L’Amazzonia rinasce dall’emergenza idrica, il Pantanal resta in affanno

Nel 2025 la foresta pluviale brasiliana recupera la superficie d’acqua e supera la media storica. Situazione ancora critica per la più grande zona umida del pianeta, che registra livelli idrici inferiori del 56% rispetto agli ultimi quarant’anni

L’Amazzonia brasiliana mostra segnali di recupero dopo due anni segnati da una grave siccità. Secondo i dati elaborati dalla rete MapBiomas attraverso immagini satellitari, nel corso del 2025 la superficie d’acqua del principale bioma del Paese è tornata a crescere, attestandosi del 2,6% al di sopra della media storica. Il miglioramento rappresenta un’inversione di tendenza significativa rispetto agli anni precedenti, anche se la ripresa non è stata uniforme in tutto il territorio amazzonico. Dei 54 sottobacini monitorati, 20 – pari al 37% del totale – continuano infatti a registrare una superficie d’acqua inferiore alla media storica.

Gli incrementi più rilevanti sono stati osservati negli Stati del Pará e dell’Amazonas. Nel primo caso la superficie idrica è aumentata di 142mila ettari rispetto alla media storica, mentre nel secondo l’incremento è stato di 87mila ettari. L’Amazzonia, che concentra il 61,4% di tutta la superficie d’acqua del Brasile, è scesa al di sotto della media registrata tra il 1985 e il 2025 soltanto in due mesi dell’anno.

Di segno opposto la situazione nel Pantanal, la più grande pianura umida del mondo. Nonostante un lieve miglioramento rispetto al 2024, il bioma continua a vivere una fase di forte stress idrico. Nel 2025 la sua superficie d’acqua si è fermata a 679mila ettari, ben lontana dalla media di 1,56 milioni di ettari registrata tra il 1985 e il 2025. I dati evidenziano come il Pantanal sia stato l’unico bioma brasiliano a mantenersi costantemente sotto la media storica per tutti i 12 mesi dell’anno. Nel complesso, la superficie idrica è risultata inferiore del 56% rispetto alla media degli ultimi 40 anni.