Il tema dei prezzi dei carburanti torna al centro dell’attenzione in diversi Paesi, con interventi e aggiornamenti che riguardano sia il costo alla pompa sia la fiscalità sui prodotti petroliferi. Dalla Croazia al Marocco, passando per Germania e Serbia, emergono misure e adeguamenti destinati a incidere su automobilisti, autotrasportatori, agricoltori e imprese legate alla mobilità e alla logistica. In Croazia il governo ha deciso i nuovi importi dei carburanti che entreranno in vigore dalla mezzanotte tra martedì e mercoledì e resteranno validi per le successive due settimane. Il prezzo della benzina sarà di 1,61 euro al litro, con una riduzione di tre centesimi rispetto a due settimane fa. Anche il diesel costerà 1,61 euro al litro, ovvero cinque centesimi in meno rispetto a prima, mentre il prezzo del diesel blu sarà di 1,09 euro al litro, con uno sconto di sei centesimi.
Marocco, gasolio in calo di 0,53 dirham al litro
Anche in Marocco si registra un intervento sui prezzi alla pompa. A partire da oggi, le società di distribuzione dei carburanti applicano una riduzione di 0,53 dirham al litro, pari a circa cinque centesimi di euro, sul gasolio. Il prezzo della benzina, invece, resterà invariato.
Con il nuovo adeguamento, il prezzo del gasolio nelle principali stazioni di servizio del Regno dovrebbe attestarsi intorno a 13,97 dirham al litro, pari a circa 1,29 euro, rispetto ai circa 14,50 dirham precedenti, equivalenti a 1,34 euro. Sono tuttavia possibili variazioni a seconda delle regioni e delle compagnie distributrici. La benzina dovrebbe invece mantenersi attorno a 14,55 dirham al litro, circa 1,34 euro.
Gasolio e benzina in Marocco: l’effetto delle revisioni tariffarie
La riduzione del prezzo del gasolio in Marocco arriva dopo una serie di revisioni tariffarie registrate dall’inizio dell’anno. Nel mese di maggio, dopo un primo calo dei prezzi alla pompa, i distributori avevano aumentato di 0,50 dirham al litro il prezzo della benzina a partire dal 16 maggio, lasciando invariato il gasolio.
La diminuzione del prezzo del gasolio rappresenta un alleggerimento dei costi per automobilisti, autotrasportatori, agricoltori e imprese che dipendono in misura significativa dai trasporti e dalla logistica. L’andamento dei carburanti continua tuttavia a riflettere le oscillazioni dei mercati energetici internazionali e l’evoluzione delle quotazioni del petrolio greggio, influenzate dalle persistenti incertezze geopolitiche.
Germania, il ministro Schnieder difende il taglio delle accise
In Germania, il dibattito si concentra invece sul taglio delle accise sui carburanti. Il ministro dei trasporti Patrick Schnieder della Cdu ha difeso la misura e non ha escluso una possibile proroga, attualmente limitata a due mesi. “Il tankrabatt è una decisione giusta”, ha dichiarato in un’intervista al Redaktionsnetzwerk Deutschland (Rnd), sottolineando che alcuni settori e utenti del trasporto dipendono da auto e camion e necessitano di sostegno.
Nell’ultimo mese l’inflazione in Germania è sorprendentemente calata e gli analisti hanno attribuito il calo proprio al taglio delle accise voluto dal governo. Dal primo maggio le tasse su un litro di carburante sono state ridotte di circa 17 centesimi, con una perdita di entrate per lo Stato pari a miliardi di euro.
Tankrabatt, tra sostegno ai trasporti e dibattito sulle misure alternative
Il tankrabatt resta una misura al centro del confronto politico ed economico. Secondo diversi esperti, alternative come un limite di velocità sarebbero più efficienti, ma l’ipotesi è stata nuovamente respinta dal ministro dei trasporti tedesco.
Sulla possibile estensione del provvedimento, Schnieder ha dichiarato che “non dobbiamo deciderlo oggi”, e ha assicurato che il governo “monitora la situazione per capire cosa sia necessario affinché il rifornimento resti accessibile a tutti”. La posizione del ministro conferma quindi una linea di prudenza, con il governo impegnato a valutare l’andamento dei prezzi e l’impatto della riduzione fiscale sul costo finale dei carburanti.
Serbia, prorogata la riduzione temporanea delle accise
Anche la Serbia interviene sul fronte fiscale. Il governo serbo ha prorogato fino ad almeno domenica 7 giugno la riduzione temporanea delle accise sui derivati del petrolio, per “attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi dei derivati del petrolio sul mercato interno, causato dal rincaro del greggio sui mercati internazionali”, e ha pubblicato la decisione sulla Gazzetta Ufficiale.
La misura riguarda diverse tipologie di carburante e, come riportato da Serbian Monitor, gli importi ridotti delle accise resteranno in vigore anche nel corso della settimana. L’obiettivo dichiarato è contenere l’impatto dei rincari internazionali sul mercato interno, in una fase in cui il prezzo del greggio continua a influenzare direttamente il costo dei derivati petroliferi.
Accise carburanti in Serbia: gli importi fissati dal governo
Secondo il governo di Belgrado, l’accisa sulla benzina con piombo ammonterà a 61,24 dinari al litro, mentre quella sulla benzina senza piombo sarà pari a 57,60 dinari al litro. Per i gasoli, compreso il carburante diesel, l’accisa sarà fissata a 59,23 dinari al litro.
Il governo della Serbia aveva adottato la precedente riduzione il 14 maggio, confermando ora la prosecuzione della misura almeno fino a domenica 7 giugno. La proroga si colloca in un contesto regionale segnato da interventi pubblici e adeguamenti dei listini, con l’obiettivo di contenere le pressioni generate dal rincaro del petrolio e dalle tensioni sui mercati energetici.
Mercati energetici e petrolio: carburanti ancora condizionati dalle quotazioni internazionali
Il quadro complessivo mostra una dinamica comune: il costo di benzina, diesel e altri derivati petroliferi resta strettamente legato all’andamento dei mercati internazionali. Croazia e Marocco registrano ribassi diretti sui prezzi alla pompa, mentre Germania e Serbia puntano su interventi fiscali attraverso il taglio o la proroga della riduzione delle accise.
Le misure adottate o confermate rispondono alla necessità di contenere l’impatto dei prezzi dei carburanti sull’economia reale. Trasporti, logistica, agricoltura e mobilità privata restano tra i settori più esposti alle variazioni del costo dell’energia. Le decisioni assunte dai governi e dagli operatori di mercato riflettono quindi una fase ancora incerta, nella quale le quotazioni del petrolio greggio, le tensioni geopolitiche e le scelte fiscali nazionali continuano a determinare l’evoluzione dei prezzi alla pompa.
