La crisi in Medio Oriente continua a pesare sulle prospettive dei mercati energetici, con incognite che riguardano sia la sicurezza delle rotte strategiche sia le condizioni degli impianti energetici nell’area. A sottolinearlo è il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a Cagliari a margine dell’evento “Il contesto mondiale e il ruolo di Saras per la sicurezza energetica del Paese e della Sardegna”. Al centro delle preoccupazioni c’è lo Stretto di Hormuz, nodo cruciale per i flussi energetici internazionali, insieme alla mancanza di informazioni certe sui danni agli impianti del Qatar e sulle strutture iraniane. Un quadro che, secondo il ministro, può incidere direttamente su disponibilità e prezzi dell’energia. “La situazione è ancora abbastanza confusa, il quadro cambia di giorno in giorno: si blocca Hormuz o non si blocca. Non abbiamo ancora contezza dei danni agli impianti qatarini per quanto riguarda il gas in particolare, né delle condizioni sulle strutture dell’Iran. Questo naturalmente influirà sulla quantità e quindi sui prezzi”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, risponde sulle conseguenze della crisi in Medio Oriente sui mercati energetici.
Domanda elettrica in crescita: 100 miliardi di kilowattora in più nei prossimi anni
Accanto alle tensioni geopolitiche, il ministro ha richiamato anche il tema strutturale dell’aumento della domanda di energia. Secondo Pichetto, nei prossimi decenni il sistema energetico sarà chiamato a sostenere consumi crescenti, legati all’elettrificazione del sistema produttivo, all’efficientamento degli edifici e allo sviluppo dei data center. “Con la domanda di energia che avremo nei prossimi decenni, dovuto all’elettrificazione del sistema produttivo, dovuto all’efficientamento dei fabbricati, dovuto ai data center, gli analisti ci dicono che solo nei prossimi 10-15 anni avremo già circa 100 miliardi di kilowattora in più di domanda”. La crescita dei consumi energetici, secondo il ragionamento del ministro, impone una riflessione sulle fonti disponibili e sulla capacità del sistema di accompagnare la decarbonizzazione senza compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti.
Nucleare, Pichetto rilancia i piccoli reattori dalla metà del prossimo decennio
Nel quadro della transizione energetica, Pichetto ha indicato la necessità di valutare anche il ricorso al nucleare come fonte pulita di produzione di energia. Il ministro ha spiegato che, secondo gli analisti, l’aumento della domanda non potrà essere coperto soltanto dalle rinnovabili, pur considerando fotovoltaico, eolico, idroelettrico e geotermico. “Ci dicono che non è raggiungibile solo con rinnovabili, quindi solo con fotovoltaico, eolico, l’aumento dell’idroelettrico e del geotermico. Dovendo decarbonizzare – ha aggiunto – dobbiamo prendere in considerazione una forma pulita di produzione di energia che è la fonte nucleare. Parliamo di nucleare di terza generazione avanzata, i cosiddetti piccoli reattori, tutto questo a partire naturalmente dalla metà del prossimo decennio, e poi arrivare alla quarta e fra qualche decennio alla fusione naturalmente”. Il riferimento è al nucleare di terza generazione avanzata e ai cosiddetti piccoli reattori, inseriti in una prospettiva di medio-lungo periodo che, nelle parole del ministro, dovrebbe poi evolvere verso la quarta generazione e, successivamente, verso la fusione.
Raffinerie e bioraffinerie, il governo lavora al bando per gli incentivi
Un altro capitolo centrale riguarda la riconversione industriale delle raffinerie tradizionali in bioraffinerie. Pichetto ha spiegato che il governo sta lavorando a un bando per gli incentivi, in raccordo con l’Unione Europea, in un contesto nel quale restano riserve sull’utilizzo più ampio dei biocarburanti. “Stiamo lavorando al bando per gli incentivi alla riconversione delle raffinerie tradizionali in bioraffinerie. È un’operazione che va avanti in accordo con l’Unione Europea anche, perché ricordiamoci che esistono molte riserve da parte dell’Unione Europea nell’ammettere i biocarburanti per il loro utilizzo in modo più diffuso”. La riconversione delle infrastrutture esistenti viene presentata come uno degli strumenti per accompagnare il passaggio verso sistemi produttivi meno emissivi.
Saras, sicurezza energetica nazionale e ruolo strategico nel Mediterraneo
Nel corso dell’evento di Cagliari, Pichetto ha richiamato anche il ruolo della Saras, definendola un presidio strategico per la sicurezza del Paese e per la Sardegna. Secondo il ministro la Saras “rappresenta il più grande impianto del Mediterraneo. Naturalmente averlo è un elemento di sicurezza nazionale”. La presenza di un impianto di queste dimensioni viene quindi collegata direttamente al tema della sicurezza energetica nazionale, soprattutto in una fase internazionale caratterizzata da tensioni geopolitiche, incertezza sulle forniture e volatilità dei mercati.


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