Il tifone Jangmi ha attraversato il territorio del Giappone nelle scorse ore, portando con sé precipitazioni record, inondazioni diffuse, frane, pesanti interruzioni dei trasporti e venti di potenza eccezionale, spingendo le autorità di Tokyo a emettere per la prima volta un’allerta di pericolo di livello 4 secondo il nuovo sistema di allarme meteorologico nazionale. La vasta area di bassa pressione si è avvicinata minacciosamente alla regione del Kanto dopo aver duramente flagellato l’isola di Okinawa, il Kyushu, lo Shikoku e le vulnerabili aree del Giappone dell’Ovest. Fin dalle primissime ore precedenti all’alba del 3 giugno ora locale, piogge di intensità estrema si sono abbattute con violenza inaudita sulle regioni del Tokai e del Kanto, causando immediati allagamenti stradali, gravi danni infrastrutturali e disagi critici alla circolazione in svariate prefetture. Nonostante l’altissimo livello di pericolo imminente e i continui avvisi ufficiali che hanno coinvolto direttamente oltre 1,6 milioni di residenti dell’intera area metropolitana, la scarsa risposta attiva della popolazione alle direttive di evacuazione ha fatto emergere nuove preoccupanti criticità riguardo alla gestione collettiva e alla reale percezione del rischio in situazioni di emergenza.
Precipitazioni estreme e fiumi in piena
Nella prefettura di Mie, alcune zone hanno registrato accumuli di pioggia equivalenti alle precipitazioni di un intero mese in 1 solo giorno. La città di Kumano ha ricevuto 376 mm di pioggia in 24 ore, mentre la città di Ise ne ha registrati 210. La città di Owase è stata colpita in modo particolarmente duro, ricevendo 535 mm, la quantità più alta mai registrata in questa località nel mese di giugno. Verso le 2 di notte a Kumano, i giornalisti presenti sul posto hanno descritto condizioni meteorologiche quasi impossibili da sopportare, con raffiche in grado di spingere fisicamente le persone e pioggia orizzontale che impediva di tenere gli occhi aperti.
L’innalzamento dei fiumi e le alluvioni lampo sono seguiti rapidamente. I fiumi Kumozu e Kumozu Furukawa nella città di Tsu sono stati i primi nella regione del Tokai a far scattare l’allarme di livello 4. Lungo il fiume Hase, un affluente del Kumozu, torrenti fangosi si sono riversati a valle allagando le strade circostanti. Le inondazioni hanno sommerso i terreni agricoli, allagato esercizi commerciali e intrappolato i veicoli, richiedendo l’intervento dei carri attrezzi. Nella città di Ise, il fiume Isuzu si è ingrossato drammaticamente durante la mattinata per poi ritirarsi gradualmente nel corso della giornata, costringendo i commercianti del quartiere Okage Yokocho a ripulire i magazzini dal fango dopo che l’acqua aveva raggiunto le finestre degli edifici intorno alle 7 del mattino.
Danni infrastrutturali e disagi nell’Est del Giappone
Il passaggio del tifone ha lasciato pesanti strascichi sulle infrastrutture. Parte della strada nazionale 260 nella città di Minamiise è crollata, tagliando un collegamento vitale per i residenti locali. A Yokohama raffiche fortissime hanno spazzato le strade, mentre nel distretto di Odaiba a Tokyo i venti si sono intensificati improvvisamente intorno alle 14:30, distruggendo gli ombrelli dei passanti. Nel centro della capitale sono caduti 173 mm di pioggia in 12 ore, il totale più alto di giugno dall’inizio delle misurazioni storiche.
L’acqua ha sommerso le strade nel distretto di Kasumigaseki e fatto gonfiare pericolosamente fiumi come il Nogawa, il Meguro, lo Zenpukuji e il Kanda, tutti destinatari di allerte di livello 4. Nel quartiere di Shinagawa, i livelli del fiume Tategawa hanno portato all’emissione della prima allerta di livello 4 per la capitale nell’ambito del quadro rivisto degli allarmi meteorologici. Nel frattempo, a Ome, l’acqua ha inondato un impianto municipale di trattamento, minacciando di lasciare 1800 famiglie senza fornitura idrica o con pressione ridotta.
I trasporti hanno subito una paralisi estesa. La compagnia ferroviaria ha sospeso numerosi servizi convenzionali, costringendo impiegati e studenti a modificare i propri piani. A Kawazu, nella prefettura di Shizuoka, una frana ha riversato fango e detriti sui binari a 500 metri dalla stazione, mentre nella prefettura di Wakayama il fiume Kozagawa ha fatto registrare l’allerta massima di livello 5. Anche diverse attività commerciali di Shimoda sono state invase dall’acqua nel giro di 10 o 20 minuti a causa della concomitanza tra le precipitazioni e l’alta marea.
La mancata evacuazione di massa
Nonostante l’enorme impatto dell’evento atmosferico, il sistema di prevenzione ha registrato una partecipazione minima. Sebbene gli ordini di evacuazione abbiano riguardato oltre 1,6 milioni di cittadini tra Tokyo, Kanagawa e Chiba, i rifugi sono rimasti quasi totalmente vuoti. Takehiko Yamamura, esperto dell’Istituto per la riduzione dei disastri, ha sottolineato come l’assenza di danni catastrofici in questa specifica occasione abbia spinto la maggioranza a rimanere nelle proprie abitazioni, creando un potenziale e pericoloso precedente psicologico per il futuro. Ignorare sistematicamente questi avvisi di sicurezza potrebbe tradursi in una vera e propria tragedia quando si presenterà una situazione realmente letale. Le divisioni governative hanno quindi esortato i cittadini a familiarizzare con il territorio e a integrare la preparazione ai disastri nella propria vita quotidiana. Sebbene il tifone Jangmi si stia ora allontanando dalle coste, le autorità raccomandano alla popolazione di mantenere l’allerta alta a causa del terreno estremamente saturo e dei fiumi ancora ingrossati, fattori che continueranno a comportare un grave rischio di frane e ulteriori allagamenti.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?