L’attesa è quasi terminata per il nuovo importante traguardo tecnologico europeo nel settore dello Spazio. Domani, 17 giugno 2026, il razzo Ariane 6 decollerà dallo spazioporto situato in Guyana Francese per una missione storica che promette di ridefinire le capacità di carico del nostro continente. La finestra di lancio si aprirà alle ore 13:53 e si chiuderà alle 14:22, in una giornata con condizioni meteorologiche ottimali e temperature locali stimate intorno ai +28°C. Sotto la guida sapiente dell’ESA, il vettore porterà a termine la sua missione sfrecciando verso l’orbita terrestre con una potenza mai vista prima. Questo nuovo decollo, identificato con la sigla VA269, rappresenta un salto generazionale per l’ingegneria aerospaziale, grazie all’introduzione di propulsori di ultimissima generazione in grado di fornire una spinta eccezionale rispetto al passato. A bordo del colosso ci saranno ben 36 satelliti destinati a unirsi alla gigantesca costellazione per telecomunicazioni Amazon Leo.
I nuovi propulsori garantiscono una spinta senza precedenti
L’evoluzione ingegneristica di questo veicolo lo rende il mezzo di trasporto più versatile e prestante mai costruito nel nostro continente per l’esplorazione e l’accesso allo Spazio. Mentre i voli precedenti, a partire dal debutto avvenuto nel 2024 e fino al 6° lancio dello scorso febbraio 2026, utilizzavano i motori P120C, questa volta assisteremo all’esordio dei 4 nuovi booster a propellente solido basati sull’aggiornamento P160C. Ogni singolo propulsore ausiliario è in grado di ospitare 14 tonnellate aggiuntive di carburante, offrendo un incremento di propellente superiore al 9% rispetto alla versione passata. I tecnici spiegano che, pur essendo più alti di 1 metro, i nuovi razzi non alterano in alcun modo la connessione con lo stadio centrale. Tutta questa incredibile potenza permetterà al mezzo di staccarsi dal suolo in modo efficiente per rilasciare l’intero carico utile in maniera sicura nelle orbite prestabilite.
Il cronoprogramma
Il rigido cronoprogramma per il decollo prevede l’accensione e la partenza alle ore 13:53, la separazione dei propulsori ausiliari dopo 2 minuti esatti e lo sgancio della carenatura al minuto 3. Successivamente, inizierà la fase di inserimento orbitale dei 36 satelliti, un processo delicato che comincerà 1 ora e 26 minuti dopo la partenza per concludersi dopo circa 25 minuti. Il veicolo effettuerà infine un’accensione finale del motore Vinci a 2 ore e 40 minuti dal decollo per completare in totale sicurezza la sua deorbitazione.
Un trionfo di collaborazione europea con un cuore italiano
Il programma di sviluppo rappresenta un perfetto esempio di sinergia continentale gestito in primis dall’ESA, che coordina una vasta rete industriale diffusa in 13 diversi paesi sotto la supervisione principale di ArianeGroup. L’eccellenza italiana gioca un ruolo da assoluta protagonista in questa avventura, poiché la struttura dei nuovi giganteschi motori P160C è realizzata proprio in Italia tramite la società Avio, su mandato di Europropulsion. L’ugello del propulsore proviene dalla Francia, mentre il sistema di accensione è stato progettato in Norvegia. Tutte queste preziose componenti viaggiano poi per oltre 7mila km in direzione Sud/Ovest verso la base di lancio sudamericana gestita dall’agenzia francese CNES.


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