Mentre la stragrande maggioranza dei viaggiatori che si spinge nel celebre Red Centre dell’Australia si dirige quasi automaticamente verso i famosi panorami occidentali, esiste una direttrice altrettanto straordinaria ma molto meno battuta dal turismo di massa. Si tratta della regione delle East MacDonnell Ranges, nota affettuosamente come “East Macs”, una catena montuosa antichissima che si estende a est di Alice Springs. Questa terra d’avventura può essere vissuta appieno attraverso un itinerario circolare unico, soprannominato il cerchio perfetto, in grado di coniugare paesaggi geologici mozzafiato, ospitalità rurale dell’outback e una profonda immersione nella cultura indigena delle First Nations.
L’itinerario circolare che svela le gemme nascoste dell’Outback
Intraprendere il viaggio lungo questo anello stradale significa lasciarsi alle spalle la modernità per addentrarsi in un territorio dove il tempo sembra essersi fermato milioni di anni fa. Le formazioni rocciose delle East MacDonnell Ranges custodiscono segreti geologici e spirituali che si rivelano gradualmente lungo il percorso. La straordinaria accessibilità della prima parte della tratta, grazie a una strada asfaltata che si snoda per circa settantacinque chilometri, permette di assaporare le meraviglie della regione anche a chi non dispone di mezzi estremi, sebbene l’anello completo richieda l’utilizzo di un vero veicolo a trazione integrale 4×4 per superare i letti dei fiumi in secca e i sentieri più remoti del bush australiano.
Tra miti del Dreamtime e arte rupestre a Emily e Jessie Gaps
La prima tappa imperdibile di questo circuito si incontra a brevissima distanza da Alice Springs, all’interno del parco naturale che ospita le spettacolari gole di Emily Gap e Jessie Gap. Questi varchi naturali nella roccia non sono soltanto monumenti geologici di rara bellezza, ma rappresentano dei veri e propri santuari all’aperto per la cultura locale del popolo Arrernte. Le pareti verticali di Emily Gap custodiscono una preziosa collezione di arte rupestre aborigena che illustra visivamente la complessa cosmogonia del Caterpillar Dreaming, la leggenda del bruco ancestrale che secondo la tradizione indigena ha letteralmente dato forma all’intera topografia e alle montagne di questa regione del Red Centre. A poca distanza, la quiete di Jessie Gap offre un’area di sosta ombreggiata dove è possibile ammirare ulteriori dipinti sacri protetti dalle rocce.
Le spettacolari formazioni geologiche di Corroboree Rock e Trephina Gorge
Proseguendo verso est lungo la Ross Highway, il paesaggio si arricchisce di strutture geologiche singolari, tra cui spicca la maestosa Corroboree Rock. Questa imponente formazione di dolomite grigio scuro si erge solitaria nel mezzo della boscaglia e fungeva storicamente da importantissimo sito cerimoniale riservato agli uomini della comunità Arrernte, un luogo carico di misticismo che dà il meglio di sé dal punto di vista fotografico durante le luci dorate dell’alba o del tramonto. Superando questa tappa si raggiunge il cuore pulsante del turismo naturalistico dell’area, il Trephina Gorge Nature Park, celebre in tutta l’Australia per le sue imponenti scogliere di arenaria, i letti fluviali di sabbia bianchissima e la presenza del monumentale Ghost Gum, l’eucalipto fantasma più grande e fotografato del continente. Il parco offre una rete di sentieri escursionistici per tutti i livelli, compreso il panoramico cammino lungo la cresta che conduce fino alla splendida piscina naturale di John Hayes Rockhole, ideale per un bagno rinfrescante nelle stagioni giuste.
N’Dhala Gorge e l’eredità millenaria dei petroglifi
I viaggiatori provvisti di un fuoristrada robusto possono abbandonare l’asfalto per avventurarsi verso il N’Dhala Gorge Nature Park, un sito archeologico e naturalistico di eccezionale importanza. Questa gola protetta si rivela un vero e proprio museo a cielo aperto, in quanto custodisce oltre seimila petroglifi millenari, ovvero antiche incisioni rupestri che tracciano la lunghissima storia culturale e spirituale dei custodi tradizionali della terra. Camminare lungo il sentiero principale di N’Dhala Gorge permette non solo di decifrare questi antichi simboli impressi nella roccia, ma anche di osservare specie botaniche rare e protette come il Poison Peach Bush, sopravvissute in questo microclima protetto dalle elevate temperature del deserto circostante.
La corsa all’oro di Arltunga e i riflessi purpurei di Ruby Gap
La storia più recente dell’outback australiano rivive invece tra le rovine storiche della Arltunga Historical Reserve, considerata a tutti gli effetti la prima vera e propria cittadina stabile fondata nell’Australia Centrale. Nata alla fine del diciannovesimo secolo in seguito alla scoperta di filoni auriferi, Arltunga si trasformò rapidamente in una frenetica cittadina mineraria che ospitava centinaia di pionieri intenzionati a fare fortuna in condizioni climatiche e ambientali proibitive. Oggi, trasformata in una affascinante città fantasma, la riserva permette di esplorare le miniere sotterranee abbandonate, la vecchia stazione di polizia restaurata e il tribunale dell’epoca. Proseguendo ancora più a est lungo il selvaggio corso del fiume Hale, l’itinerario raggiunge il suo culmine geografico nel Ruby Gap Nature Park. Questo luogo remoto deve il suo nome a una celebre e illusoria corsa alle gemme, scoppiata quando i primi coloni scambiarono milioni di minuscoli granati purpurei per preziosi rubini. Ancora oggi, camminando sul letto sabbioso del fiume, è possibile vedere la sabbia brillare di riflessi cremisi, circondati da pareti rocciose spettacolari e da una natura incontaminata in cui non è raro avvistare esemplari di opossum dalla coda a spazzola.
Consigli pratici per un’avventura indimenticabile nel Red Centre
Completare il cerchio perfetto delle East Macs richiede una pianificazione attenta e il massimo rispetto per le condizioni ambientali dell’entroterra. Per vivere al meglio l’esperienza, è caldamente consigliato dedicare al viaggio almeno due o tre giorni, sfruttando le eccellenti e tranquille aree da campeggio nell’outback dislocate all’interno dei vari parchi naturali oppure optando per l’ospitalità rurale di storiche strutture come il Ross River Resort o la Hale River Homestead. I mesi ideali per mettersi in viaggio sono quelli compresi tra aprile e settembre, quando le temperature diurne sono miti e le notti regalano cieli stellati di una purezza sconvolgente. Prima di partire da Alice Springs è fondamentale fare adeguate scorte di acqua potabile, carburante e cibo, oltre a verificare lo stato di apertura delle piste sterrate presso i centri visitatori, garantendosi così un’avventura tanto spettacolare quanto sicura nel cuore più autentico e selvaggio d’Australia.


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