Il mese di maggio 2026 si è chiuso lasciando dietro di sé un quadro termico profondamente contrastante in tutta Europa. Le prime analisi dei dati ERA5 di Copernicus mostrano che vaste aree dell’Europa occidentale hanno vissuto uno dei mesi di maggio più caldi degli ultimi 36 anni, in molti casi il più caldo dal 1991. Francia, Regno Unito, Belgio e Paesi Bassi guidano la classifica delle anomalie positive, mentre anche diverse zone della Penisola Iberica rientrano tra quelle che hanno registrato un maggio eccezionalmente caldo.
Determinante è stata l’intensa e duratura ondata di calore che ha investito l’Europa occidentale nella seconda metà del mese. Masse d’aria piuttosto calde hanno spinto la colonnina di mercurio su livelli più estivi che primaverili. In molte aree, le medie mensili si sono collocate fino a +3/+4°C sopra la media climatologica 1991-2020, confermando l’eccezionalità del periodo.

Mentre l’Europa occidentale affrontava condizioni di caldo da record, la situazione era profondamente diversa sull’Europa orientale e sull’Italia. Sul bacino del Mediterraneo orientale, in particolare in Turchia, il mese di maggio è stato insolitamente freddo. Le anomalie termiche negative sono state marcate in numerose regioni, con alcune aree che hanno registrato il maggio più freddo dell’intero periodo 1991-2026.
Nella prima mappa, infatti, che rappresenta l’anomalia di temperatura rispetto alla media climatica 1991-2020, spicca un’enorme ‘macchia’ rossa che ricopre Penisola Iberica, Francia, Benelux, Germania, Svizzera, nord Italia e buona parte dell’Europa centrale. In queste aree le temperature medie di maggio sono state fino a +3/+4 gradi sopra la norma, un segnale chiaro di un’ondata di caldo persistente e diffusa.
Sul versante opposto del vecchio Continente, invece, dominano toni bluastri. Tra Turchia, Grecia orientale e Italia centro-meridionale le temperature sono rimaste ben al di sotto, o comunque in media, con un nucleo freddo particolarmente vivace sull’Anatolia dove le anomalie negative hanno raggiunto valori di +2/+3 gradi sotto le medie climatiche. Questo forte contrasto termico tra l’Europa occidentale rovente e il Mediterraneo orientale insolitamente freddo è uno degli elementi più caratteristici del mese.
La seconda mappa aiuta a capire quanto queste anomalie siano state eccezionali. Qui non vediamo più i gradi di scarto, ma il ‘ranking‘ del mese di maggio rispetto a tutti i mesi di maggio dal 1991 ad oggi: in pratica, in quale posizione si colloca nella classifica dei più caldi o dei più freddi per ogni singola area.
Sull’Europa occidentale compaiono colori accesi, dal giallo al fucsia, che indicano i primi posti della classifica. In Francia, Benelux e parte della Germania, maggio 2026 risulta tra i mesi di maggio più caldi mai registrati nella serie ERA5, mentre in alcune zone addirittura al primo posto assoluto. Questo conferma che non si è trattato di un semplice periodo mite, ma di un evento caldo storicamente significativo. La situazione si ribalta totalmente in Turchia, dove la mappa si tinge di viola e blu intenso. Qui il mese di maggio entra di diritto nella ristretta cerchia dei mesi più freddi dell’intera serie, probabilmente uno dei più freddi degli ultimi decenni.
La mappa di classificazione delle anomalie termiche degli ultimi 36 anni conferma il netto ‘doppio volto‘ dell’Europa: da un lato la storica anomalia calda in Occidente, dall’altro un maggio tra i più freddi degli ultimi decenni sul Mediterraneo orientale.


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