Attacco di droni nella regione russa di Yaroslavl: colpiti depositi industriali di carburante

Raid a oltre 700 chilometri dal confine ucraino, danneggiato un impianto petrolifero considerato strategico per le riserve russe

Un massiccio attacco di droni ucraini è stato respinto nella regione russa di Yaroslavl, secondo quanto riferito dalle autorità russe. L’episodio ha interessato un’area situata a oltre 700 chilometri dal confine ucraino e ha provocato danni a impianti industriali di stoccaggio del carburante. Il governatore regionale Mikhail Evrayev, citato da Tass, ha dichiarato che i detriti dei droni hanno colpito strutture legate allo stoccaggio di carburante industriale. Non risultano feriti. L’attacco ha causato un incendio, sul quale sono intervenuti i servizi di sicurezza.

Colpiti depositi industriali di carburante

Secondo la ricostruzione diffusa dalle autorità russe, la maggior parte dei velivoli senza pilota sarebbe stata intercettata, ma alcuni detriti avrebbero comunque raggiunto obiettivi industriali. Evrayev ha affermato: “la maggior parte dei droni è stata abbattuta, ma sono stati colpiti anche depositi industriali di carburante”. Il governatore ha aggiunto che i servizi di sicurezza erano impegnati nello spegnimento dell’incendio provocato dall’impatto sui siti colpiti. La regione resta sotto attenzione per la possibile presenza di frammenti di droni caduti al suolo dopo l’attacco.

L’avvertimento del governatore Mikhail Evrayev

Le autorità locali hanno invitato la popolazione alla prudenza, segnalando che nella regione di Yaroslavl potrebbero essere rinvenuti frammenti dei droni utilizzati nell’attacco. Il governatore Mikhail Evrayev ha rivolto un appello specifico in caso di ritrovamento di parti dei velivoli. “Se li trovate, non avvicinatevi e non usate i telefoni nelle vicinanze. Allontanatevi e segnalate immediatamente la loro posizione chiamando il 112”, ha aggiunto Evraev. L’indicazione delle autorità è legata ai possibili rischi connessi alla presenza di detriti, componenti inesplose o materiali pericolosi nell’area interessata dal raid.

Kiev rivendica il colpo contro un impianto petrolifero strategico

Sul fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky e il Servizio di sicurezza dell’Ucraina hanno riferito che i servizi di sicurezza ucraini hanno colpito durante la notte un impianto petrolifero nella regione russa di Yaroslavl. Secondo quanto comunicato da Kiev, l’attacco avrebbe danneggiato un impianto petrolifero di “fondamentale importanza per le riserve statali russe”. La distanza dell’obiettivo dal confine ucraino evidenzia la profondità dell’operazione condotta contro infrastrutture energetiche russe.

Attacco anche nella regione di Tula contro Azot di Novomoskovsk

Il presidente ucraino ha riferito anche di un secondo obiettivo colpito nella notte, questa volta nella regione di Tula. Zelensky ha spiegato che “un altro colpo è stato inferto nella regione di Tula: l’azienda Azot di Novomoskovsk è stata presa di mira. L’impianto è legato alla produzione di esplosivi”.  L’azienda Azot di Novomoskovsk viene indicata da Kiev come un impianto collegato alla produzione di esplosivi, circostanza che colloca l’azione in un quadro più ampio di attacchi contro infrastrutture ritenute rilevanti per lo sforzo bellico russo. Nella stessa notte, secondo quanto riferito da Kiev, le forze russe hanno attaccato l’Ucraina con 98 droni d’attacco Shahed. Le autorità ucraine hanno affermato che 91 droni sono stati neutralizzati. Il dato conferma l’intensità degli attacchi notturni con droni, che continuano a rappresentare uno degli strumenti principali del conflitto. Da un lato, la Russia riferisce di aver respinto un massiccio raid ucraino nella regione di Yaroslavl; dall’altro, l’Ucraina segnala di aver neutralizzato gran parte dei droni Shahed lanciati contro il proprio territorio.

Il significato dell’attacco in profondità sul territorio russo

Il raid contro l’impianto petrolifero nella regione di Yaroslavl, a oltre 700 chilometri dal confine ucraino, rappresenta uno degli elementi più significativi della notte di attacchi. La capacità di colpire infrastrutture industriali in profondità nel territorio russo conferisce alla vicenda un peso particolare nel quadro del conflitto. La Russia parla di un attacco respinto in larga parte, ma conferma che depositi industriali di carburante sono stati colpiti. L’Ucraina, attraverso Zelensky e il Servizio di sicurezza, sostiene invece di aver danneggiato un impianto petrolifero di “fondamentale importanza per le riserve statali russe” e di aver colpito anche un sito industriale nella regione di Tula.