Il 21 giugno 2009 segnò una data storica per la Groenlandia. Esattamente 17 anni fa, la più grande isola del pianeta acquisì ufficialmente un ampio grado di autonomia dalla Danimarca, assumendo il controllo di settori fondamentali come il sistema legislativo, quello giudiziario e la gestione delle proprie risorse naturali. La svolta fu il risultato di un referendum tenutosi nel novembre del 2008, durante il quale la popolazione groenlandese si espresse in larga maggioranza a favore dell’estensione dell’autogoverno. Il nuovo assetto istituzionale entrò in vigore il 21 giugno dell’anno successivo, una data non casuale: coincide infatti con la festa nazionale groenlandese, celebrata nel giorno del Solstizio d’Estate.
Con l’accordo raggiunto con Copenaghen, la Groenlandia ottenne il trasferimento di numerose competenze precedentemente esercitate dal governo danese. Pur rimanendo parte del Regno di Danimarca, l’isola acquisì il diritto di amministrare direttamente le proprie leggi interne, il sistema giudiziario e soprattutto le immense risorse naturali presenti nel suo territorio, dalle riserve minerarie agli idrocarburi. L’intesa riconobbe inoltre i groenlandesi come un popolo distinto secondo il diritto internazionale, rafforzando il principio dell’autodeterminazione e aprendo la strada a un eventuale percorso verso l’indipendenza, qualora la popolazione decidesse di intraprenderlo in futuro. Negli anni successivi, l’autonomia ha assunto un’importanza crescente anche dal punto di vista geopolitico. Lo scioglimento dei ghiacci artici, l’interesse internazionale per le materie prime strategiche e la posizione della Groenlandia lungo le nuove rotte polari hanno reso l’isola un territorio sempre più rilevante negli equilibri globali.


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