Proteggere dal sole senza rinunciare alla luce naturale, ridurre il caldo senza aumentare i consumi energetici: è questa la sfida che l’Italia deve affrontare in un clima sempre più caldo. Secondo SIMA, il recepimento della direttiva Case Green rappresenta un’occasione per ripensare l’efficienza energetica mettendo al centro anche il benessere estivo degli edifici e delle persone. “In un Paese mediterraneo sempre più esposto a estati prolungate, ondate di calore e crescente domanda di climatizzazione, l’efficienza energetica degli edifici non può più essere misurata solo sulla capacità di trattenere calore in inverno. È necessario introdurre con maggiore decisione anche il tema del raffrescamento estivo passivo, della protezione solare, della qualità della luce e dell’ombra come fattori determinanti per salute, comfort, riduzione dei consumi e resilienza climatica“: è quanto si legge in una nota SIMA (Società italiana di medicina ambientale) che riporta così uno dei messaggi emersi alla Camera dei Deputati nel corso della conferenza stampa “Luce Sana” organizzata da SIMA e Griesser Italia e promossa su iniziativa dell’On. Alessandro Colucci.
Come noto “la direttiva Case Green impone agli Stati membri di migliorare la prestazione energetica degli edifici tenendo conto non solo dell’involucro e degli impianti, ma anche delle condizioni climatiche locali, della qualità degli ambienti interni, del rischio di surriscaldamento, del raffrescamento passivo e della protezione solare“. Secondo SIMA, “il rischio è che l’Italia affronti questa fase continuando a privilegiare una cultura energetica prevalentemente invernale, centrata su cappotti, isolamento e riduzione delle dispersioni termiche, senza riconoscere con pari forza il peso crescente del caldo estivo. In un contesto climatico segnato da estati più lunghe e temperature più elevate, ridurre il fabbisogno energetico significa anche prevenire il surriscaldamento, contenere la domanda di raffrescamento, limitare i picchi elettrici estivi e migliorare la vivibilità degli ambienti interni“.
È in questo senso che SIMA “ritiene indispensabile adottare in Italia il concetto di ombra salutogenica: non un’ombra intesa come buio o privazione della luce, ma come regolazione intelligente dell’esposizione solare. L’ombra salutogenica è quella che protegge senza isolare, filtra senza oscurare, riduce il calore senza rinunciare alla luce naturale, sostiene il comfort visivo e termico e contribuisce alla salute degli occupanti“.
“In un Paese come l’Italia, la vera efficienza energetica non può più essere pensata solo d’inverno”, dichiara Alessandro Miani, Presidente SIMA. “Il cambiamento climatico sta modificando radicalmente il modo in cui abitiamo gli edifici. Se non integriamo seriamente raffrescamento passivo, protezione solare e qualità degli ambienti interni nelle politiche nazionali, rischiamo di costruire edifici formalmente efficienti ma sostanzialmente vulnerabili al caldo, con maggiori consumi elettrici, più climatizzazione e minore benessere per le persone“.
Da qui la richiesta emersa nel corso della conferenza: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la commissione tecnica preposta al recepimento nazionale della EPBD IV (Case green) “tengano in seria considerazione il ruolo delle schermature solari esterne, dei sistemi di ombreggiamento intelligenti e delle strategie di raffrescamento passivo all’interno delle future misure per la riqualificazione energetica degli edifici“, conclude la nota SIMA.


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