La Giornata mondiale degli oceani diventa quest’anno un’occasione per riflettere sull’importanza di proteggere gli ecosistemi marini profondi, tra i più vulnerabili e meno conosciuti del pianeta, grazie ai risultati della Deep Arctic Expedition, la recente spedizione scientifica nell’Artico condotta da Greenpeace. Dopo un mese di immersioni e raccolta dati, la spedizione si è conclusa a Bergen, in Norvegia, offrendo nuove evidenze scientifiche sulla biodiversità dei fondali artici e sull’urgenza di preservare questi ambienti dall’impatto delle attività industriali.
Esplorazioni senza precedenti negli abissi artici
La Deep Arctic Expedition ha riunito ricercatrici e ricercatori di fama mondiale per esplorare i monti sottomarini e le sorgenti idrotermali dell’Artico norvegese, luoghi finora mai osservati dall’uomo e ricchi di biodiversità straordinaria.
“Abbiamo filmato e raccolto campioni da un monte sottomarino senza nome e finora inesplorato. Numerose specie ed ecosistemi diversi, come i coralli bambù e i giardini di spugne, sono stati ripresi per la prima volta in alta risoluzione, fornendo dettagli inediti alla comunità scientifica mondiale. Abbiamo potuto osservare come questi animali colorati vivono e interagiscono, e le prossime analisi consentiranno di comprendere meglio la connettività e la distribuzione di queste incredibili creature”, ha spiegato la dottoressa Anne-Nina Lörz, ricercatrice della Senckenberg Society For Nature Research a bordo della spedizione di Greenpeace.
Le immersioni, realizzate con un ROV (Remotely Operated Vehicle) fino a tremila metri di profondità, sono state trasmesse in diretta streaming, mentre gli attivisti dell’associazione ambientalista hanno calato un banner a 2.300 metri con la scritta “Listen to the science!” (Ascoltate la scienza!), sottolineando il richiamo alla protezione scientifica dei fondali artici.
Minacce industriali e sospensione delle attività estrattive
Secondo Greenpeace questi ecosistemi antichissimi e delicati sono oggi minacciati dall’estrazione mineraria in acque profonde, attività che il governo di Oslo aveva aperto nel 2024 proprio nell’area esplorata dalla spedizione. A seguito delle proteste della comunità scientifica, delle organizzazioni ambientaliste, dei pescatori e dei partiti ecologisti, le attività estrattive sono state sospese almeno fino al 2029, garantendo un periodo di tutela per questi habitat unici.
Le analisi preliminari dei campioni raccolti indicano la possibile scoperta di nuove specie, tra cui diversi anfipodi e almeno tre specie di spugne ancora sconosciute alla scienza. Questi dati rappresentano un importante passo avanti nella comprensione degli abissi artici, e potrebbero fornire elementi decisivi per l’istituzione di nuove aree marine protette e per promuovere una moratoria internazionale sull’estrazione mineraria in acque profonde.
“Questa spedizione conferma quanto poco conosciamo ancora degli ecosistemi profondi dell’Artico e quanto sia urgente proteggerli. Le immagini raccolte mostrano che ci troviamo di fronte a habitat straordinariamente ricchi di vita e di potenziale valore scientifico, che rischiano di essere compromessi prima ancora di essere studiati adeguatamente”, ha dichiarato Alessandro Giannì, Responsabile relazioni istituzionali e scientifiche di Greenpeace Italia.
Un passo avanti per la tutela degli oceani
La Deep Arctic Expedition segna un momento cruciale nella ricerca marina internazionale, dimostrando l’importanza di esplorare e comprendere gli ecosistemi marini profondi prima che le attività antropiche possano comprometterli irreversibilmente. Le immagini ad alta risoluzione e i campioni raccolti offriranno alla comunità scientifica globale nuove informazioni sulla biodiversità artica, consolidando la necessità di politiche di protezione più efficaci e mirate.
Questa spedizione non solo amplia la conoscenza scientifica degli abissi dell’Artico, ma rappresenta anche un forte monito sul valore irrinunciabile della tutela degli oceani, ricordando che la protezione degli ecosistemi marini profondi è un’urgenza globale, strettamente collegata alla salvaguardia della biodiversità e del clima del pianeta.









Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?