Matteo Arnaldi si è ritirato al Roland Garros prima di scendere in campo nella semifinale contro Flavio Cobolli, al termine di una notte difficile segnata da un improvviso peggioramento delle condizioni fisiche. Il tennista ligure ha spiegato in conferenza stampa i motivi della decisione, raccontando un malessere iniziato dopo cena e proseguito durante la notte con episodi di vomito, assenza di sonno e l’impossibilità di alimentarsi. Arnaldi ha descritto con chiarezza le ore che hanno preceduto la decisione, sottolineando di aver provato a capire se fosse possibile scendere comunque in campo, senza però riuscire a superare il malessere.
Le parole di Arnaldi in conferenza stampa
In conferenza stampa, Matteo Arnaldi ha raccontato così l’inizio dei problemi fisici: “è difficile essere qui, non è ciò che volevo fare ma l’ultima notte ho iniziato a non sentirmi bene. Ieri stavo bene e mi sono allenato. Dopo cena mi sono sentito un po’ così, ma pensavo di non aver digerito. All’una di notte ho iniziato a vomitare. Poi ho provato a dormire, poi ho vomitato di nuovo alle 7 di mattina”.
Il racconto restituisce la rapidità con cui la situazione è cambiata. Dopo una giornata apparentemente normale, con l’allenamento svolto senza problemi, il malessere è comparso dopo cena. In un primo momento Arnaldi ha pensato a una semplice difficoltà digestiva, ma durante la notte i sintomi si sono aggravati fino a rendere necessario il contatto con il medico.
Notte senza sonno e intervento del medico
Il malessere di Matteo Arnaldi non si è risolto con il passare delle ore. Il tennista ha spiegato di non aver dormito e di aver cercato assistenza medica nella speranza che la situazione potesse migliorare prima dell’incontro. Le sue condizioni, però, non gli hanno permesso di prepararsi alla partita né di recuperare le energie necessarie per affrontare una sfida di tale importanza.
“Non ho dormito, ho chiamato il dottore -aggiunge il 25enne ligure- Speravo potesse essere qualcosa che rientrava, ma non migliorava, non potevo mangiare. Ritirarsi dalla prima semifinale Slam è qualcosa che non auguri a nessuno. Ho provato a vedere se potevo giocare, ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus, perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno”.
Le parole di Arnaldi evidenziano il tentativo di valutare fino all’ultimo la possibilità di giocare. Il problema principale, oltre al vomito e alla mancanza di sonno, è stato l’impossibilità di mangiare e la sensazione di malessere ogni volta che provava ad alzarsi.
Il sospetto di un virus e la febbre durante il giorno
Nel descrivere le proprie condizioni, Arnaldi ha parlato della possibilità che si sia trattato di una forma virale. Il riferimento al freddo percepito e alla possibile febbre durante il giorno contribuisce a spiegare perché il quadro fisico sia risultato incompatibile con una semifinale Slam.
Il tennista ligure ha detto di credere che possa trattarsi di “una sorta di virus”, aggiungendo di aver sentito freddo e di pensare di aver avuto febbre nel corso della giornata. Elementi che, uniti al vomito, alla notte insonne e all’impossibilità di alimentarsi, hanno portato al ritiro prima della partita contro Flavio Cobolli.
Una semifinale Slam mancata per Matteo Arnaldi
Il ritiro di Matteo Arnaldi al Roland Garros arriva in un momento particolarmente significativo della sua carriera. Il tennista ha sottolineato quanto sia doloroso fermarsi proprio prima della prima semifinale Slam, definendo questa situazione qualcosa che “non auguri a nessuno”.
La decisione non è stata presentata come una scelta presa con leggerezza, ma come la conseguenza inevitabile di condizioni fisiche che non gli consentivano di stare in campo. Arnaldi ha provato a verificare se fosse possibile giocare, ma il malessere si ripresentava ogni volta che si alzava, rendendo impossibile affrontare la semifinale.


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