Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha annunciato uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro destinati agli Enti pubblici di ricerca, un segnale chiaro della crescente attenzione verso il sistema della ricerca scientifica nazionale e le attività di monitoraggio del territorio. Tra i beneficiari principali figura l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che potrà rafforzare le proprie infrastrutture e ampliare le attività di ricerca e innovazione. Il presidente dell’INGV, Fabio Florindo, ha commentato con soddisfazione la notizia: “accogliamo con favore il finanziamento previsto dal Fondo Ordinario per il 2026, che conferma l’attenzione del Ministero verso il sistema della ricerca pubblica e verso le attività di monitoraggio e sorveglianza del territorio svolte dall’INGV. Queste risorse consentiranno di rafforzare le infrastrutture osservative, sostenere le attività di ricerca e innovazione e valorizzare le competenze delle ricercatrici, dei ricercatori, delle tecnologie, dei tecnologi e del personale tecnico-amministrativo dell’Istituto”.
L’investimento, secondo Florindo, rappresenta un passo fondamentale per garantire la sicurezza del Paese: “in un Paese esposto a rischi naturali come terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami, investire nella ricerca geofisica significa investire nella sicurezza, nella resilienza e nella capacità di prevenzione del Paese”.
Rafforzamento delle infrastrutture e innovazione scientifica
Il finanziamento permetterà all’INGV di potenziare le proprie infrastrutture osservative, strumenti cruciali per il monitoraggio costante di fenomeni naturali potenzialmente pericolosi. Grazie alle risorse stanziate, l’istituto potrà sostenere non solo la ricerca scientifica avanzata, ma anche la diffusione di innovazioni tecnologiche applicate alla geofisica, aumentando la capacità di risposta a emergenze e situazioni critiche.


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