Il 17 giugno 1928 Amelia Earhart decollò da Terranova, in Canada, per affrontare la sua prima traversata dell’Oceano Atlantico. Quel volo avrebbe trasformato la giovane aviatrice americana in un simbolo internazionale di coraggio, innovazione e determinazione. A bordo dell’aereo Friendship, Earhart partì insieme al pilota Wilmer Stultz e al meccanico Louis Gordon. L’obiettivo era compiere la prima traversata atlantica con una donna a bordo, appena un anno dopo l’impresa solitaria di Charles Lindbergh. Dopo circa 21 ore di volo, l’equipaggio raggiunse il Galles, nel Regno Unito, completando con successo la missione.
Sebbene in quell’occasione Amelia Earhart non fosse ai comandi dell’aereo per la maggior parte del viaggio, l’impresa ebbe un’enorme risonanza mediatica. La stampa la celebrò come una nuova eroina dei cieli e il suo nome divenne sinonimo di audacia e spirito pionieristico. Lei stessa, tuttavia, minimizzò il proprio ruolo, affermando con modestia di essersi sentita “come un sacco di patate” durante gran parte della traversata.
Quell’esperienza rappresentò però soltanto l’inizio di una carriera straordinaria. Quattro anni più tardi, nel 1932, Earhart sarebbe entrata definitivamente nella leggenda diventando la prima donna a sorvolare da sola l’Atlantico, ripetendo l’impresa di Lindbergh e dimostrando le proprie capacità di pilota.


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