La vicenda della guida alpina ritrovata viva sul Monte Everest assume contorni straordinari per le condizioni estreme in cui si sarebbe trovata durante i sei giorni di assenza. Secondo quanto riportato dalla Bbc, la guida ha spiegato di essere sopravvissuta “masticando ghiaccio” e nutrendosi con della cioccolata che aveva trovato in tasca. Il ritrovamento è avvenuto ieri mattina, dopo giorni di incertezza e di ricerche in una delle aree più difficili e pericolose al mondo. Il Monte Everest, con le sue condizioni meteorologiche imprevedibili e il rischio costante di valanghe, crepacci e temperature proibitive, rappresenta uno degli ambienti più estremi per qualsiasi alpinista.
Il racconto alla Bbc: ghiaccio e cioccolata per restare in vita
La testimonianza raccolta dalla Bbc mette al centro gli elementi essenziali che avrebbero consentito alla guida di restare in vita. L’uomo, cittadino nepalese, avrebbe raccontato di essersi alimentato con ciò che aveva a disposizione, in particolare con ghiaccio e cioccolata.
Secondo quanto riferito dall’emittente britannica, la guida alpina ha detto alla Bbc di essere sopravvissuta “masticando ghiaccio” e mangiando della cioccolata che aveva trovato in tasca. Una ricostruzione che restituisce la drammaticità dei giorni trascorsi in quota, in assenza di informazioni sulle sue condizioni e sulla sua posizione.
La versione riportata dall’Afp: la caduta in un crepaccio
Una versione simile è stata riportata anche dall’agenzia Afp, che ha raccolto il racconto di un altro alpinista. Secondo questa testimonianza, l’uomo avrebbe riferito di essere caduto in un crepaccio e di essere riuscito a uscire soltanto dopo che lo stesso crepaccio era stato riempito di neve da una valanga.
La dinamica descritta dall’Afp evidenzia il ruolo decisivo delle condizioni naturali in alta quota. Proprio la neve portata dalla valanga avrebbe permesso alla guida di uscire dal punto in cui era rimasta bloccata, dopo giorni trascorsi in una situazione di gravissimo pericolo.
“E’ sopravvissuto grazie al ghiaccio e ai biscotti che aveva nella tuta”
Alla ricostruzione fornita alla Bbc si aggiunge quella riferita all’Afp da un altro alpinista, che ha riportato una versione analoga sui mezzi con cui la guida sarebbe riuscita a sopravvivere.
“E’ sopravvissuto grazie al ghiaccio e ai biscotti che aveva nella tuta”, ha detto la fonte all’Afp. Questa dichiarazione conferma il quadro di una sopravvivenza legata a risorse minime, trovate addosso durante i giorni in cui della guida si erano perse le tracce. Nel racconto emergono quindi due elementi ricorrenti: il ghiaccio, utilizzato per idratarsi, e piccoli alimenti conservati nelle tasche o nella tuta.
