ETS, Fratelli d’Italia chiede la sospensione immediata e una revisione profonda: focus su imprese, export e agricoltura

A Bruxelles il confronto promosso da Stefano Cavedagna sulla revisione di ETS e CBAM: al centro competitività industriale, sostenibilità economica e tutela delle filiere produttive europee

Fratelli d’Italia chiede la sospensione immediata e temporanea dell’ETS e una revisione profonda del sistema europeo delle emissioni. La richiesta arriva da Bruxelles, a margine del confronto “La revisione dell’ETS e del CBAM: tra obiettivi climatici e sostenibilità economica”, promosso al Parlamento europeo dall’eurodeputato Stefano Cavedagna, esponente di Fratelli d’Italia-ECR. Il tema della revisione dell’ETS e del CBAM viene posto al centro del dibattito politico europeo in una fase segnata dalle difficoltà del sistema produttivo, con particolare attenzione alle ricadute su imprese manifatturiere, export, filiere industriali e agricoltura. La posizione espressa da Cavedagna punta a evidenziare il rischio che gli attuali meccanismi europei possano incidere sui costi sostenuti dalle imprese, in un contesto internazionale nel quale i concorrenti globali non affrontano oneri analoghi.

Cavedagna: ETS questione concreta per competitività, investimenti e lavoro

A sottolineare la portata economica e industriale della revisione dell’ETS è stato Stefano Cavedagna, che ha collegato direttamente il tema alla competitività delle imprese europee e italiane, con un riferimento specifico al tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna.

“Fratelli d’Italia chiede a gran voce la sospensione immediata e temporanea dell’ETS e una sua profonda revisione”. Lo dichiara Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, a margine del confronto ‘La revisione dell’ETS e del CBAM: tra obiettivi climatici e sostenibilità economica’, promosso dallo stesso Cavedagna al Parlamento europeo di Bruxelles. “Per l’Europa, per l’Italia e per una regione come l’Emilia-Romagna, che vive di manifattura, export e filiere produttive ad alta specializzazione, non si tratta di un tema tecnico distante ma di una questione concreta di competitività, investimenti e lavoro. Oggi questo sistema rischia di gravare sulle imprese europee proprio mentre i nostri concorrenti globali non sostengono costi analoghi. La sostenibilità ambientale resta un obiettivo fondamentale, ma deve andare di pari passo con quella economica”.

Le parole dell’eurodeputato mettono in evidenza il nodo centrale del confronto politico: la necessità di conciliare gli obiettivi climatici dell’Unione europea con la sostenibilità economica delle imprese. In particolare, il riferimento alla manifattura, all’export e alle filiere produttive ad alta specializzazione richiama il peso che il sistema industriale ha per territori come l’Emilia-Romagna e, più in generale, per l’economia italiana.

Revisione ETS, Fidanza: dalla Commissione ancora troppa timidezza

All’incontro di Bruxelles è intervenuto anche Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, che ha insistito sulla necessità di una revisione più incisiva dell’ETS. Secondo Fidanza, le anticipazioni provenienti dalla Commissione europea non appaiono ancora sufficienti rispetto alla situazione dell’industria europea.

All’incontro è intervenuto anche Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo. “Le anticipazioni che stiamo ricevendo dalla Commissione ci fanno dire che c’è ancora troppa timidezza rispetto all’emergenza industriale che l’Europa ha di fronte. Chiediamo una revisione più coraggiosa dell’ETS, capace di alleggerire i costi sulle imprese e rendere più competitive le produzioni europee rispetto ai concorrenti globali. È una priorità che Fratelli d’Italia porta avanti insieme al Governo italiano e ai settori produttivi che chiedono un intervento concreto”.

La richiesta avanzata da Fidanza si inserisce nel quadro di una più ampia preoccupazione per la competitività delle produzioni europee rispetto ai concorrenti internazionali. Il punto politico riguarda la capacità dell’Unione europea di intervenire sui costi che gravano sulle imprese, evitando che le politiche climatiche si traducano in un ulteriore fattore di pressione per il sistema produttivo.

CBAM e rischio export: il nodo dei correttivi per le imprese europee

Nel confronto sulla revisione dell’ETS, un ruolo centrale è stato attribuito anche al CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Secondo gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, le indicazioni finora emerse sulla revisione del sistema non rispondono ancora in maniera adeguata alle difficoltà vissute da industria e agricoltura europee.

In particolare, viene evidenziato il rischio che il CBAM, se privo di opportuni correttivi, possa trasformarsi in un freno per l’export europeo. La preoccupazione riguarda le imprese che competono sui mercati internazionali e che potrebbero trovarsi penalizzate da un quadro regolatorio ritenuto non sufficientemente equilibrato rispetto alla concorrenza globale.

Il tema dell’export assume un rilievo particolare per le economie fortemente orientate ai mercati esteri, come quella italiana, e per i distretti produttivi ad alta specializzazione. La revisione degli strumenti europei viene quindi collegata non solo agli obiettivi ambientali, ma anche alla tenuta degli investimenti, dell’occupazione e delle filiere industriali.

Industria e agricoltura al centro della revisione ETS

Le criticità sollevate dagli eurodeputati riguardano anche l’agricoltura europea. Oltre ai costi sostenuti dall’industria, viene richiamata la necessità di intervenire sulle spese che gravano sulle filiere agricole, a partire dal tema dei fertilizzanti e delle materie prime strategiche.

La questione agricola viene collegata direttamente alla tutela della competitività, della sicurezza alimentare e dell’occupazione. In questo quadro, la revisione dell’ETS e del CBAM viene presentata come un passaggio decisivo per evitare ulteriori squilibri a carico dei settori produttivi europei.

Il messaggio politico emerso dal confronto di Bruxelles è quindi centrato sulla richiesta di un intervento concreto e più coraggioso da parte delle istituzioni europee. Fratelli d’Italia chiede che la sostenibilità ambientale resti un obiettivo fondamentale, ma che venga accompagnata da misure in grado di garantire anche la sostenibilità economica delle imprese, la tenuta delle filiere produttive e la competitività dell’Europa sui mercati globali.