L’ondata di caldo molto intenso che ha interessato la penisola nelle ultime settimane sta per subire una brusca battuta d’arresto. L’accumulo di energia termica nei bassi strati dell’atmosfera favorirà nelle prossime ore lo sviluppo di fenomeni atmosferici particolarmente intensi e repentini, capaci di spezzare, seppur temporaneamente, il dominio dell’anticiclone. Secondo l’ultimo bollettino ufficiale emesso oggi pomeriggio dalla protezione civile, anche domani si preannuncia una giornata di forte instabilità su gran parte del territorio nazionale. Proprio la cappa di caldo che avvolge l’Italia favorirà fenomeni temporaleschi e improvvisi acquazzoni nella giornata di domani, lunedì 29 giugno, da Nord a Sud. Si tratta proprio dei classici temporali di calore estivi. Questa transizione meteorologica repentina richiede la massima attenzione da parte dei cittadini e degli enti locali per via dei potenziali disagi alla circolazione e alla sicurezza del territorio.
Di fronte a questo scenario di marcata instabilità e potenziale pericolo, il Dipartimento della Protezione civile ha valutato attentamente l’evoluzione dei flussi perturbati e ha diramato un’allerta meteo gialla valida per la giornata di domani. Il provvedimento interessa nello specifico nove regioni italiane, distribuite capillarmente dal settentrione fino alle isole maggiori: Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata e Sicilia. In questi territori, infatti, secondo quanto comunicato ufficialmente, “sono possibili precipitazioni da isolate a sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale pomeridiano/serale.” La natura di questi fenomeni, noti per la loro rapidità e violenza, aumenta sensibilmente la vulnerabilità delle aree urbane e dei sistemi di drenaggio idrico.
Le aree a rischio idraulico e l’allerta specifica nel Meridione
Entrando nel dettaglio delle criticità previste dalla mappa sinottica, la situazione legata al rischio idraulico per ordinaria criticità si concentra in modo particolare nel Mezzogiorno, con una forte focalizzazione sulla regione Calabria. Le autorità della Protezione civile hanno stabilito che l’allerta per questa specifica tipologia di rischio interesserà in modo diffuso i principali versanti della regione. Nel dettaglio, le zone sotto osservazione speciale comprendono il Versante Jionico Centro-meridionale, il Versante Tirrenico Centro-settentrionale, il Versante Tirrenico Centro-meridionale, il Versante Tirrenico Meridionale, il Versante Tirrenico Settentrionale e il Versante Jonico Meridionale. Il costante monitoraggio dei corsi d’acqua principali e della rete idrica minore diventerà fondamentale per prevenire esondazioni localizzate nelle aree planiziali e vallive più esposte.
Forti temporali da Nord a Sud: la mappatura dettagliata delle zone colpite
La minaccia principale per la giornata di lunedì è rappresentata dai forti temporali e dagli improvvisi acquazzoni, in grado di scaricare ingenti quantitativi d’acqua in tempi ridottissimi. Il quadro meteorologico generale evidenzia una situazione di ordinaria criticità per rischio temporali che attraversa l’intera penisola. Al Nord, le zone calde dell’instabilità saranno localizzate principalmente in Lombardia, nello specifico nelle aree di Valchiavenna, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine, Appennino pavese e nel Nodo Idraulico di Milano. Nel vicino Piemonte, i fenomeni temporaleschi colpiranno la Pianura Cuneese, le Valli Orco, Lanzo e Sangone, le Valli Varaita, Maira e Stura, le Valli Susa, Chisone, Pellice e Po, la Valle Tanaro, nonché la Pianura Torinese e le Colline. Spostandosi verso Nord-Est, l’allerta gialla per maltempo riguarderà il Veneto nelle Dolomiti Occidentali, comprendendo l’Agordino, lo Zoldano e l’alta Val Boite, e le Dolomiti orientali con il Cadore e il Comelico, mentre per il Trentino Alto Adige la vigilanza meteo è ufficialmente attiva nella Provincia Autonoma di Bolzano.
Scendendo lungo lo stivale, l’instabilità atmosferica generata dai contrasti termici non risparmierà le regioni centrali e meridionali. Per quanto riguarda l’Umbria, la criticità per temporali si concentrerà nella zona di Nera – Corno, mentre in Abruzzo l’allerta toccherà la Marsica, il Bacino Alto del Sangro e il Bacino dell’Aterno. Più a Sud, nel Molise, l’area sotto stretta osservazione è quella dell’Alto Volturno – Medio Sangro. La Basilicata vedrà invece coinvolte le zone denominate Basi-A1, Basi-A2, Basi-D e Basi-C. Anche la Calabria subirà l’impatto dei fenomeni intensi nei medesimi settori già esposti al rischio idraulico, ovvero il Versante Jionico Centro-meridionale, il Versante Tirrenico Centro-settentrionale, il Versante Tirrenico Centro-meridionale, il Versante Tirrenico Meridionale, il Versante Tirrenico Settentrionale e il Versante Jonico Meridionale. Infine, la Sicilia vedrà lo sviluppo di forti rovesci nella zona Nord-Orientale, sul versante ionico, nel Bacino del Fiume Simeto, nella zona Centro-Meridionale e nelle isole Pelagie.
Il rischio idrogeologico e le misure di tutela del territorio
Oltre ai fenomeni diretti come fulmini, grandinate e forti raffiche di vento, l’attenzione degli esperti meteo è fortemente orientata alla tenuta del suolo, che risulta compromesso dalle temperature elevate e dalla siccità che hanno preceduto questa ondata di maltempo. Per questa ragione, è stata dichiarata un’allerta per ordinaria criticità per rischio idrogeologico, che mette in guardia le amministrazioni e i residenti contro possibili frane, smottamenti, caduta massi e colate di fango nei terreni più declivi. Questo specifico livello di allerta gialla colpirà l’Abruzzo nelle zone già menzionate della Marsica, del Bacino Alto del Sangro e del Bacino dell’Aterno. La stessa identica criticità è prevista per l’intera Calabria, coinvolgendo ancora una volta il Versante Jionico Centro-meridionale, il Versante Tirrenico Centro-settentrionale, il Versante Tirrenico Centro-meridionale, il Versante Tirrenico Meridionale, il Versante Tirrenico Settentrionale e il Versante Jonico Meridionale. La Sicilia completa la mappa del rischio idrogeologico nazionale con le aree Nord-Orientale, il versante ionico, il Bacino del Fiume Simeto, la zona Centro-Meridionale e le isole Pelagie, configurando un quadro complesso in cui la prevenzione, la prudenza e il monitoraggio in tempo reale degli eventi saranno gli unici strumenti determinanti per garantire l’incolumità pubblica.
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