Nei teatri operativi moderni, la linea che separa la sopravvivenza dal disastro è spesso sottilissima, ma la storia emersa nelle ultime ore ridefinisce i confini della statistica militare. Un pilota dell’F-15E Strike Eagle della USAF è entrato suo malgrado negli annali della cronaca bellica per essere stato abbattuto due volte nell’arco di meno di cinque settimane all’interno dello stesso contesto conflittuale. A rivelare i dettagli di questa incredibile vicenda è stata un’inchiesta firmata da The High Side, stimato sito di giornalismo investigativo specializzato in sicurezza nazionale.
Dal fuoco amico del Kuwait ai missili di Teheran
La sequenza degli eventi ha dell’incredibile e ha inizio con un drammatico errore di comunicazione geopolitica. Meno di trentacinque giorni prima dell’ultimo epilogo, il caccia biposto statunitense era stato centrato in pieno da un caccia F/A-18 kuwaitiano in quello che è stato classificato come un grave incidente di fuoco amico. In quell’occasione l’equipaggio era riuscito a salvarsi, ma il destino aveva in serbo un secondo e più severo test. Il 3 aprile scorso, lo stesso pilota di aerei ad ala fissa si trovava nuovamente ai comandi di un altro velivolo nei cieli sovrastanti l’Iran, quando la sua traiettoria ha incrociato la contraerea nemica. Il caccia è stato colpito durante un violento attacco missilistico iraniano, costringendo l’ufficiale a una nuova manovra di eiezione d’emergenza.
Un primato statistico che risale alla guerra del Vietnam
Questa straordinaria e sfortunata coincidenza rappresenta un unicum temporale che ha immediatamente attivato gli analisti del Pentagono. Secondo quanto riferito da funzionari attuali ed ex esponenti dell’Aeronautica Militare statunitense, il protagonista di questa vicenda è quasi certamente il primo aviatore americano ad aver subito due abbattimenti nel corso della medesima campagna dai tempi della guerra del Vietnam. Un dato che evidenzia l’estrema densità e pericolosità delle recenti operazioni nella regione.
Il bilancio dei danni e il malfunzionamento dei sistemi
Se il pilota è uscito miracolosamente indenne da entrambi gli impatti, la fortuna non ha assistito allo stesso modo il suo secondo a bordo. Un ex alto funzionario militare informato sui fatti ha confermato che l’altro aviere coinvolto, l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma dell’F-15E, ha riportato gravi ferite durante l’ultimo attacco missilistico iraniano del 3 aprile. Nel corso della convulsa sequenza di espulsione dal jet, il suo paracadute non ha funzionato correttamente, provocando un impatto violento al suolo. Sull’intero accaduto, sia per quanto riguarda l’incidente causato dal caccia del Kuwait sia per le anomalie ai sistemi di salvataggio, i comandi centrali hanno avviato un’indagine formale.


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