Si è svolto oggi a Roma, presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche, l’evento “Isole resilienti: la sfida dell’acqua”, promosso congiuntamente dal Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del Cnr e dal Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del Mare. Al centro del confronto, una delle emergenze ambientali e sociali più rilevanti per i territori insulari italiani: la crescente difficoltà idrica che interessa le isole minori italiane, aree particolarmente esposte agli effetti dei cambiamenti climatici e segnate da criticità strutturali nell’approvvigionamento delle risorse.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, sistema della ricerca, università, enti tecnici e rappresentanti locali, con l’obiettivo di mettere a fuoco strategie, strumenti e soluzioni per rafforzare la resilienza delle isole minori di fronte alla scarsità d’acqua, alle pressioni ambientali e alle trasformazioni socioeconomiche in corso.
La crisi idrica come priorità per i territori insulari
Il tema della crisi idrica nelle isole minori assume un rilievo crescente in un contesto in cui gli effetti del riscaldamento globale rendono più frequenti e intense condizioni di siccità, stress ambientale e vulnerabilità degli ecosistemi. Le isole minori italiane, per la loro conformazione geografica e per la limitata disponibilità di risorse naturali, rappresentano territori particolarmente fragili, nei quali l’approvvigionamento dell’acqua è spesso legato a infrastrutture complesse, costi elevati e dipendenza da sistemi esterni.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come la scarsità d’acqua non possa essere affrontata soltanto come un problema tecnico o infrastrutturale, ma debba essere letta all’interno di sistemi complessi nei quali si intrecciano fragilità ambientali, dinamiche socioeconomiche, pressione turistica, pianificazione dei servizi pubblici e gestione dei rischi connessi a siccità ed emergenze.
Musumeci: approccio integrato per tutelare ecosistemi fragili
Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha posto l’accento sulla necessità di un modello di intervento capace di integrare conoscenza scientifica, governance pubblica e sostegno alle comunità locali.
“Le isole minori italiane rappresentano uno straordinario patrimonio ambientale e di biodiversità: la loro tutela richiede un approccio integrato, capace di valorizzare il patrimonio conoscitivo scientifico e di sostenere e supportare le comunità locali attraverso nuovi modelli socio-ecologici e strategie di gestione sostenibile delle risorse”, dichiara il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci: “rafforzare le azioni di contrasto alla crisi idrica significa promuovere soluzioni innovative per l’approvvigionamento e l’uso efficiente della risorsa idrica: in questa complessa governance, quindi, emerge il ruolo strategico della comunità scientifica per agire in tutela di questi fragili ecosistemi, supportando amministrazioni e decisori”.
Le parole del Ministro evidenziano il ruolo centrale della comunità scientifica nel supportare amministrazioni e decisori pubblici, soprattutto in territori nei quali la gestione della risorsa idrica è direttamente collegata alla tutela della biodiversità, alla continuità dei servizi essenziali e alla sostenibilità dello sviluppo locale.
Il ruolo del Cnr tra monitoraggio, dati e pianificazione
Un contributo decisivo arriva dal Consiglio nazionale delle ricerche, che attraverso reti di osservazione, monitoraggio e competenze multidisciplinari può mettere a disposizione strumenti essenziali per la pianificazione e la gestione sostenibile dei territori insulari.
Il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi, ha richiamato l’attenzione sul valore strategico delle isole minori come luoghi in cui gli effetti dei cambiamenti climatici si manifestano con particolare evidenza.
“Ringrazio il ministro Musumeci per la forte attenzione posta fin da subito al tema delle isole minori, luoghi in cui gli effetti dei cambiamenti climatici assumono un ancor maggiore evidenza: il CNR, grazie alle proprie reti di osservazione e monitoraggio, è in grado di fornire dati, strumenti e conoscenze per trasformare le specificità di questi territori in modelli innovativi di sostenibilità e resilienza per una migliore pianificazione dei servizi pubblici, a partire da quelli per la salute, e per l’intero contesto mediterraneo”.
Il richiamo alla pianificazione dei servizi pubblici, a partire da quelli per la salute, colloca la gestione sostenibile dell’acqua all’interno di una visione più ampia di sicurezza, benessere e capacità di adattamento delle comunità locali.
Osservatorio Isole Sostenibili, uno strumento per accelerare la transizione
In questa direzione si inserisce l’Osservatorio Isole Sostenibili, promosso dal Cnr-Dsstta diretto da Francesco Petracchini. Si tratta di uno strumento pensato per raccontare quanto sta avvenendo nelle isole minori italiane nei settori dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti e della mobilità, con l’obiettivo di stimolare scambi di esperienze e favorire l’accelerazione della transizione sostenibile.
L’Osservatorio punta a valorizzare le esperienze già in corso, favorendo una lettura integrata delle trasformazioni che attraversano i territori insulari. Energia, acqua, rifiuti e mobilità sono infatti ambiti strettamente connessi, soprattutto in contesti territoriali limitati e vulnerabili, dove ogni scelta infrastrutturale e gestionale produce effetti diretti sulla qualità ambientale e sulla capacità di adattamento.
Sistemi complessi tra siccità, turismo e fragilità ambientale
Nel corso dell’evento è stato approfondito il ruolo delle isole minori come sistemi complessi, nei quali la scarsità d’acqua si intreccia con dinamiche socioeconomiche, pressioni turistiche e fragilità ambientali. La resilienza dei territori insulari passa quindi attraverso politiche ambientali e di adattamento climatico, gestione dei rischi legati a siccità ed emergenze, interventi infrastrutturali e strategie di pianificazione integrata.
La pressione turistica, in particolare, può incidere in modo significativo sulla domanda di acqua nei periodi di maggiore afflusso, aumentando la complessità della gestione e rendendo necessaria una programmazione capace di anticipare i picchi di consumo e ridurre gli sprechi. In questo scenario, l’uso efficiente della risorsa idrica diventa una leva fondamentale per garantire servizi adeguati, tutelare gli ecosistemi e sostenere le comunità locali.
Ricerca e innovazione per produzione, trattamento e uso efficiente dell’acqua
Durante il confronto sono state illustrate esperienze concrete di contributo della ricerca e dell’innovazione nello sviluppo di soluzioni sostenibili per la produzione, il trattamento e l’uso efficiente della risorsa idrica. Al centro dell’attenzione, tecnologie avanzate per la purificazione e la dissalazione, strumenti sempre più rilevanti per affrontare la scarsità d’acqua in contesti insulari.
Tra le soluzioni presentate figurano i processi a membrana per la dissalazione dell’acqua di mare su cui è attivo il Cnr-Itm, tecnologie che possono contribuire a rendere più sostenibile e sicuro l’approvvigionamento idrico in territori dove le fonti tradizionali risultano limitate o vulnerabili.
È stato inoltre richiamato l’utilizzo di materiali innovativi, tra cui membrane a fibra cava con capacità potenziate per la depurazione dell’acqua da contaminanti emergenti come metalli pesanti e PFAS, sviluppati dal Cnr-Isof in collaborazione con partner privati. Il tema dei contaminanti emergenti rappresenta una delle sfide più delicate per la qualità dell’acqua, soprattutto in una fase in cui la sicurezza idrica riguarda non solo la quantità disponibile, ma anche la salubrità e l’efficacia dei sistemi di trattamento.
Dalla dissalazione all’intelligenza artificiale: il bioristor per l’agricoltura
Tra le esperienze illustrate rientra anche il “bioristor”, un sistema di sensori integrati con tecnologie di AI progettati dal Cnr-Imem per ottimizzare l’uso delle risorse idriche nell’ambito delle produzioni agricole. L’impiego di sensori e intelligenza artificiale apre nuove possibilità per migliorare l’efficienza nell’irrigazione, ridurre gli sprechi e adattare le pratiche agricole alle condizioni reali del suolo, delle colture e del clima.
Queste soluzioni indicano una traiettoria nella quale la tecnologia diventa parte integrante delle strategie di adattamento, affiancando interventi infrastrutturali, politiche ambientali e strumenti di pianificazione. La gestione dell’acqua nelle isole minori richiede infatti una combinazione di competenze scientifiche, innovazione industriale e capacità amministrativa.
Il contributo dell’industria e delle tecnologie emergenti
Anche il settore industriale ha portato esperienze e proposte innovative, evidenziando il potenziale delle tecnologie emergenti. La presenza del comparto industriale nel confronto conferma la necessità di un dialogo tra ricerca pubblica, imprese e istituzioni per sviluppare soluzioni applicabili ai territori e capaci di rispondere alle esigenze concrete delle comunità insulari.
La sfida della risorsa idrica nelle isole minori richiede infatti non solo ricerca avanzata, ma anche capacità di trasferimento tecnologico, sperimentazione sul campo e modelli di governance in grado di trasformare le innovazioni in interventi effettivi.
I rappresentanti istituzionali e tecnici intervenuti
All’evento hanno preso parte rappresentanti di istituzioni, amministrazioni e strutture tecniche coinvolte nella gestione delle politiche del mare, della protezione civile, dell’ambiente e delle infrastrutture idriche. Tra i relatori sono intervenuti Pierpaolo Ribuffo, Capo Dipartimento per le politiche del Mare; Paola Pagliara, Direttrice ufficio Previsione e prevenzione del rischio del Dipartimento Protezione Civile; Angiolo Martinelli, Direttore della Divisione “Uso sostenibile delle risorse idriche” per il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Marco Trodini, della Struttura di missione per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento delle infrastrutture idriche; Gaia Checcucci, dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale.
La pluralità degli interventi conferma la dimensione interistituzionale della sfida. La scarsità idrica nelle isole minori non riguarda un solo ambito di competenza, ma chiama in causa protezione civile, politiche del mare, ambiente, infrastrutture, ricerca scientifica, innovazione tecnologica e amministrazioni locali.
Una governance integrata per la resilienza delle isole minori
Il confronto ospitato dal Cnr ha messo in evidenza la necessità di rafforzare una governance integrata per la resilienza delle isole minori italiane, capace di unire conoscenza scientifica, pianificazione pubblica, tecnologie innovative e coinvolgimento dei territori. La crisi idrica, in questo quadro, diventa una priorità non solo ambientale, ma anche sociale, economica e istituzionale.
Le isole minori rappresentano un laboratorio avanzato per sperimentare nuovi modelli di sostenibilità, adattamento climatico e gestione efficiente delle risorse. La loro vulnerabilità rende urgente intervenire, ma al tempo stesso la loro specificità può trasformarsi in un’opportunità per costruire soluzioni replicabili anche nel più ampio contesto mediterraneo.



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