Lo stop al transito nello Stretto di Hormuz durante la guerra contro l’Iran ha avuto un impatto immediato e rilevante sui mercati energetici internazionali. Secondo Fahad Al-Dhubaib, senior vice-president strategy & market analysis del colosso petrolifero saudita Aramco, la chiusura del passaggio strategico ha determinato una perdita improvvisa di una quota significativa delle forniture globali di gas e petrolio, con effetti diretti anche sui prezzi. Intervenendo a FII Priority Europe, evento organizzato dal FII Institute, Al-Dhubaib ha sottolineato la portata dello shock provocato dal blocco del transito. Con una frase netta, ha sintetizzato l’effetto della crisi sulle forniture energetiche: “da un giorno all’altro abbiamo perso il 20% del gas e del petrolio e sono raddoppiati i prezzi”.
Il blocco di Hormuz e il nodo dell’approvvigionamento di petrolio
Il riferimento allo Stretto di Hormuz riguarda uno dei passaggi marittimi più sensibili per il commercio mondiale di petrolio e gas. La chiusura del transito ha aperto un problema immediato per i Paesi più esposti alle importazioni energetiche, costretti a fronteggiare una domanda rimasta elevata in presenza di forniture ridotte. Al-Dhubaib ha spiegato che la crisi non si è limitata alla perdita di volumi disponibili, ma ha investito anche la gestione della domanda nei Paesi privi di accesso diretto alle risorse energetiche. “Poi c’è stato il problema del transito del petrolio e i paesi che non avevano accesso a questi beni dovevano gestire questa domanda. Con il blocco dello Stretto di Hormuz abbiamo visto delle discontinuità anche in altri settori, come quello della ristorazione per l’approvvigionamento del gas liquido”, spiega.
Gas liquido e ristorazione, gli effetti oltre il settore energetico
Le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz si sono estese oltre il perimetro tradizionale dell’oil & gas. Al-Dhubaib ha richiamato l’attenzione sulle discontinuità registrate in altri comparti, citando in particolare la ristorazione e le difficoltà legate all’approvvigionamento del gas liquido. Il passaggio evidenzia come una crisi concentrata su un’infrastruttura strategica per il transito energetico possa produrre effetti a catena sull’economia reale. L’interruzione dei flussi di petrolio e gas non incide soltanto sui grandi operatori del settore, ma può condizionare anche attività che dipendono dalla disponibilità costante di energia e combustibili.
Oil & gas, Aramco chiede più capacità di stoccaggio
Nel suo intervento, il manager di Aramco ha indicato come prioritaria la necessità di aumentare la capacità di stoccaggio. L’obiettivo è rafforzare la resilienza del sistema energetico di fronte a shock improvvisi come quello provocato dalla chiusura di Hormuz. Sull’oil & gas, Al-Dhubaib ha scandito la necessità di intervenire con maggiore capacità di accumulo: “serve maggiore capacità di stoccaggio: 1-2 miliardi di barili all’anno non sono sufficienti rispetto a quello che abbiamo perso con la chiusura di Hormuz”. La dichiarazione mette al centro un tema strategico per i mercati energetici: la disponibilità di riserve adeguate per assorbire interruzioni improvvise nei flussi di gas e petrolio. Secondo la posizione espressa da Al-Dhubaib, l’attuale capacità di stoccaggio non appare sufficiente rispetto all’entità delle perdite registrate in seguito al blocco del transito.
Condotti e upstream, il ripensamento dei Paesi dopo la crisi
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha spinto molti Paesi a rivalutare le proprie infrastrutture energetiche, in particolare i condotti e le rotte alternative per l’approvvigionamento. Il tema non riguarda solo la sicurezza delle forniture, ma anche la capacità di ridurre la dipendenza da passaggi marittimi esposti a tensioni geopolitiche. “Molti paesi stanno ripensando ai loro condotti, dobbiamo però investire anche nell’up stream oil & Gas”, osserva Al -Dhubaib. Il richiamo agli investimenti nell’up stream oil & Gas completa il quadro indicato da Aramco. Oltre allo sviluppo di infrastrutture di trasporto e alla maggiore capacità di stoccaggio, Al-Dhubaib evidenzia la necessità di continuare a investire nelle attività a monte della filiera energetica, considerate centrali per garantire disponibilità di risorse e stabilità dell’offerta.
Energia e sicurezza delle forniture al centro del dibattito
L’intervento di Fahad Al-Dhubaib a FII Priority Europe porta al centro del confronto internazionale il rapporto tra sicurezza energetica, infrastrutture e investimenti nell’oil & gas. La crisi legata allo Stretto di Hormuz viene indicata come un caso emblematico di vulnerabilità dei mercati, con effetti immediati sui prezzi e sulle forniture. La perdita del 20% di gas e petrolio e il raddoppio dei prezzi, richiamati dal senior vice-president strategy & market analysis di Aramco, mostrano quanto un’interruzione dei transiti possa incidere sull’equilibrio energetico globale. La risposta indicata passa da tre direttrici: maggiore capacità di stoccaggio, revisione dei condotti e investimenti nell’upstream oil & gas.


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