Dalla ricerca preclinica ai modelli organ-on-a-chip, dalle piattaforme digitali basate su intelligenza artificiale e digital twin fino alla produzione biotech avanzata e ai servizi regolatori: l’Italia si presenta alla BIO International Convention 2026 con un’offerta integrata che valorizza l’intera filiera nazionale delle scienze della vita. La manifestazione, in programma a San Diego fino al 25 giugno, rappresenta il più importante appuntamento mondiale dedicato alle biotecnologie e al settore life sciences. La partecipazione italiana è promossa da ICE-Agenzia, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Farmindustria, Federchimica Assobiotec, Invitalia e Invest in Italy.
L’edizione 2026 è stata inaugurata da un evento congiunto del Montalcini Global Biotech Tour e della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, occasione di confronto tra l’ecosistema biotech italiano e quello statunitense. Aziende, centri di ricerca, cluster dell’innovazione, investitori e istituzioni dei due Paesi hanno discusso prospettive di collaborazione e sviluppo del settore. Al centro dell’iniziativa una tavola rotonda moderata da Clarissa Ceruti, Executive Director di ISSNAF, alla quale hanno preso parte Marco Pravetoni (CounterX Therapeutics), Luca Scaccabarozzi (Euromed Pharma), Alba Grifoni (La Jolla Institute for Immunology) e Nicola Torre (Menarini Biotech). Ad aprire i lavori sono stati Raffaella Valentini, Console Generale d’Italia a Los Angeles, Giosafat Riganò, Trade Commissioner dell’Ufficio ICE di Los Angeles, Benjamin Moore, senior advisor per gli Affari esteri del sindaco di San Diego, e Armando De Crinito, direttore generale per lo Sviluppo economico della Regione Lombardia.
Un settore che vale oltre il 10% del PIL
La presenza italiana alla BIO International Convention riflette il peso crescente delle scienze della vita nell’economia nazionale. Il comparto genera infatti oltre il 10% del PIL italiano e rappresenta uno dei principali asset competitivi del Paese a livello internazionale. L’Italia è leader nell’Unione Europea per valore della manifattura farmaceutica CDMO, con una quota del 24% del totale europeo, ed è ai vertici mondiali per produttività brevettuale, risultando prima in Europa e seconda nel mondo per rapporto tra domande di brevetto e brevetti concessi.
Anche i risultati sui mercati internazionali confermano la solidità del settore. Negli ultimi cinque anni l’export italiano delle scienze della vita è cresciuto del 60%, raggiungendo i 52 miliardi di euro annui. Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di destinazione per il pharma italiano: nel 2025 le esportazioni del comparto hanno toccato i 15,7 miliardi di euro, in crescita del 54% rispetto all’anno precedente. A queste si aggiungono 3,2 miliardi di euro di esportazioni biotech, un segmento che rappresenta il 36,8% dell’intero export hi-tech italiano verso gli USA.
Il padiglione italiano: ricerca, AI e biotecnologie avanzate
Il Padiglione Italia riunisce aziende biotech e farmaceutiche, organizzazioni attive nella ricerca conto terzi (CRO), nello sviluppo e produzione conto terzi (CDMO), società di servizi specializzati, cluster territoriali, parchi scientifici e agenzie dedicate all’attrazione di investimenti. Le tecnologie presentate spaziano dalla drug discovery ai sistemi organ-on-a-chip per test farmacologici più predittivi, fino alle piattaforme di simulazione in silico, ai digital twin e alle soluzioni di intelligenza artificiale applicate allo sviluppo dei farmaci e ai processi decisionali.
Accanto a queste innovazioni trovano spazio competenze avanzate nella produzione di vaccini genetici, immunoterapie oncologiche e soluzioni per la medicina personalizzata, oltre a servizi regolatori e di market access rivolti alle aziende interessate ad accedere al mercato europeo.
Un ruolo rilevante è svolto anche dai servizi a supporto dell’industria: dalla distribuzione internazionale di farmaci innovativi alla gestione di studi clinici, dal packaging specializzato alla tutela della proprietà intellettuale, fino all’assistenza legale per operazioni societarie e rapporti con la pubblica amministrazione. Le aziende espositrici all’interno del padiglione italiano a BIO 2026 sono Accelera (Nerviano, MI), BiomimX (Milano), Butterfly Decisions (Salerno), Euromed Pharma (Napoli), Fondazione Ri.MED (Palermo), InSilicoTrials (Trieste), IRBM (Pomezia, RM), Masotti Cassella (Milano), Menarini Biotech (Pomezia, RM), Regulatory Pharma Net – RPN (Pisa), Società Italiana Brevetti (Roma), Soffieria Bertolini (Candiolo, TO) e Takis (Roma).
Gli ecosistemi territoriali in vetrina
Accanto alle imprese, la delegazione italiana valorizza anche la dimensione territoriale dell’innovazione attraverso la presenza di cluster regionali, parchi scientifici, enti di ricerca e agenzie di sviluppo. Le realtà presenti a San Diego illustrano programmi di medicina di precisione, trasferimento tecnologico, supporto alle startup e attrazione di investimenti internazionali, evidenziando il ruolo delle reti di collaborazione tra università, ospedali, centri di ricerca, imprese e istituzioni.
Tra i protagonisti figurano il Life Sciences Cluster Friuli Venezia Giulia–Polo Tecnologico Alto Adriatico, Invest in Lombardy, YesMilano Business & Convention Bureau, BION – Cluster lombardo scienze della vita, Bioindustry Park Silvano Fumero (bioPmed–Piemonte Healthcare Cluster), Fondazione HEAL Italia e Invest in Trentino.
OpportunItaly e l’internazionalizzazione del biotech
La partecipazione alla BIO International Convention rientra inoltre tra le iniziative strategiche di OpportunItaly, il programma di accelerazione del business promosso da ICE Agenzia e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’obiettivo è rafforzare la presenza internazionale delle imprese italiane, favorendo l’incontro tra buyer, distributori e investitori esteri e il sistema produttivo nazionale, attraverso strumenti dedicati alla promozione del Made in Italy e allo sviluppo di nuove partnership commerciali.
Con oltre 20mila partecipanti provenienti da 76 Paesi, circa 1.500 espositori, 150 conferenze e oltre 600 relatori, la BIO International Convention si conferma la principale piattaforma globale per il confronto tra industria, ricerca, investitori e istituzioni del settore biotech e biopharma. In questo scenario, l’Italia si presenta come uno degli ecosistemi più dinamici e competitivi a livello internazionale, capace di coniugare eccellenza scientifica, capacità produttiva e attrattività per gli investimenti.


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