La sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha immortalato parte delle Mamers Valles di Marte, un affascinante sistema di valli costellato da brevi vortici simili a tornado, noti come dust devil. I dust devil si formano quando alcune zone di Marte si riscaldano sotto l’effetto del sole, causando la risalita dell’aria appena sopra la superficie e il trasporto della polvere. I dust devil marziani sono simili a quelli che si osservano nei paesaggi aridi e polverosi della Terra, ma molto più grandi. Raggiungono un’altezza di 8 chilometri, si spostano per chilometri e raggiungono velocità massime di 45 metri al secondo. Svolgono un ruolo chiave nel trasporto della polvere sul pianeta.
Mars Express è equipaggiata in modo unico per individuare questi mini vortici. Per formare un’unica immagine utilizzando la sua telecamera stereo ad alta risoluzione, lo strumento responsabile di queste nuove istantanee, la sonda combina le immagini sequenziali provenienti da un massimo di nove canali di telecamere separati (che osservano Marte con un colore diverso, da una direzione diversa o una combinazione di entrambi). Se sulla superficie marziana non si verificano cambiamenti durante lo scatto, le diverse prospettive risultano allineate; ma se qualcosa si muove, si distingue nettamente dall’ambiente circostante. In questa nuova serie di immagini, Mars Express ha catturato non uno, ma decine di dust devil attivi.
L’allineamento e la combinazione dei vari canali della telecamera di Mars Express consentono inoltre agli scienziati di determinare la direzione e la velocità dei dust devil marziani. Questo è stato possibile grazie ai dati di Mars Express e dell’ExoMars Trace Gas Orbiter dell’ESA, che hanno permesso di ricostruire il movimento di oltre 1.000 di queste tempeste simili a tornado e di tracciare la traiettoria dei venti intorno al pianeta.

Canyon e canali
Mamers Valles è un vasto sistema labirintico e frammentato di canyon e valli scavati nella superficie di Marte. La formazione geologica è stata denominata nel 1976 ispirandosi all’antica lingua osca dell’Italia preromana, dove “Mamers” significa “Marte” e “Valles” significa “valle”. Questi canali si estendono per circa 1.000km, attraversando gli antichi altopiani meridionali di Marte fino alle pianure settentrionali del pianeta, e in alcuni punti raggiungono una larghezza di 25km e una profondità di 1,2km (come si può osservare chiaramente nella mappa topografica seguente).

Attorno a questi canali si trovano diverse formazioni geologiche: colline pianeggianti e scoscese, note come mesas, pareti a strapiombo e ghiacciai ricoperti di detriti. Questi ghiacciai contengono ghiaccio d’acqua sepolto sotto uno strato di roccia e polvere e sono visibili alla base dei ripidi pendii raffigurati. Tutte queste forme del terreno si combinano per formare un paesaggio frammentato o “frastagliato”. In alcune valli si possono anche notare chiazze di materiale scuro, probabilmente sabbie vulcaniche che si sono formate in loco o sono state trasportate dal vento.
Molte delle caratteristiche visibili qui sono segni di attività passata legata all’acqua, alla lava o al ghiaccio, che un tempo scorrevano su questo terreno e ne hanno scolpito i segni inconfondibili. Ad esempio, i fondovalle sono caratterizzati da lunghe creste e strutture formatesi quando i ghiacciai ricoperti di detriti scivolarono lungo entrambi i lati della valle, incontrandosi infine al centro. Queste stesse tracce di ghiaccio costellano anche le ripide scogliere e i pendii. Sebbene il ghiaccio d’acqua non sia stabile sulla superficie di Marte oggi, è riuscito a sopravvivere qui perché ricoperto da materiale roccioso, che gli ha impedito di disperdersi nell’atmosfera marziana.
Mamers Valles
Mars Express ha già visitato questa regione di Marte, fotografando le aree circostanti sia Mamers Valles (2008) che la vicina Deuteronilus Mensae (2019). La regione risale a circa 3,8 miliardi di anni fa, a un periodo della storia marziana noto come tardo Noachiano. Quest’epoca è significativa perché segna l’inizio della transizione di Marte da un mondo più caldo, umido e geologicamente attivo a quello freddo e arido che vediamo oggi.


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