Le filiere forestali unite per la transizione energetica: il ruolo fondamentale del legno e delle bioenergie nelle politiche industriali italiane

All'Assemblea generale di AIEL il confronto strategico tra associazioni, imprese e istituzioni per valorizzare il patrimonio boschivo e superare definitivamente le logiche a compartimenti stagni

In un contesto socio-economico europeo segnato dalla stringente necessità di risposte concrete alla crisi climatica e agli approvvigionamenti energetici, la valorizzazione delle risorse endogene diventa un asset prioritario per la resilienza nazionale. Nel corso dell’Assemblea generale di AIEL (Associazione Italiana Energia dal Legno), tenutasi a Legnaro, in provincia di Padova, è emerso con straordinaria chiarezza un orientamento strategico volto a costruire ponti solidi e duraturi tra le diverse componenti della filiera foresta-legno. L’obiettivo primario condiviso da tutti gli attori del comparto è il superamento definitivo delle logiche a compartimenti stagni, finalizzato a riportare l’intero patrimonio forestale italiano e tutti i relativi settori produttivi al centro esatto delle attuali politiche industriali, energetiche e ambientali del nostro Paese.

La notizia di maggior rilievo per i cittadini e per il tessuto economico risiede nell’affermazione perentoria di una visione unitaria: la scelta della risposta giusta di fronte alle attuali e interconnesse crisi ecologica, climatica, economica e demografica deve necessariamente passare attraverso il potenziamento strutturale delle filiere forestali, l’impiego virtuoso delle energie rinnovabili delle biomasse e la centralità economica del legno. Si tratta di un monito chiaro rivolto alla Politica e a tutti i rappresentanti istituzionali chiamati a pianificare il futuro energetico italiano, rammentando che la transizione non può e non deve limitarsi in modo esclusivo a soluzioni incentrate su nucleare, eolico e fotovoltaico.

L’appello alla Politica nazionale e la forza economica della biomassa

Il legno, le biomasse agroforestali e le bioenergie rappresentano risorse storicamente e intrinsecamente rinnovabili, capaci di generare un valore diffuso e tangibile per l’intero sistema Paese, per i piccoli comuni montani, per le imprese locali e per le comunità distribuite capillarmente sul territorio. Di fronte alle complessità della crisi energetica globale, la valorizzazione del legno si dimostra essere una risposta immediata, efficace e strutturata, superiore a molte soluzioni frammentarie. Per tale ragione, il comparto chiede con forza che la Politica si attenti e intervenga tempestivamente nel modo più efficace possibile per dare solidità e vigore alle filiere bosco-legno nazionali.

L’Assemblea AIEL a Padova ha confermato quanto sia necessario rafforzare il lavoro comune tra istituzioni, imprese, ricerca, associazioni e territori. La Politica e le Istituzioni che vogliono stare nella giusta transizione energetica devono valorizzare le risorse che l’Italia possiede: le foreste, le competenze diffuse lungo le filiere e la capacità di innovazione delle imprese. Per questo vogliamo proseguire nel percorso di collaborazione tra le organizzazioni rappresentative del settore, affinché la filiera foresta-legno-energia possa contribuire con una voce sempre più forte alle politiche nazionali su energia, clima e sviluppo dei territori“, evidenzia il presidente di AIEL Marco Bussone.

Con queste dichiarazioni ufficiali si delinea la rotta per i prossimi anni, evidenziando la necessità assoluta di consolidare una visione d’insieme. Solo affrontando in modo sinergico le grandi sfide del Paese e dell’Europa sarà possibile ottenere risultati strutturali, proseguendo sulla scia di una collaborazione che negli ultimi anni ha già portato a traguardi fondamentali, come la definizione legislativa del Testo Unico Forestale, la nascita del Cluster Italia Foresta Legno e una sempre più stretta cooperazione tra associazioni, istituzioni, mondo della ricerca e realtà aziendali.

Il cambiamento climatico e i nuovi modelli di gestione forestale sostenibile

La necessità impellente di ripensare l’approccio alla risorsa boschiva trova una drammatica conferma nelle dinamiche ambientali globali. Come puntualmente rilevato da Alessandra Stefani, presidente del Cluster Italia Foresta Legno, e da Raoul Romano, direttore di CREA Foreste e Legno, il cambiamento climatico sta modificando in modo profondo e strutturale gli equilibri consolidati del settore forestale complessivo. Si tratta di una trasformazione che sta mettendo in seria difficoltà persino i tradizionali e storici modelli forestali del Nord Europa, da sempre considerati un punto di riferimento per l’intero continente. In questo mutato scenario ecologico, un’attenta e scientifica pianificazione territoriale che segua fedelmente i principi della gestione forestale sostenibile diventa oggi un atto del tutto imprescindibile. Tale gestione non è unicamente finalizzata ad incrementare la reale disponibilità di materia prima nazionale e a creare valore economico concreto lungo tutta la filiera, ma assume un ruolo salvifico indispensabile per tutelare e difendere il patrimonio forestale stesso dalle minacce climatiche.

Integrazione industriale e valorizzazione della materia prima nazionale

Il rilancio del comparto richiede una forte coesione e un’integrazione che parta dal bosco per arrivare ai prodotti finiti ad alto valore aggiunto. Angelo Luigi Marchetti, presidente della Federazione Filiera Legno, ha evidenziato con vigore l’esigenza impellente di costruire una strategia comune che colleghi organicamente il duro lavoro in bosco, la prima trasformazione, l’industria del legno, il settore strategico dell’edilizia sostenibile e il settore della produzione energetica. Ad avallare questa visione unitaria è intervenuto anche Sebastiano Cerullo, segretario generale di Conlegno, il quale ha sottolineato come l’associazione viva quotidianamente, in stretta simbiosi con AIEL, i profondi e repentini cambiamenti in corso all’interno dei mercati internazionali del legno. In uno scenario così fluido e competitivo, l’Italia deve necessariamente imparare a valorizzare meglio e con maggiore orgoglio la propria materia prima nazionale, impegnandosi nella costruzione di filiere più solide, autonome e capaci di competere sui mercati globali puntando decisamente sulla qualità assoluta e sull’innovazione tecnologica.

Sicurezza energetica e sviluppo socio-economico delle aree interne

La rilevanza del comparto forestale e delle biomasse non si esaurisce nelle sole metriche industriali, ma incide direttamente sulla stabilità sociale e geopolitica del Paese. Michele Colli, presidente di FIPER, ha ricordato l’immenso valore strategico che le bioenergie ricoprono all’interno del mix energetico nazionale complessivo. Dietro la produzione di energia da biomassa opera infatti una filiera interamente locale e corta che garantisce un contributo fondamentale alla sicurezza energetica nazionale, alla manutenzione e gestione attiva del territorio e alla vitalità economica delle aree montane e delle zone interne del Paese, altrimenti a rischio spopolamento.

Questo approccio concreto alla transizione ecologica trova una forte sponda anche nella posizione espressa da Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette e biodiversità di Legambiente. Nicoletti ha ribadito l’importanza di affrontare la transizione energetica partendo da un approccio rigorosamente pragmatico e fondato su solide evidenze scientifiche. In questo modo si può valorizzare adeguatamente il prezioso contributo che la gestione forestale sostenibile, la bioeconomia e l’utilizzo intelligente delle biomasse possono offrire sia alla lotta globale contro i cambiamenti climatici, sia alla riduzione e al contrasto della povertà energetica che colpisce ampie fasce di popolazione.

Modernizzazione tecnologica e tutela della qualità dell’aria

L’ultimo tassello per una piena sostenibilità del settore riguarda il costante progresso sul fronte delle emissioni e dell’efficienza della combustione. Fabio Romeo, dirigente della Divisione Inquinamento atmosferico e qualità dell’aria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha confermato come anche il Ministero esprima insieme ad AIEL la stringente necessità di accelerare in modo deciso il ricambio degli impianti di riscaldamento più obsoleti e inquinanti ancora diffusi sul territorio. Risulta prioritario favorire la diffusione delle tecnologie più efficienti e pulite di ultima generazione, provvedendo al contempo a rafforzare in modo significativo tutte le necessarie attività di formazione e informazione rivolte ai privati cittadini e agli operatori professionali. Si tratta di un percorso virtuoso e coordinato che vede AIEL attivamente impegnata da anni in stretta sinergia con il Ministero e con le amministrazioni delle singole Regioni, per coniugare l’espansione delle agroenergie con la tutela rigorosa della qualità dell’aria.