La ricerca di una gravidanza si arricchisce oggi di nuove e fondamentali prospettive scientifiche, segnando una svolta cruciale nel mondo della medicina riproduttiva e dell’assistenza clinica alle coppie. Si è infatti appena conclusa la prima edizione dello short master in Nutrizione, Nutraceutica e Fertilità, un percorso accademico d’eccellenza promosso dall’Università di Bari in collaborazione con Sestre, startup femtech italiana che integra ricerca scientifica e tecnologia per sviluppare protocolli a supporto della fertilità femminile e del benessere mestruale. Questo innovativo percorso di studi è nato da un’esigenza reale e tangibile del panorama sanitario, andando a colmare un vuoto significativo nel contesto formativo nazionale: in Italia mancava, infatti, un percorso accademico che integrasse in modo rigoroso e sistematico embriologia, nutrizione e nutraceutica, tre discipline che oggi si rivelano assolutamente fondamentali nella presa in carico delle coppie che cercano una gravidanza. L’iniziativa ha riscosso un grande successo terapeutico e formativo, registrando la partecipazione di 34 iscritti provenienti da tutta Italia e vedendo il coinvolgimento attivo di 26 docenti di altissimo profilo tra cui si contano embriologi, nutrizionisti, ginecologi, farmacisti e specialisti in medicina della riproduzione.
“La fertilità non è solo una questione clinica. È una questione di rete, di collaborazione multidisciplinare tra professionisti e di conoscenza condivisa” dichiara Sabrina Fiorentino, farmacista esperta in integrazione nutraceutica e CEO e responsabile scientifica di Sestre, realtà pugliese che ha sostenuto e co-progettato, insieme all’Università di Bari, la prima edizione dello short master in Nutrizione, Nutraceutica e Fertilità. Questa dichiarazione mette in luce la necessità di superare i vecchi modelli terapeutici isolati per abbracciare una visione d’insieme strutturata ed empatica.
Un problema complesso di salute riproduttiva: i numeri dell’infertilità in Occidente
L’infertilità rappresenta oggi un problema complesso di salute riproduttiva globale, con effetti profondi e ad ampio raggio sugli individui sia a livello fisico, sia sul piano psicosociale ed economico. Secondo la definizione ufficiale fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’infertilità consiste nell’incapacità di concepire dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti. Questa problematica viene classicamente divisa dalla medicina in due categorie specifiche: l’infertilità primaria, una condizione in cui una coppia non è mai riuscita a ottenere una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti sessuali regolari e non protetti, e l’infertilità secondaria, in cui vi è l’incapacità di concepire o portare a termine una gravidanza senza l’uso di tecniche di procreazione assistita, dopo aver già avuto in passato uno o più figli.
I dati statistici più recenti delineano uno scenario epidemiologico allarmante che richiede con urgenza nuove competenze professionali. Oggi nei principali paesi occidentali, secondo le stime più aggiornate, il 15% delle coppie riscontra oggettive difficoltà e non riesce a ottenere una gravidanza in modo fisiologico, trovandosi costretto a ricorrere frequentemente a tecniche di fecondazione assistita per superare i problemi di fertilità. Allargando lo sguardo a livello mondiale, la percentuale della popolazione affetta da infertilità sale complessivamente al 17,5%, e di questa quota circa un terzo riguarda direttamente l’infertilità femminile. Di fronte a numeri così impattanti, emerge l’importanza fondamentale di introdurre nuovi strumenti clinici ed integrativi.
L’impatto biologico di alimentazione, stile di vita e integrazione mirata
Le evidenze scientifiche dimostrano, sempre più chiaramente, come alimentazione, stile di vita e integrazione mirata esercitino un impatto diretto e misurabile su parametri biologici essenziali che determinano il successo riproduttivo della coppia. La letteratura medica internazionale evidenzia infatti come queste variabili intervengano positivamente su aspetti specifici quali la qualità ovocitaria e spermatica, la riduzione dell’infiammazione sistemica e locale, l’ottimizzazione della recettività endometriale e la gestione terapeutica delle patologie strettamente correlate alle difficoltà di concepimento. Tra queste ultime si inseriscono l’endometriosi, la sindrome ovarica poliendocrino-metabolica PMOS e diverse forme di disfunzioni metaboliche che alterano l’equilibrio della fertilità.
Proprio per agire su questi fattori biologici complessi, il programma dello short master ha incluso moduli didattici specifici dedicati non solo alle problematiche femminili, ma anche all’infertilità maschile. Il percorso di studi ha approfondito accuratamente il ruolo della nutrizione e della nutraceutica lungo l’intero percorso riproduttivo, partendo dall’analisi della qualità dei gameti fino ad arrivare alle delicate fasi dello sviluppo embrionale e del successivo impianto dell’embrione nell’utero materno.
L’efficacia della nutraceutica e la necessità di linee guida nella PMA
Prove scientifiche sempre più numerose supportano l’importanza degli integratori alimentari nel trattamento delle problematiche riproduttive e dell’infertilità femminile. Nello specifico, l’attenzione della ricerca si è concentrata sull’efficacia di molecole attive quali il resveratrolo, il coenzima Q10, la melatonina, l’inositolo e diverse formulazioni vitaminiche. L’utilizzo di questi composti è ormai estremamente diffuso nella prassi quotidiana della medicina riproduttiva: diversi studi hanno dimostrato che oltre il 50% delle donne infertili nelle regioni europee e dell’Oceania assume regolarmente integratori alimentari durante i trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA).
Sebbene la maggior parte degli studi scientifici indichi che gli integratori alimentari siano del tutto sicuri per le donne in età fertile, permane tuttavia una carenza di linee guida cliniche standardizzate sulla loro efficacia reale e sul loro utilizzo ottimale nel trattamento dell’infertilità femminile. Le linee guida esistenti sull’uso di integratori alimentari nelle donne infertili sono, infatti, tuttora limitate all’uso dell’acido folico, storicamente impiegato per la prevenzione delle carenze e delle malformazioni neurologiche neonatali piuttosto che per supportare in modo specifico le procedure di procreazione assistita. In sintesi, alcuni integratori alimentari possono contribuire attivamente a migliorare gli esiti riproduttivi complessivi, ma le prove relative alla sicurezza rimangono incerte a causa della limitatezza e dell’eterogeneità dei dati scientifici a disposizione. Nonostante ciò, combinazioni specifiche mostrano risultati promettenti: in particolare, la combinazione di vitamina D e altri integratori alimentari, così come l’assunzione di coenzima Q10, resveratrolo e licopene, si è dimostrata significativamente più efficace rispetto ad altri integratori o rispetto alla sola e isolata integrazione di acido folico.
Una collaborazione multidisciplinare per una nuova visione della salute riproduttiva
Gli obiettivi di fondo che hanno guidato la realizzazione di questo short master sono orientati ad affermare una nuova visione della fertilità basata su un dialogo costante e rigoroso tra scienza, nutrizione, integrazione e attività clinica. Al tempo stesso, l’intento fondamentale è quello di formare professionisti altamente competenti, consapevoli e capaci di operare in sinergia per offrire alle coppie in cerca di una gravidanza un supporto che sia concreto, umano e strettamente scientifico. Questa solida collaborazione multidisciplinare rappresenta lo strumento principale per rispondere a bisogni assistenziali complessi.
L’importanza e la visione di questa innovativa offerta formativa, destinata a cambiare l’approccio terapeutico sul territorio nazionale, sono espresse interamente e fedelmente dalle parole della sua responsabile scientifica: “La fertilità non è solo una questione clinica. È una questione di rete, di collaborazione multidisciplinare tra professionisti e di conoscenza condivisa – dichiara Sabrina Fiorentino, farmacista esperta in integrazione nutraceutica oltre che CEO e responsabile scientifica di Sestre – La prima edizione dello short master in nutrizione, nutraceutica e fertilità ha rappresentato un tassello importante per formare professionisti pronti a rispondere a un bisogno crescente, e sempre più sentito, nella pratica clinica moderna. Il master ha integrato nutrizione ed embriologia, grazie a professionisti che lavorano insieme ogni giorno. La selezione rigorosa delle pubblicazioni e dei contenuti – conclude Fiorentino – ha consentito l’applicazione, nella pratica clinica, delle nozioni apprese”.


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