Fratelli d’Italia chiede a Nordio un’ispezione sul processo Covid dopo le segnalazioni su presunte pressioni al gup e sui verbali dell’udienza. Il 12 maggio, nel palazzo di giustizia di Roma, si è svolta l’udienza preliminare del procedimento sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. Davanti al giudice c’erano gli ex dirigenti del Ministero della Salute: Ranieri Guerra, Giuseppe Ruocco, Maria Grazia Pompa e Francesco Maraglino (nel frattempo deceduto). L’udienza si è conclusa con una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. “Alla luce dei nuovi rilievi pervenuti al Presidente della Commissione Covid Marco Lisei, Fratelli d’Italia chiede al Ministro della Giustizia Carlo Nordio di avviare un’ispezione al Tribunale di Roma al fine di verificare la regolarità dello svolgimento del procedimento penale a carico di Ranieri Guerra, Giuseppe Ruocco, Mara Grazia Pompa e Francesco Maraglino”, si legge in una nota dei parlamentari di Fratelli d’Italia componenti della Commissione Covid, che annunciano di aver depositato un’interrogazione alla Camera e al Senato.
L’associazione dei familiari delle vittime del Covid ‘Sereniesempreuniti’, sostiene Fratelli d’Italia, avrebbe “rilevato dagli atti e dalle dichiarazioni” che il gip “avrebbe dichiarato di aver subito pressioni esterne in relazione alle decisioni da assumere nel corso del procedimento avvenuto il 12 maggio scorso, tanto da impedirle di autorizzare la pubblicità delle udienze”.
L’audio dei verbali
“Ma non solo. Dalla registrazione audio ufficiale dell’udienza emergerebbe che l’avvocato difensore di Ranieri Guerra, interloquendo con il Gip dopo l’allontanamento dall’aula di un avvocato di parte civile, ha fatto esplicito riferimento ad un separato procedimento nel quale lui stesso sarebbe stato parte civile per un ‘Partito Democratico’. E, quel che è ancora più grave è che nella trascrizione del verbale non vi è menzione alcuna del riferimento al PD, bensì a un generico ‘Partito’”, continua la nota. Per i parlamentari firmatari dell’interrogazione si tratta di una modifica che avrebbe alterato il significato del passaggio e il contesto in cui era stato pronunciato.
Per questo motivo, le presunte condotte sono ritenute “gravi” e tali da richiedere approfondimenti. Fratelli d’Italia chiede al Ministro Nordio se intenda intraprendere iniziative, anche di carattere ispettivo, “per fare piena luce su un fatto che, se confermato, sarebbe un’ingerenza politica a dir poco incresciosa”.
L’indagine riguardava l’ipotesi di omissione di atti d’ufficio in relazione al mancato e tempestivo aggiornamento del Piano pandemico nazionale. Nelle motivazioni della decisione, il giudice ha comunque affrontato il tema dei ritardi nell’adeguamento alle disposizioni europee e alle misure di preparazione e risposta alle emergenze, ritenendoli riconducibili alle funzioni istituzionali ricoperte dagli imputati nel periodo contestato. Durante l’udienza preliminare, le parti civili avevano, inoltre, chiesto di valutare la contestazione del più grave reato di epidemia colposa, richiesta che il gup non ha accolto, ritenendo insussistenti i presupposti processuali necessari sulla base degli atti disponibili.
Il team legale che assiste i familiari delle vittime ha affermato di attendere una risposta del Ministro della Giustizia affinché siano garantiti “i principi fondamentali della terzietà e dell’indipendenza della magistratura dalla politica“.
