Dal punto di vista ambientale, il Lago d’Orta sta vivendo una trasformazione profonda e progressiva. Dagli anni ’70 a oggi, la temperatura delle sue acque è aumentata di oltre 2°C, una variazione significativa che contribuisce a ridefinire gli equilibri dell’ecosistema lacustre. Secondo le evidenze emerse nel progetto triennale “Cusio 2030“, avviato nel 2023 e dedicato alla conservazione della biodiversità acquatica, questo riscaldamento rappresenta uno dei fattori che, insieme alla mancanza di predatori naturali, ha favorito la diffusione di specie aliene invasive come il gambero della Louisiana. Una presenza considerata particolarmente impattante per la fauna locale.
Lo studio coinvolge il territorio delle province del Provincia di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, evidenziando anche un aumento dell’impatto antropico lungo le zone costiere rispetto al 2010 e un maggiore consumo di suolo lungo il perimetro del lago. Parallelamente, è stata registrata una riduzione delle zone umide e dei canneti, habitat fondamentali per la riproduzione di diverse specie ittiche. Un ulteriore elemento emerso riguarda la presenza diffusa di microplastiche nei corsi d’acqua affluenti, pur a livelli giudicati non ancora critici.
Accanto alle criticità, il progetto segnala però anche interventi positivi. Sono stati avviati programmi di ripopolamento ittico e di ripristino degli habitat sommersi, con l’immissione di circa 310mila uova embrionate e 120mila avannotti di specie come trota marmorata, luccio italico, agone e pigo. Per favorire la biodiversità e creare nuove aree di rifugio sono state inoltre posizionate 6 grandi legnaie sommerse.
Il progetto “Cusio 2030”
Il progetto “Cusio 2030” è sostenuto con 340mila euro dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta”, e vede la collaborazione di diversi enti scientifici e territoriali, tra cui l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’IRSA Verbania e l’associazione Amici del Fermi. Tra le ricadute attese figura anche il settore della pesca dilettantistica, considerato strategico per l’economia locale. Le stime indicano che circa la metà del costo complessivo del progetto potrebbe essere recuperata nell’arco di 10 anni attraverso le licenze di pesca, con un incremento previsto del 15-20% degli incassi annuali nella zona del Cusio.


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