Fino a metà settimana il cuore del promontorio subtropicale di matrice nord-africana rimarrà ‘ancorato’ sulla Francia, dove le correnti atlantiche continuano a ‘gonfiare’ il campo anticiclonico in quota. Di conseguenza, le masse d’aria più calde resteranno inizialmente concentrate tra Penisola Iberica, Francia e parte del Mediterraneo occidentale. Da giovedì 25, però, la struttura anticiclonica tenderà a traslare verso levante, con il proprio asse che andrà a distendersi sulle regioni centro-settentrionali italiane nel corso del prossimo fine settimana.
Parallelamente, anche la bolla di calore associata al promontorio evolverà verso est. Il massimo delle anomalie termiche in quota si posizionerà tra Germania e Polonia, dove sono attese temperature marcatamente superiori alla media sia a 850 hPa, sia nei bassi strati. Per questi settori dell’Europa centrale si profila una vera e propria ondata di caldo estremo, con valori localmente da record e notti tropicali diffuse.
Trovarsi sotto massimi di geopotenziale così elevati, alimentati da aria subtropicale molto calda che presenta anomalie superiori ai +12°C a 850 hPa, significa essere esposti ai massimi effetti della subsidenza anticiclonica. L’aria tende a scendere di quota, si comprime e si scalda ulteriormente, inibendo la formazione di nubi e favorendo cieli spesso sereni o tutt’al più velati. Il risultato, al suolo, sono temperature eccezionali, sensazione di caldo opprimente e scarso rimescolamento dell’aria, con possibili ripercussioni anche sulla qualità dell’aria nelle aree urbane.
L’Italia resterà ancora per qualche giorno ai margini della massima intensità del flusso subtropicale, almeno fino a mercoledì 24. Da giovedì, tuttavia, la nostra Penisola sarà sempre più esposta al richiamo di aria molto calda in risalita dal Nord Africa e dal Mediterraneo occidentale. Proprio tra venerdì e il weekend è atteso un ulteriore aumento delle temperature, in modo più marcato al Centro-Nord, che continuerà a essere il settore più esposto a questo tipo di circolazione.
I valori termici previsti, attualmente fino a circa +8°C oltre la media climatica, tenderanno da giovedì a portarsi fin verso +10/+12°C rispetto al trentennio di riferimento sulle aree più sensibili, in particolare tra Pianura Padana, regioni tirreniche e parte dell’Europa centrale. Al Sud e sulle due Isole Maggiori il caldo si presenterà comunque superiore alla media, entro +4/+5°C, con picchi probabilmente meno estremi ma ugualmente degni di nota, specie nelle zone interne lontane dalle brezze marine. Ad oggi non si intravedono segnali solidi di un cambio di pattern almeno fino ai primi giorni di luglio, con il promontorio subtropicale ancora protagonista su gran parte dell’Europa e del bacino mediterraneo.

La mappa EFI (Extreme Forecast Index) di ECMWF relativa alla temperatura a 2 metri, uno degli strumenti chiave per valutare il potenziale di eventi termici estremi, conferma quanto detto finora. L’EFI confronta le previsioni del modello ensemble con la climatologia del modello stesso: valori prossimi a 1 indicano un’alta probabilità che l’evento previsto si collochi tra i più estremi mai simulati in quel periodo e in quella zona. Quando l’EFI mostra un’area estesa di colori caldi (arancione-rosso intenso) su buona parte dell’Europa, significa che la probabilità di temperature eccezionalmente elevate è molto alta e diffusa, come avviene in questo caso.
Sulla mappa, i toni più accesi si concentrano tra la Francia, l’Italia settentrionale e l’Europa centrale, a conferma del ruolo dominante del promontorio subtropicale in questa fase. Accanto all’EFI, il pannello delle temperature medie previste a 2 metri rispetto alla climatologia evidenzia anomalie positive estese, con scarti che raggiungono e superano i +10°C in alcune aree. L’uso combinato di EFI e mappe di anomalia permette non solo di identificare dove farà più caldo, ma anche quanto eccezionale sarà l’evento rispetto al clima abituale, rendendolo un supporto fondamentale sia per le previsioni sia per la comunicazione del rischio.


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