Il vulcano Semeru, il più alto dell’isola di Giava ed uno dei più attivi, torna a far parlare di sé con una nuova intensa fase eruttiva osservata questa mattina. Le immagini mostrano flussi piroclastici impressionanti che scorrono lungo i fianchi del vulcano, incanalati nei solchi naturali, rendendo lo scenario tanto spettacolare quanto estremamente pericoloso. Secondo il PVMBG (Centro indonesiano per la vulcanologia e la mitigazione dei disastri geologici) e i media locali, l’eruzione ha generato un flusso piroclastico che si è esteso per diversi chilometri, seguendo i consueti canali di drenaggio come il Besuk Kobokan, una delle aree più esposte del vulcano.
Il Semeru è tra i vulcani più attivi dell’Indonesia e ha già registrato centinaia di eruzioni dall’inizio del 2026. Nelle ultime settimane, tra inizio e metà giugno, l’attività è stata caratterizzata da:
- Colonne di cenere fino a circa 1,2 km sopra la vetta
- Frequenti eruzioni
- Flussi piroclastici di intensità da debole a moderata
Il vulcano resta al Livello III (Siaga), con restrizioni severe soprattutto nel settore sud-orientale. Le autorità hanno stabilito la zona di esclusione fino a 13 km lungo il Besuk Kobokan e possibili estensioni del rischio fino a circa 17 km lungo le valli fluviali. Il pericolo principale non è solo rappresentato dai flussi piroclastici, che viaggiano a temperature elevatissime e ad alta velocità, ma anche dai cosiddetti lahar, ossia violente e distruttive colate di fango e detriti vulcanici. Il Lahar è formato da una miscela di acqua, cenere, pomici e massi che scorre rapidamente lungo i pendii di un vulcano, spesso incanalandosi nelle valli fluviali.
Il Semeru è spesso considerato uno degli stratovulcani più fotogenici al mondo. La sua forma quasi perfetta, il pennacchio persistente e i flussi piroclastici ben visibili lo rendono un soggetto iconico per osservatori e appassionati. Tuttavia, proprio queste caratteristiche lo rendono estremamente insidioso. L’attività a condotto aperto, i pendii ripidi e i canali naturali favoriscono la discesa rapida dei flussi, aumentando il rischio per le comunità adiacenti.


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