, che favorisce moti verticali continui e rigenerazione convettiva.
Con questo nuovo pattern sinottico cambiano anche le zone più colpite: l’instabilità si concentra sul Centro-Sud e Isole Maggiori, con rovesci e temporali diffusi tra medio-basso Tirreno, zone interne appenniniche e Adriatico centrale. L’aria molto calda e umida al suolo (già abbondantemente presente da diversi giorni) a contatto con la goccia fredda in quota, potrà alimentare fenomeni intensi: nubifragi, violente grandinate e forti raffiche di vento, soprattutto nelle aree soggette a convergenza dei venti dai mari circostanti.

Cosa aspettarsi in Italia tra 1 e 2 luglio
Tra mercoledì 1 e giovedì 2 luglio l’Italia passerà da una fase frontale dinamica, con saccatura in transito e temporali organizzati al Nord, a una fase di cut-off quasi stazionario con maltempo persistente al Centro-Sud. Ne conseguiranno un generale calo termico rispetto ai giorni precedenti, un aumento delle condizioni di instabilità e la possibilità di severi fenomeni convettivi, con particolare attenzione a grandine, downburst e piogge intense concentrate in poche ore.
Vorticità: la chiave per capire i temporali
Per raccontare questa fase di maltempo è utile spiegare, in chiave divulgativa, il concetto di vorticità. Si tratta, in estrema sintesi, della misura della rotazione locale dell’aria. Immaginate un piccolo volume d’aria che si comporta come una trottola immersa nel flusso atmosferico: la vorticità ci dice esattamente quanto rapidamente stia girando su se stesso. Quando parliamo di carte operative a 500 hPa, si rappresenta la componente verticale di questa rotazione, evidenziata con colori caldi dove è più intensa.
I massimi di vorticità ciclonica (positiva) corrispondono alle zone in cui il vento curva in senso ciclonico e dove l’aria in quota ruota di più. L’avvezione di vorticità positiva, cioè il trasporto di aria ‘più vorticosa’ verso una certa area, tende a generare moti ascendenti: l’aria è costretta a salire per conservare la sua rotazione. Se sotto questi massimi di vorticità si trova aria calda e umida al suolo (come nel nostro caso), il risultato è un forte incremento dell’instabilità e quindi una maggiore probabilità di temporali intensi, MCS, grandine e downburst. È esattamente ciò che mostrano le mappe del 1° luglio sul Nord Italia e del 2 luglio sul settore tirrenico.
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