Da decenni, la fisica teorica e sperimentale si interroga sulla possibile esistenza di una quinta forza, un’ipotetica interazione fondamentale che si aggiungerebbe alle quattro già note: gravità, interazione elettromagnetica, forza nucleare debole e forza nucleare forte. Tale forza potrebbe manifestarsi come piccole deviazioni dalla legge di gravitazione di Newton, soprattutto a distanze estremamente ridotte, ed è normalmente descritta tramite due parametri chiave: la sua intensità e il suo raggio d’azione. Tradizionalmente, l’esistenza di queste possibili forze è stata trattata come una mera possibilità aperta, da verificare attraverso misure sperimentali sempre più precise. Tuttavia, un nuovo studio guidato dal ricercatore Alfio Bonanno dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) a Catania, insieme a Emiliano M. Glaviano, dottorando INAF presso l’Università di Catania, mostra che non tutte le combinazioni ipotetiche di questi parametri possono essere compatibili con una teoria della gravità quantistica coerente.
Sicurezza asintotica e gravità coerente
Il lavoro si inserisce nel quadro teorico della cosiddetta sicurezza asintotica, un programma iniziato alla fine degli anni ’70 dal premio Nobel Steven Weinberg. Secondo questo concetto, la gravità può rimanere consistente anche a energie arbitrariamente elevate grazie a un particolare regime quantistico in cui l’attrazione gravitazionale smette di crescere, raggiungendo un comportamento controllato a energie estreme.
Nel contesto della sicurezza asintotica, richiedendo che la teoria resti valida fino a scale altissime – una proprietà definita completezza ultravioletta – i ricercatori hanno individuato che solo alcune combinazioni di parametri osservabili per le quinte forze possono essere realizzate. Tutte le altre possibilità vengono escluse su basi teoriche, indipendentemente dagli esperimenti, un risultato pubblicato sulla rivista Physical Review Letters.
“L’aspetto più interessante è che parte della regione esclusa teoricamente non è ancora stata esplorata sperimentalmente”, spiega Bonanno. “Questo significa che future misure di alta precisione della gravitazione potrebbero testare direttamente – e potenzialmente falsificare – questa classe di modelli ispirati alla gravità quantistica. La novità del nostro lavoro è mostrare quantitativamente come un requisito di coerenza alle altissime energie possa tradursi in vincoli osservabili a basse energie e a distanze macroscopiche, anche planetarie”.
Teoria che anticipa gli esperimenti
In fisica, normalmente si procede ipotizzando nuove forze e verificando successivamente se gli esperimenti possono rivelarle. In questo caso, invece, la teoria stessa “scarta” automaticamente alcune possibilità. Alcune di queste regioni escluse non sono ancora state raggiunte dagli esperimenti attuali, aprendo così la possibilità di futuri test della gravità quantistica tramite misure di precisione.
“Il nostro studio mostra che la gravità quantistica potrebbe non essere soltanto una teoria valida a energie estreme e irraggiungibili, ma avere conseguenze concrete e testabili anche a scale molto più grandi”, aggiunge Glaviano. “La fisica delle distanze infinitamente piccole potrebbe lasciare tracce osservabili nel mondo macroscopico: alcune possibili nuove forze della natura sarebbero escluse non dagli esperimenti, ma direttamente dalle leggi fondamentali della teoria”.
Prospettive per esperimenti futuri
I possibili test futuri della quinta forza includono principalmente misure di precisione della gravitazione. A livello di laboratorio, esperimenti a corta distanza con bilance di torsione e dispositivi analoghi potrebbero rilevare deviazioni dalla legge di Newton. Tecniche emergenti come interferometria atomica e sensori quantistici offrono nuove opportunità per indagare queste interazioni. Su scala astronomica, strumenti come il lunar laser ranging e studi sulla dinamica planetaria potrebbero fornire vincoli aggiuntivi.
Il nuovo lavoro crea un ponte tra fenomeni che avvengono su scale estremamente diverse, dalla fisica delle distanze infinitamente piccole fino a effetti potenzialmente osservabili su scala macroscopica e astronomica. In prospettiva, risultati di questo tipo potrebbero orientare la progettazione di nuovi esperimenti e strategie osservative per la ricerca di quinte forze.
Collegare teoria e osservazione
“Una delle difficoltà principali è stata superare un blocco soprattutto concettuale: la gravità quantistica viene spesso vista come un argomento estremamente astratto, quasi impossibile da collegare a fenomeni osservabili”, conclude Bonanno. “Per certi versi è come trovarsi davanti a una parete in montagna che tutti considerano non scalabile. Il primo passo non è tecnico, ma mentale: convincersi che una via possibile esista davvero. Il lavoro nasce proprio da questa idea: cercare un collegamento concreto tra la fisica delle scale infinitamente piccole e fenomeni potenzialmente osservabili nel mondo reale”.
Il risultato principale di questo studio è dunque duplice: fornire vincoli teorici rigorosi sulle possibili quinte forze e indicare percorsi concreti per testarle sperimentalmente, aprendo una nuova frontiera nella ricerca della gravità quantistica osservabile.


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