Anomalia termica e siccità: nel bacino del Po risorse idriche sotto pressione

Severità idrica confermata come "bassa", ma ci sono criticità locali in alcuni bacini del Nord Italia

L’anomalia termica persistente delle ultime settimane, con temperature stabilmente superiori alla media stagionale, continua a incidere negativamente sulla disponibilità di risorsa idrica nel Distretto del Po. È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti dell’Osservatorio distrettuale, che confermano un quadro complesso ma al momento sotto controllo a scala generale. Già dalla seconda metà di maggio, l’aumento delle temperature ha accelerato lo scioglimento del manto nevoso anche alle alte quote, riducendo in modo significativo l’apporto idrico naturale verso i corsi d’acqua. Un fenomeno che ha determinato una progressiva contrazione delle disponibilità, solo parzialmente compensata dalle precipitazioni registrate nei primi giorni di giugno, che hanno prodotto un temporaneo aumento delle portate lungo il fiume Po. Nel complesso, i deflussi lungo l’asta del Po hanno beneficiato solo in maniera limitata degli eventi piovosi recenti, con una successiva tendenza alla diminuzione già innescata dal ritorno a condizioni più stabili e calde.

Grandi laghi stabili, Delta sotto controllo

Un elemento di relativa stabilità arriva dal comparto dei grandi laghi regolatori, i cui volumi invasati risultano in linea con le medie del periodo. Situazione positiva anche sul fronte del Delta: le portate restano superiori alla soglia critica, con valori oltre i 450 m³/s presso la sezione idrometrica di Pontelagoscuro, scongiurando al momento il rischio di intrusione salina. Nel Delta, dunque, la situazione appare ancora gestibile, seppur in un contesto di vulnerabilità legato all’andamento meteorologico delle prossime settimane.

Criticità locali in alcuni bacini

Nonostante la conferma di una severità idrica “BASSA in assenza di precipitazioni” a scala distrettuale, permangono alcune aree in sofferenza. In particolare, vengono classificati in severità “MEDIA” i bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio e quelli piemontesi dei torrenti Elvo e Cervo, dove la riduzione delle portate risulta più marcata.

Un maggio altalenante tra piogge e caldo estremo

Il mese di maggio ha mostrato una forte variabilità: una prima fase più fresca e piovosa, con nevicate alle quote medio-alte, è stata seguita da una seconda metà caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, in alcuni casi superiori ai massimi storici. Le precipitazioni complessive sono risultate inferiori alla media, soprattutto nei settori occidentali del distretto. Questa alternanza ha influenzato anche il manto nevoso, che dopo un temporaneo recupero ha subito una rapida fusione anticipata rispetto ai valori climatici tipici, contribuendo alla riduzione della disponibilità idrica complessiva.

Previsioni: caldo in aumento e risorsa sotto osservazione

Le previsioni indicano una fase iniziale instabile seguita da un ritorno a condizioni stabili e più calde, con assenza di precipitazioni e nuovo incremento termico. In questo scenario, eventuali aumenti delle portate saranno solo temporanei, seguiti da una nuova fase di contrazione. Le proiezioni stagionali per il trimestre estivo indicano inoltre una probabile persistenza di temperature superiori alla norma, mentre il segnale sulle precipitazioni rimane incerto. L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 25 giugno per un nuovo aggiornamento della situazione.