Al largo della costa meridionale del Giappone, la placca del Mar delle Filippine si trova sotto la terraferma giapponese. Le placche tettoniche bloccate minacciano di scatenare un catastrofico terremoto di tipo megathrust, probabilmente entro i prossimi decenni. Data la potenziale devastazione che un forte terremoto potrebbe provocare, è fondamentale perseguire costantemente lo sviluppo di tecnologie predittive. Tuttavia, prevedere l’imprevedibile movimento del fondale marino richiede un approccio innovativo. Ora, una nuova ricerca sta fornendo informazioni senza precedenti sul movimento della Fossa di Nankai, favorendo una migliore comprensione dei futuri terremoti. In uno studio pubblicato su Earth, Planets, and Space, i ricercatori dell’Istituto di Scienze Industriali dell’Università di Tokyo hanno analizzato i dati raccolti tra il 2013 e il 2023 dal Seafloor Geodetic Observation-Array (SGO-A), gestito dalla Guardia Costiera giapponese.
In precedenza, il monitoraggio delle condizioni dei confini delle placche in zone di subduzione ad alto rischio come la Fossa di Nankai si basava su set di dati sparsi che fornivano “istantanee” mediate nel tempo delle condizioni di attrito ai confini tra le placche. Il satellite SGO-A, tuttavia, con una frequenza di osservazione di circa quattro volte all’anno, consente una precisione senza precedenti nel monitoraggio delle zone di subduzione.
Secondo l’autore principale Yusuke Yokota, “con questo nuovo set di dati, che utilizza dati di spostamento sia orizzontale che verticale, siamo riusciti a identificare le variazioni temporali dello stato di blocco della Fossa di Nankai. Ciò rivela le regioni delle placche tettoniche che sono rimaste bloccate per lunghi periodi di tempo, nonché le variazioni nell’intensità del blocco“.
L’importanza dello studio
Il blocco delle placche nelle zone di subduzione, che impedisce piccoli terremoti di scarico delle tensioni, può portare a un rischio particolarmente elevato di terremoti potenti, il che spiega perché ottenere queste informazioni sia cruciale. Le capacità di identificazione e tracciamento ad alta risoluzione dimostrate in questo studio, comprese le misure di distribuzione geografica e temporale, saranno di inestimabile valore per la preparazione e la mitigazione dei disastri.
Ad esempio, è stata riscontrata una variabilità nell’intensità di blocco, in particolare nelle parti più superficiali del confine di placca. Queste variazioni possono influenzare la forza e l’intensità di eventuali terremoti originati in queste aree. “Una migliore comprensione delle variazioni temporali del blocco non solo farà progredire la conoscenza sismologica della Fossa di Nankai, ma svolgerà anche un ruolo importante nella prevenzione dei disastri sismici”, spiega l’autore senior Tadashi Ishikawa. “Tuttavia, poiché il set di dati copre solo un decennio, il monitoraggio continuo con SGO-A può rivelare ulteriori pattern di variabilità e contribuire ai futuri sforzi di prevenzione”.
I risultati di questo studio rappresentano una nuova frontiera negli sforzi di preparazione per i catastrofici terremoti megathrust. L’implementazione di reti di osservazione geodetica simili in altre aree ad alto rischio, come la zona di subduzione di Cascadia e la Fossa Perù-Cile, potrebbe migliorare significativamente il monitoraggio delle principali minacce sismiche in tutto il mondo.


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