Eni, attraverso Azule Energy, ha annunciato il raggiungimento della Decisione Finale di Investimento, la FID, per il progetto Greater PAJ, un importante sviluppo petrolifero offshore situato nei Blocchi 31 e 31/21 al largo dell’Angola. L’iniziativa rappresenta una tappa rilevante per la valorizzazione delle risorse energetiche del Paese e segna il primo sviluppo integrato inter-blocco realizzato in Angola. Il progetto Greater PAJ sarà operato da Azule Energy, joint venture paritetica tra Eni e bp, con la partecipazione di Sonangol E&P ed Equinor. La decisione di investimento conferma l’avvio di uno sviluppo coordinato tra due concessioni offshore adiacenti, i Blocchi 31 e 31/21, con l’obiettivo di valorizzare in modo integrato le risorse di idrocarburi presenti nell’area. La rilevanza industriale dell’operazione risiede proprio nella sua natura inter-blocco. Greater PAJ introduce un modello di sviluppo che consente di coordinare infrastrutture, produzione e gestione delle risorse in più concessioni, rafforzando la strategia dell’Angola orientata a una maggiore efficienza nella valorizzazione del proprio patrimonio energetico.
Cinque giacimenti offshore collegati a una nuova FPSO
Il piano di sviluppo di Greater PAJ integra cinque giacimenti offshore distribuiti nei due blocchi. Nel Blocco 31 rientrano Palas, Astraea e Juno, mentre nel Blocco 31/21 sono inclusi Urano e Dione. La configurazione del progetto punta a mettere a sistema risorse situate in concessioni adiacenti, creando una piattaforma di sviluppo unitaria. Il progetto prevede la realizzazione di 17 pozzi collegati a una nuova FPSO, unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico. L’impianto avrà una capacità produttiva pari a 95.000 barili di olio al giorno e una capacità di esportazione di gas di 70 milioni di piedi cubi standard al giorno.
Primo olio atteso nella prima metà del 2029
Secondo il programma indicato, il primo olio del progetto Greater PAJ è atteso entro meno di tre anni, nella prima metà del 2029. La tempistica conferma l’importanza strategica dello sviluppo per sostenere la produzione petrolifera nazionale dell’Angola e per ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture già presenti nell’area offshore. L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui il Paese punta a promuovere una gestione efficiente delle risorse, migliorando il coordinamento tra concessioni e infrastrutture. In questo quadro, Greater PAJ assume un ruolo centrale per il rafforzamento della produzione di petrolio nazionale e per la continuità delle attività upstream in acque profonde.
Il gas sarà destinato all’impianto Angola LNG
Oltre alla produzione di olio, il progetto prevede anche un’importante componente legata alla gestione del gas. Il gas prodotto sarà convogliato all’impianto Angola LNG, indicato anche come ALNG, attraverso una nuova linea di esportazione. La nuova infrastruttura sarà interconnessa alla rete esistente del Blocco 31, permettendo di integrare la produzione del progetto con il sistema già operativo. Questo elemento contribuisce a ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture disponibili e a rafforzare il ruolo del gas all’interno dello sviluppo offshore.
Azule Energy al centro della strategia upstream di Eni e bp in Angola
Azule Energy è la società che opera il progetto Greater PAJ e rappresenta il veicolo attraverso cui Eni e bp sviluppano congiuntamente le attività upstream nel Paese. La joint venture è partecipata in modo paritetico dai due gruppi energetici e concentra le proprie attività sull’esplorazione e produzione di idrocarburi. Nel progetto partecipano anche Sonangol E&P ed Equinor, confermando il carattere internazionale dello sviluppo e il coinvolgimento di operatori rilevanti nella gestione delle risorse offshore angolane.
Eni in Angola dal 1980
Eni è presente in Angola dal 1980 e oggi registra una produzione equity di circa 115.000 barili di olio al giorno. Le attività nel Paese si articolano attraverso Azule Energy, la joint venture paritetica con bp dedicata all’upstream, e attraverso Eni Natural Energies, impegnata in un portafoglio di progetti dedicati alla decarbonizzazione. La FID per Greater PAJ consolida quindi la presenza storica di Eni in Angola e rafforza il ruolo del Paese nella strategia energetica del gruppo, con un progetto offshore che combina sviluppo petrolifero, esportazione di gas e utilizzo integrato delle infrastrutture esistenti.


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