Il 2 giugno 1882 si spegne Giuseppe Garibaldi

A Caprera muore il protagonista del Risorgimento

Il 2 giugno 1882, nella sua casa sull’isola di Caprera, in Sardegna, moriva Giuseppe Garibaldi, uno dei personaggi più celebri e influenti della storia italiana. Aveva 74 anni e lasciava un’eredità politica, militare e ideale che avrebbe segnato profondamente la nascita dell’Italia moderna. La coincidenza vuole che oggi, 2 giugno 2026, l’Italia celebri contemporaneamente l’anniversario della morte di Garibaldi e la Festa della Repubblica, una ricorrenza che richiama gli stessi valori di partecipazione, unità e libertà per i quali il generale combatté durante il Risorgimento.

Nato a Nizza nel 1807, quando la città apparteneva ancora al Regno di Sardegna, Garibaldi trascorse gran parte della sua vita tra battaglie, esili e imprese militari. Dopo aver partecipato ai moti rivoluzionari del XIX secolo, combatté in Sud America prima di tornare in Europa per contribuire al processo di unificazione italiana. La sua impresa più famosa rimane la Spedizione dei Mille del 1860. Con poco più di mille volontari, le “camicie rosse”, sbarcò in Sicilia e avviò una campagna militare che portò alla conquista del Regno delle Due Sicilie. Quel successo rappresentò una svolta decisiva nel percorso che avrebbe condotto, l’anno successivo, alla proclamazione del Regno d’Italia.

Negli ultimi anni della sua vita si ritirò a Caprera, dove continuò a seguire con interesse la vita politica del Paese. Fu proprio lì che si spense il 2 giugno 1882, dopo una lunga malattia. Nel giorno in cui il Paese celebra la Repubblica, il ricordo dell’eroe dei Due Mondi offre anche l’occasione per riflettere sulle radici storiche dell’unità italiana e sui valori che hanno contribuito a costruire la nazione.