Il Giappone continua a fare i conti con una profonda crisi demografica. Nel 2025 il Paese ha registrato il numero più basso di nascite dall’inizio delle rilevazioni statistiche, avviate nel 1899, confermando una tendenza negativa che appare sempre più difficile da invertire. Secondo i dati preliminari diffusi dal Ministero della Salute e del Welfare, i nuovi nati sono stati poco più di 671mila, con una diminuzione del 2,2% rispetto all’anno precedente. Si tratta di quasi 15mila nascite in meno in 12 mesi e del 10° anno consecutivo di calo della natalità.
A peggiorare il quadro contribuisce il continuo arretramento del tasso di fertilità totale, sceso a 1,14 figli per donna, il valore più basso mai registrato nel Paese. Un dato che supera in negativo anche le stime ufficiali elaborate negli anni scorsi. L’Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione e la sicurezza sociale aveva infatti previsto nel 2023 circa 749mila nascite per il 2025, ipotizzando che livelli simili a quelli effettivamente registrati quest’anno sarebbero stati raggiunti soltanto intorno al 2040.
Sul fronte della mortalità emerge un segnale in controtendenza. I decessi sono diminuiti per la prima volta negli ultimi 5 anni, attestandosi a 1.589.489 unità, con quasi 16mila morti in meno rispetto al 2024. Le autorità attribuiscono questo risultato anche alla riduzione dei decessi collegati al Covid-19. Nonostante il lieve miglioramento, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Il numero dei decessi continua infatti a superare di gran lunga quello delle nascite, alimentando la progressiva riduzione della popolazione residente. Il 2025 rappresenta così il 19° anno consecutivo di contrazione demografica per il Giappone. Un fenomeno che conferma le difficoltà del Paese nel contrastare l’invecchiamento della popolazione e il persistente calo delle nascite, sfide che continuano a mettere sotto pressione il sistema economico e sociale nazionale.


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