I pediatri di famiglia pronti a collaborare per le case di comunità

La FIMP conferma il ruolo cruciale dei pediatri nella modernizzazione della sanità territoriale

I pediatri di famiglia italiani si dichiarano pronti a partecipare attivamente al percorso di riforma dell’assistenza territoriale e all’avvio delle Case di Comunità, strutture cardine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di garantire un sistema sanitario più vicino e integrato per cittadini, bambini e adolescenti. Antonio D’Avino, presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), ha sottolineato l’importanza di questo passaggio strategico: “i pediatri di famiglia italiani sono pronti a fare la loro parte e a collaborare con il Ministero della Salute per il pieno raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito delle Case di Comunità”. Secondo D’Avino, il ruolo dei pediatri di libera scelta è fondamentale per assicurare che le Case di Comunità diventino un punto di riferimento concreto per la popolazione, con servizi integrati e tempestivi.

La responsabilità della Pediatria di Famiglia

“La Pediatria di Famiglia non intende sottrarsi a una responsabilità che riguarda l’intero sistema Paese. Siamo consapevoli che il corretto avvio delle Case di Comunità rappresenti un passaggio decisivo per la modernizzazione della sanità territoriale, per la tenuta del Servizio sanitario nazionale e per la capacità di offrire risposte più vicine, integrate e tempestive ai cittadini. Per questo confermiamo la nostra disponibilità a essere coinvolti in modo costruttivo, concreto e responsabile”, ha dichiarato D’Avino. Queste parole evidenziano come i pediatri di famiglia intendano svolgere un ruolo proattivo, sottolineando la loro centralità nel garantire la continuità assistenziale e il coordinamento con le altre figure del sistema sanitario locale.

Condizioni e organizzazione del contributo pediatrico

FIMP ha chiarito che il contributo dei Pediatri di Famiglia sarà efficace solo se inserito in un perimetro organizzativo chiaro, sostenibile e coerente con la presa in carico dei bambini e degli adolescenti. La federazione insiste sulla necessità di definire regole operative precise per valorizzare al meglio la presenza dei pediatri nelle Case di Comunità, evitando frammentazioni e sovrapposizioni di competenze. “Accogliamo con favore la volontà espressa dal Ministro della Salute di incontrare le rappresentanze dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e di lavorare insieme alle Regioni per definire rapidamente regole, funzioni e condizioni operative che rendano il contributo dei Pediatri di Famiglia realmente efficace, a totale beneficio dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie”, conclude D’Avino. L’incontro tra istituzioni e pediatri di famiglia si configura come un momento cruciale per garantire che le Case di Comunità non siano solo strutture infrastrutturali, ma veri e propri hub di assistenza territoriale efficiente, in linea con gli obiettivi del PNRR.