Eruzioni vulcaniche collegate al crescente rischio di carestia nella storia della Cina tramite gli impatti climatici

Uno studio sostiene che le eruzioni dovrebbero essere considerate parte di una rete più ampia di pressioni ambientali e sociali che hanno determinato se le comunità storiche abbiano vissuto o meno crisi

Secondo un nuovo studio che ha tracciato i collegamenti tra eruzioni, sconvolgimenti climatici e carenza di cibo in oltre quattro secoli, le grandi eruzioni vulcaniche potrebbero aver giocato un ruolo più importante di quanto si pensasse in precedenza nel causare carestie storiche in Cina. Analizzando i documenti storici dal 1440 al 1900, Richard Warren (Università di Berna, Svizzera) ha scoperto che le grandi eruzioni erano costantemente seguite da variazioni di temperatura e precipitazioni che aumentavano la probabilità di siccità, inondazioni e cattivi raccolti, fattori che possono spingere le società vulnerabili verso la carestia. Ma i risultati suggeriscono anche che i vulcani raramente agivano da soli. Lo studio, pubblicato sulla rivista Climate of the Past, sostiene che le eruzioni dovrebbero essere considerate parte di una rete più ampia di pressioni ambientali e sociali che hanno determinato se le comunità storiche abbiano vissuto o meno crisi.

I vulcani rimodellano il clima

Le grandi eruzioni vulcaniche possono influenzare luoghi ben oltre il vulcano stesso. Quando un’eruzione vulcanica immette gas ricchi di zolfo nell’atmosfera, questi formano particelle di aerosol che riflettono la luce solare nello spazio. Ciò può causare un abbassamento delle temperature sulla superficie terrestre e alterare i pattern di precipitazione per mesi o addirittura anni.

Gli scienziati collegano da tempo le eruzioni a periodi di cattivi raccolti e carestie in tutto il mondo. Esempi storici includono l'”Anno senza estate” del 1816, quando le condizioni insolitamente fredde successive all’eruzione del Monte Tambora portarono alla perdita dei raccolti in diverse parti d’Europa e del Nord America.

Anche la Cina ha sperimentato ripetuti episodi di instabilità climatica e carestia nel corso della sua storia documentata. Studi precedenti hanno suggerito che le eruzioni vulcaniche potrebbero aver contribuito a eventi che vanno dalle crisi agricole al crollo di dinastie regnanti. Ma fino ad ora, i ricercatori affermano che non è stata condotta un’analisi sistematica a lungo termine incentrata specificamente sull’eventuale aumento del rischio di carestia in diverse parti del Paese a seguito delle eruzioni.

Per approfondire la questione, Warren si è rivolto al database climatico REACHES, una raccolta di dati storici che ricostruiscono le condizioni ambientali e sociali del passato, monitorando temperature, siccità, inondazioni, cattivi raccolti e carestie. L’analisi ha poi confrontato questi dati con la tempistica delle principali eruzioni vulcaniche per verificare se emergessero pattern ricorrenti.

Tracciare gli impatti

Lo studio ha rilevato correlazioni statisticamente significative tra l’attività vulcanica e siccità, inondazioni e cattivi raccolti, rafforzando l’idea che le eruzioni possano innescare una catena di impatti interconnessi, sebbene non allo stesso modo ovunque. La Cina settentrionale ha mostrato la risposta più rapida, con episodi di carestia che tendevano a raggiungere il picco nello stesso anno di un’eruzione, suggerendo che i sistemi agricoli di quella regione potrebbero essere stati particolarmente sensibili a improvvisi cali di temperatura o interruzioni delle precipitazioni.

Più a sud, il pattern è risultato più lento e complesso. Nella Cina centrale, il rischio di carestia aumentava spesso da uno a tre anni dopo un’eruzione. Questo ritardo sembrava coincidere con l’aumento di siccità e cattivi raccolti, suggerendo che i cambiamenti climatici innescati dalle eruzioni potrebbero impiegare del tempo per tradursi in perdite agricole sufficientemente gravi da compromettere la disponibilità di cibo. Nel frattempo, nella Cina meridionale si è registrato un picco di carestia nell’anno successivo a un’eruzione.

Queste differenze regionali evidenziano come gli impatti climatici non si manifestino in modo uniforme, nemmeno all’interno di un singolo Paese. Le pratiche agricole, i sistemi meteorologici locali e le differenze nella distribuzione del cibo possono influenzare la velocità con cui gli shock ambientali si trasformano in crisi sociali.

Pressioni in gioco

Nonostante questi pattern, Warren sottolinea che i vulcani non hanno causato direttamente le carestie, poiché le crisi alimentari storiche raramente derivano da un singolo evento. Piuttosto, le eruzioni sembrano aver aumentato la probabilità che le vulnerabilità preesistenti si trasformassero in carestie. Alcuni casi di studio mostrano come processi climatici come El Niño, epidemie, fluttuazioni dei prezzi dei prodotti alimentari e risposte politiche abbiano influenzato gli esiti. Gli interventi di soccorso governativi potrebbero ridurre gli impatti in alcuni casi, mentre l’instabilità economica o i cattivi raccolti potrebbero amplificarli.

Un esempio riguarda la misteriosa eruzione del 1809, un evento la cui origine vulcanica rimane ancora incerta, ma è noto per aver immesso nell’atmosfera una quantità di materiale sufficiente a modificare il clima globale. L’analisi suggerisce che l’eruzione potrebbe aver interagito con altre pressioni che già all’epoca influenzavano la società cinese.

I ricercatori descrivono queste relazioni come circuiti di feedback, in cui le condizioni ambientali e sociali si influenzano reciprocamente. Un cattivo raccolto può far aumentare i prezzi dei prodotti alimentari, aggravando la carenza di cibo. Le malattie possono ridurre la disponibilità di manodopera e i cambiamenti climatici possono compromettere la ripresa agricola. Ciò significa che le eruzioni vulcaniche potrebbero essere meglio comprese come moltiplicatori di rischio piuttosto che come cause dirette.

Indizi storici per il futuro

Sebbene lo studio si concentri sulla Cina storica, Warren sostiene che i risultati abbiano una rilevanza più ampia anche oggi. Le società moderne sono generalmente meno vulnerabili ai cattivi raccolti locali grazie al commercio globale e ai progressi tecnologici, ma i sistemi alimentari rimangono interconnessi e sensibili alle perturbazioni ambientali.

Recenti ricerche hanno evidenziato le preoccupazioni su come una futura grande eruzione potrebbe influenzare la produzione agricola, le catene di approvvigionamento e la sicurezza alimentare in diverse regioni del mondo. Analizzando come le società del passato hanno reagito a improvvisi shock climatici, i documenti storici possono offrire indizi sulle condizioni che rendono le comunità più resilienti o più vulnerabili.

Lo studio suggerisce che, sebbene le grandi eruzioni possano non causare direttamente carestie, possono aumentare la probabilità che lo stress ambientale si trasformi in qualcosa di molto più grave. Comprendere queste interazioni potrebbe contribuire a migliorare la preparazione per futuri sconvolgimenti climatici.