Cambiamento climatico, perdita di biodiversità, degrado degli ecosistemi e inquinamento non possono più essere affrontati come emergenze separate. È questo il messaggio che emerge dalla London Climate Action Week, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’azione climatica, che riunisce nella capitale britannica oltre 75mila partecipanti tra rappresentanti delle istituzioni, imprese, università, organizzazioni della società civile ed esperti. Il confronto internazionale mette al centro la necessità di superare la frammentazione delle politiche ambientali e di costruire risposte coordinate davanti a crisi sempre più interconnesse. La tutela del clima, la protezione della natura, il ripristino degli habitat e la prevenzione dell’inquinamento vengono indicati come parti di una stessa strategia, necessaria per rafforzare la resilienza dei territori e ridurre i rischi per le comunità.
Heat dome in Europa occidentale e temperature vicine ai 40 gradi
Il dibattito si svolge mentre una vasta heat dome sta interessando gran parte dell’Europa occidentale, con temperature prossime ai 40 gradi anche in territori storicamente meno esposti a fenomeni di tale intensità. Una situazione che conferma la crescente frequenza degli eventi estremi e la necessità di rafforzare la capacità di adattamento dei territori. Le temperature eccezionali registrate in questi giorni si inseriscono in un quadro più ampio, segnato da incendi, siccità, alluvioni e altri fenomeni estremi che interessano con crescente frequenza diverse aree del pianeta. L’aumento dell’intensità e della ricorrenza di questi eventi rende sempre più evidente il legame tra crisi climatica, vulnerabilità degli ecosistemi e sicurezza delle comunità.
Plastic Free: clima, biodiversità e inquinamento sono una sola crisi sistemica
“Non esistono più emergenze ambientali minori: la crisi climatica, la perdita di biodiversità e l’inquinamento sono manifestazioni diverse di una stessa crisi sistemica – dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus – Non è possibile proteggere il clima senza tutelare gli ecosistemi, così come non è possibile difendere la natura senza ridurre le forme di inquinamento che ogni giorno ne compromettono l’equilibrio. Continuare a intervenire attraverso strategie isolate significa rallentare risposte che devono invece essere coordinate e immediate”. La posizione espressa da Plastic Free Onlus richiama la necessità di considerare le emergenze ambientali come elementi collegati. La crisi climatica non riguarda soltanto l’aumento delle temperature, ma coinvolge la tenuta degli habitat, la disponibilità delle risorse naturali, la salute della fauna e la qualità degli ambienti terrestri e marini. Allo stesso modo, la perdita di biodiversità e l’inquinamento da plastica incidono sulla capacità degli ecosistemi di mantenere il proprio equilibrio e di contribuire alla protezione dei territori.
One Health, salute e ambiente: un unico sistema interdipendente
La connessione tra ambiente e salute è al centro anche dell’approccio One Health, che considera il benessere delle persone, degli animali e degli ecosistemi come componenti interdipendenti di un unico sistema. Un principio richiamato dalle politiche europee per il ripristino degli habitat degradati e per il rafforzamento della resilienza naturale di fronte agli effetti del cambiamento climatico. In questo quadro, anche la prevenzione dell’inquinamento da plastica assume un ruolo centrale. La dispersione dei rifiuti negli ambienti terrestri e marini danneggia gli habitat, mette a rischio la fauna, altera gli equilibri naturali e contribuisce al progressivo deterioramento degli ecosistemi. La riduzione dell’inquinamento diventa quindi parte integrante delle politiche di tutela della natura e di adattamento climatico.
Ecosistemi degradati e maggiore vulnerabilità dei territori
“Quando un ecosistema si degrada, diminuisce la capacità dei territori di assorbire gli effetti degli eventi estremi, aumentano i rischi per la salute e diventano più vulnerabili le comunità – prosegue Pettinicchio – È necessario superare la frammentazione delle politiche ambientali e costruire una strategia comune che tenga insieme riduzione delle emissioni, tutela della biodiversità, ripristino della natura e prevenzione dell’inquinamento”. Il degrado degli ecosistemi riduce la capacità dei territori di reagire agli impatti degli eventi climatici estremi. Habitat compromessi, suoli impoveriti, ambienti marini danneggiati e perdita di biodiversità indeboliscono le funzioni naturali che contribuiscono alla protezione delle comunità. Per questo, la riduzione delle emissioni, il ripristino della natura, la tutela della biodiversità e la prevenzione dell’inquinamento vengono indicati come pilastri di una risposta comune.
La crisi ambientale è anche una sfida culturale
Le temperature eccezionali, insieme a incendi, siccità e alluvioni, mostrano come fenomeni un tempo considerati straordinari stiano diventando sempre più frequenti. Il rischio, secondo Plastic Free, è che l’emergenza venga progressivamente normalizzata, riducendo la percezione dell’urgenza e indebolendo la capacità collettiva di reagire. “Il rischio più grande è abituarsi a considerare normale ciò che fino a pochi anni fa era ritenuto straordinario – conclude la Global Strategy Director di Plastic Free – La crisi ambientale è anche una sfida culturale: più diminuisce la percezione dell’urgenza, più si indebolisce la capacità collettiva di reagire. La tutela del clima, il ripristino della natura e il contrasto all’inquinamento devono diventare i pilastri di una stessa azione politica, economica e sociale, perché non può esistere una società sana in un ambiente degradato”.
Clima, natura e inquinamento al centro di una stessa azione politica e sociale
Dalla London Climate Action Week emerge dunque la necessità di un cambio di approccio: non più politiche separate per clima, biodiversità, natura e inquinamento, ma una visione integrata capace di affrontare le cause e gli effetti della crisi ambientale. La protezione degli ecosistemi, la prevenzione dell’inquinamento e il rafforzamento della resilienza dei territori diventano elementi centrali per rispondere a una trasformazione già in atto. Il messaggio che arriva dal confronto internazionale è che la crisi climatica, la perdita di biodiversità, il degrado degli ecosistemi e l’inquinamento sono manifestazioni di una stessa fragilità sistemica. Per questo, la risposta deve tenere insieme azione politica, economica e sociale, con l’obiettivo di proteggere il clima, ripristinare la natura e contrastare le forme di inquinamento che compromettono l’equilibrio degli ambienti e la salute delle comunità.


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