Caldo estremo sull’Europa occidentale, perché Francia, Spagna e nord Italia sono diventate l’epicentro delle grandi ondate di calore

Un ruolo chiave sarebbe svolto dalla corrente a getto, che sta assumendo configurazioni sempre più favorevoli alla persistenza di anticicloni e cupole di calore

Negli ultimi anni l’Europa occidentale è passata da ‘eccezione’ a simbolo globale del caldo estremo. Estate dopo estate, le ondate di calore battono record di temperatura e durata, colpendo in serie Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito e una parte dell’Italia. Per molti è solo la prova visibile del riscaldamento globale, ma la scienza sta mostrando che c’è anche un altro protagonista: la corrente a getto che scorre sopra le nostre teste. Nel 2022 i ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) sono riusciti a quantificare questo cambiamento. Hanno dimostrato che le ondate di calore sull’Europa occidentale sono aumentate da tre a quattro volte più rapidamente rispetto ad altre zone alle stesse latitudini, come Stati Uniti e Canada, e che questo balzo è strettamente legato a cambiamenti profondi nella circolazione atmosferica.

Lo studio del Potsdam Institute: che cosa hanno scoperto

Lo studio del PIK ha analizzato decenni di dati sulle ondate di calore e sui flussi in quota per capire perché l’Europa occidentale stia correndo così veloce verso un clima di estremi. Il risultato più sorprendente è che la sola crescita delle temperature globali non basta a spiegare l’esplosione di eventi caldi sul vecchio Continente. Entra in gioco il modo in cui l’atmosfera si organizza, si blocca e persiste su certe configurazioni.

Corrente a getto 21 giugno

I ricercatori hanno evidenziato che, rispetto al resto dell’emisfero nord, l’Europa occidentale è particolarmente sensibile ad alcune configurazioni ricorrenti della corrente a getto durante la stagione estiva. Quando queste configurazioni si presentano, la probabilità di una forte ondata di calore su queste zone cresce in modo drastico, trasformando quello che un tempo era un evento raro in un appuntamento quasi fisso delle nostre estati.

Dai dati emerge un’accelerazione netta: le ondate di calore in Europa occidentale stanno aumentando da tre a quattro volte più velocemente rispetto al resto delle medie latitudini dell’emisfero nord. In pratica, in poche decadi la frequenza di questi episodi si è impennata, superando di gran lunga quanto osservato in aree come Nord America o Asia centrale. Tutto ciò si traduce in estati più lunghe, con più giorni sopra soglie critiche e meno break temporaleschi tra un episodio e l’altro.

Che cos’è la corrente a getto e perché sta cambiando

La corrente a getto è un sistema di vento prevalentemente zonale (ovest-est) caratterizzato da un forte gradiente di velocità, concentrato in bande relativamente strette, tipicamente di alcune centinaia di chilometri di larghezza e pochi chilometri di spessore verticale. Si trova generalmente tra i 7 e i 16 chilometri di altitudine.

Esistono due tipi principali di correnti a getto a scala sinottica nell’emisfero settentrionale: la Corrente a Getto Polare e la Corrente a Getto Subtropicale. Entrambe le correnti sono caratterizzate da un andamento ondulatorio, noto come onde di Rossby. Queste onde sono fondamentali perché modulano il trasferimento di calore e umidità tra le diverse latitudini e sono direttamente collegate alla formazione e alla traiettoria delle perturbazioni atmosferiche a scala sinottica, come cicloni e anticicloni.

A causa del riscaldamento globale, la corrente a getto sta cambiando il suo comportamento. La differenza di temperatura tra i poli e l’equatore sta diminuendo: questo rende la circolazione dell’aria più lenta e sinuosa, creando grandi curve. Di conseguenza, il tempo meteorologico tende a rimanere letteralmente ‘inchiodato’ sulla stessa posizione per molti giorni. È proprio durante questi periodi di calma forzata che le ondate di calore trovano il terreno ideale per scatenarsi con tutta la loro forza.

Un aspetto centrale della ricerca riguarda la crescente frequenza di strutture a doppio getto sull’Eurasia. In tali contesti, invece di presentarsi come un flusso unico e continuo, la corrente a getto si divide in due direzioni (una settentrionale e una meridionale). Tale separazione genera un vero e proprio corridoio privilegiato per la formazione di promontori anticiclonici sull’Europa occidentale.

Temperature massime 22 giugno Europa

Quando si instaura il doppio getto, sull’Europa occidentale si forma spesso una robusta area di alta pressione che resta ferma per giorni, a volte settimane. Questa struttura blocca lo scorrimento delle perturbazioni atlantiche e permette all’aria calda di accumularsi, proveniente in molti casi dal Nord Africa o dal vicino Atlantico subtropicale. Il risultato è la classica cupola di calore (Heat Dome), sotto la quale le temperature schizzano ben oltre le medie stagionali.

Dalla teoria alla realtà: cosa succede alle nostre estati

Questo andamento in alta quota genera ripercussioni tangibili e immediate. L’Europa occidentale registra infatti:

  • Ondate di caldo più ricorrenti rispetto ai decenni scorsi
  • Fasi prolungate, caratterizzate da notti tropicali ininterrotte
  • Record di temperatura sempre più ravvicinati nel tempo
  • Conseguenze sempre più pesanti su salute, comparto agricolo, settore energetico e opere pubbliche

Le mappe sinottiche che evidenziano anticicloni stazionari sul continente per settimane sono ormai consuetudine. Il nocciolo della questione è che questo schema, un tempo considerato un’anomalia, si sta trasformando nella quotidianità delle nostre estati.

L’Europa occidentale occupa una posizione particolarmente ‘vulnerabile’ nei confronti della corrente a getto. Anche un lieve spostamento nella traiettoria o nell’ampiezza delle onde di Rossby può determinare se un’estate sarà semplicemente mite oppure caratterizzata da caldo record. Quando il flusso si orienta in modo da generare un’area di alta pressione sull’Europa occidentale, quest’ultima subisce l’effetto diretto delle correnti subtropicali, mentre le perturbazioni vengono deviate più a nord o più a sud.

Questa sensibilità rende l’Europa occidentale un vero laboratorio a cielo aperto di come la combinazione tra cambiamento climatico e circolazione atmosferica possa esasperare gli estremi. Per questo i risultati dello studio del PIK hanno una forte risonanza non solo scientifica, ma anche politica e sociale.

Cosa ci dicono queste scoperte sul futuro

Comprendere la correlazione tra le ondate di calore e la corrente a getto non rappresenta un mero esercizio teorico, bensì un’opportunità per perfezionare le previsioni a medio e lungo termine, valutare i pericoli legati a eventi climatici estremi e definire piani di adattamento per i centri urbani, il settore agricolo e le infrastrutture energetiche e sanitarie.

Se i pattern a doppio getto e le stasi anticicloniche continueranno a farsi più frequenti o duraturi in un pianeta più caldo, l’Europa occidentale subirà estati sempre più segnate da ondate di caldo estremo e prolungato. Ciò rende ancora più impellente sia tagliare le emissioni di gas serra, sia preparare la nostra società a un mutamento climatico più rapido del previsto.