Continua l’attività effusiva sull’Etna: colata a quota 2800 metri

Una bocca posta a quota di circa 3030 metri s.l.m. sull’Etna sta attualmente alimentando una colata lavica divisa in due flussi principali

Continua l’attività effusiva sull’Etna. In un aggiornamento, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, dal sopralluogo svolto da personale INGV in campo, anche con l’ausilio di droni, si osserva che “continua l’attività effusiva cominciata il 26 giugno intorno alle 12:00 locali”. “Tale attività è alimentata da una bocca posta a quota di circa 3030 metri s.l.m. che sta attualmente alimentando una colata lavica divisa, in area distale, in due flussi principali, il cui fronte più avanzato si attesta ad una quota stimata di circa 2800 metri s.l.m. Durante il sopralluogo, non è stata osservata attività esplosiva al Cratere Voragine, ma solo intenso degassamento”, si legge nel bollettino.

“Dal punto di vista sismico nel corso delle ultime ventiquattro ore l’ampiezza del tremore vulcanico si è mantenuta stabile su valori medi. Anche le localizzazioni del tremore sono rimaste stabilmente in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 2900 metri s.l.m.. L’attività infrasonica si è mantenuta ad un livello medio sia come numero di eventi che come energia e risulta localizzata al cratere di Nord Est. Non si rilevano variazioni significative nei segnali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo”, conclude l’INGV-OE.