La rete satellitare cinese Qianfan ha raggiunto un nuovo traguardo nazionale, portando in orbita più di 200 satelliti per la banda larga, ma il progetto continua a scontare dubbi sui tempi e sui costi del dispiegamento rispetto agli obiettivi fissati. Lo segnala oggi il South China Morning Post. La costellazione conta ora 201 satelliti, dopo il successo del lancio effettuato ieri con un razzo Zhuque-2E dal deserto del Gobi. La missione ha portato in orbita Qianfan Dtc-01, un satellite sperimentale direct-to-cell, insieme a un satellite di China Mobile, secondo quanto riferito dall’emittente statale Cctv. Il volo è arrivato dopo due lanci consecutivi effettuati giovedì e venerdì scorsi da Taiyuan, nella Cina centrale, e dal nuovo spazioporto di Hainan, nel sud del Paese, ciascuno con 18 satelliti Qianfan a bordo.
Progetto in ritardo
Nonostante l’accelerazione, il dispiegamento della rete che punta a competere con Starlink resta in ritardo rispetto agli obiettivi ufficiali. Una fonte del Centro di lancio satellitare di Jiuquan ha riferito che Shanghai Spacecom Satellite Technology, la società dietro Qianfan, aveva inviato una delegazione ad assistere al lancio di martedì. “Sembrano essere sotto molta pressione“, ha detto la fonte, parlando a condizione di anonimato perché non autorizzata a rilasciare dichiarazioni ai media. “Se la società non riuscirà ad aumentare il ritmo dei lanci, il progetto potrebbe semplicemente arenarsi“, ha aggiunto.
Quando i primi satelliti Qianfan furono lanciati nel 2024, Shanghai Spacecom Satellite Technology aveva indicato l’obiettivo di dispiegarne 648 entro la fine del 2025, così da garantire una copertura regionale. La società prevedeva inoltre circa 1.300 satelliti operativi entro il 2027 e una costellazione finale di oltre 15mila unità entro il 2030.
Il programma di lanci si è però fermato per sette mesi lo scorso anno, anche a causa della concorrenza per l’accesso ai razzi con GuoWang, una costellazione statale per la banda larga di dimensioni analoghe. Più in generale, la lentezza del dispiegamento mette in evidenza l’assenza, in Cina, di un razzo riutilizzabile operativo in grado di eguagliare l’elevata frequenza di volo del Falcon 9, il vettore di riferimento di SpaceX per Starlink.
Nuovi obiettivi
In un’intervista a Cctv lunedì, Hu Haiying, comandante capo del sistema satellitare Qianfan, ha detto che gli obiettivi del progetto sono stati modificati e che ora il piano è arrivare a 324 satelliti operativi entro luglio. Secondo Hu, che dirige anche l’Accademia per i microsatelliti dell’Accademia cinese delle scienze a Shanghai, ogni satellite costa oltre 10 milioni di yuan, pari a circa 1,5 milioni di dollari. Il costo rende Qianfan molto più oneroso rispetto al concorrente statunitense. A parità approssimativa di peso, SpaceX ha costruito i satelliti Starlink di prima generazione per circa 250mila dollari ciascuno. Anche per i modelli di seconda generazione, molto più grandi, gli analisti stimano costi di produzione non superiori a circa un milione di dollari per unità.


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