Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’impugnazione della legge della Regione Umbria n. 4 del 7 aprile 2026, recante “Modificazioni e integrazioni di leggi regionali”. La decisione è arrivata su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, nell’ambito dell’esame di tredici provvedimenti adottati da regioni e province autonome. Secondo quanto reso noto da Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Roberto Calderoli, “ha esaminato tredici provvedimenti delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Umbria n. 4 del 7/04/2026, recante “Modificazioni e integrazioni di leggi regionali”, in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa italiana ed europea in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, violano gli articoli 97 e 117, terzo comma, della Costituzione”.
Energia, il nodo della normativa italiana ed europea
Al centro della decisione del Governo vi sono alcune disposizioni della norma regionale umbra ritenute in contrasto con la disciplina nazionale ed europea in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia. Il riferimento costituzionale indicato riguarda gli articoli 97 e 117, terzo comma, della Costituzione, quest’ultimo relativo alle materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni.
La scelta di impugnare la legge regionale evidenzia il rilievo attribuito dal Governo alla coerenza del quadro normativo in un settore strategico come quello dell’energia, in particolare in una fase nella quale autorizzazioni, infrastrutture e impianti da fonti rinnovabili assumono un ruolo centrale nella programmazione nazionale.
Esaminati quattordici procedimenti di VIA per impianti rinnovabili
Nella stessa seduta, il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, ha esaminato anche quattordici procedimenti di valutazione di impatto ambientale relativi a progetti di impianti eolici e agrivoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.
Palazzo Chigi ha reso noto che il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, “ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400”, ha esaminato “quattordici procedimenti di valutazione di impatto ambientale, relativi a progetti di impianti eolici e agrivoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, per una potenza complessiva di circa 635,0632 MW, di cui 405,305 MW per la Regione Puglia, 117,332 MW per la Regione Lazio e 112,4262 MW per la Regione autonoma della Sardegna”.
Oltre 635 MW di potenza tra Puglia, Lazio e Sardegna
I quattordici procedimenti riguardano una potenza complessiva pari a circa 635,0632 MW. La quota più rilevante interessa la Regione Puglia, con 405,305 MW. Seguono la Regione Lazio, con 117,332 MW, e la Regione autonoma della Sardegna, con 112,4262 MW.
I progetti presi in esame riguardano impianti eolici e agrivoltaici, due settori centrali nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il passaggio in Consiglio dei ministri assume quindi un rilievo significativo nel percorso autorizzativo di opere destinate ad aumentare la capacità produttiva nazionale da energia pulita.
Le delibere sostituiscono il provvedimento di VIA
Le decisioni assunte dal Consiglio dei ministri intervengono nel quadro previsto dall’articolo 7 del decreto-legge del 17 maggio 2022, n. 50. In base a tale disciplina, le delibere adottate dal Governo sostituiscono il provvedimento di valutazione di impatto ambientale.
Come precisato nella nota di Palazzo Chigi, ai “sensi dell’articolo 7 del decreto-legge del 17 maggio 2022, n. 50”, le “delibere del Consiglio dei ministri sostituiscono a ogni effetto il provvedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA)”.
Giudizio positivo di compatibilità ambientale con prescrizioni
Il Consiglio dei ministri ha espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale sui progetti esaminati. Il via libera resta però subordinato al rispetto delle prescrizioni indicate dalle commissioni competenti istituite presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
Il Consiglio dei ministri ha quindi “espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale sui progetti, a condizione che siano rispettate le prescrizioni impartite dalle Commissioni competenti istituite presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica”.
La decisione si inserisce nel percorso di accelerazione degli interventi per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, con particolare riferimento agli impianti eolici e agrivoltaici. Accanto al fronte autorizzativo, resta centrale anche il controllo di legittimità sulle norme regionali che incidono sulla produzione, sul trasporto e sulla distribuzione nazionale dell’energia.


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