Lupo e capriolo nelle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del Crati: la biodiversità cresce nel cuore della Calabria | FOTO

Nuovi avvistamenti ufficiali arricchiscono la checklist dei mammiferi delle Riserve Naturali Regionali: le specie passano da 24 a 26 grazie al monitoraggio con fototrappole

  • Lupo capriolo
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Quando un ecosistema torna ad essere scelto dalla fauna più esigente, significa che la natura sta parlando. E il messaggio che arriva dalle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati è di particolare rilievo: il lupo e il capriolo sono le due nuove specie entrate ufficialmente nella checklist dei mammiferi presenti nel sistema delle Riserve. Il dato non rappresenta soltanto una novità scientifica, ma racconta l’evoluzione positiva di un patrimonio naturale sempre più capace di offrire habitat idonei alla fauna selvatica e di confermarsi presidio di biodiversità nel cuore della Calabria. La presenza di due specie così significative rafforza il ruolo delle Riserve come area strategica per la conservazione degli ecosistemi e per il monitoraggio della fauna in un territorio di grande complessità ambientale.

La checklist dei mammiferi sale da 24 a 26 specie

A rendere noto il nuovo aggiornamento è il direttore delle Riserve, Agostino Brusco, spiegando come le segnalazioni siano emerse grazie alle attività di monitoraggio condotte attraverso la rete di fototrappolaggio attiva sul territorio.

Con l’ingresso del lupo e del capriolo, il numero complessivo delle specie di mammiferi presenti nelle Riserve sale da 24 a 26. Si tratta di un arricchimento importante per il quadro faunistico di uno dei sistemi naturalistici più complessi e diversificati della Calabria, dove ambienti umidi, aree forestali e corridoi ecologici contribuiscono alla presenza e alla mobilità della fauna selvatica.

Il nuovo dato assume un valore particolare perché arriva da un’attività di osservazione strutturata, basata su strumenti di rilevamento che permettono di documentare la presenza delle specie senza interferire con i loro comportamenti naturali.

Il lupo scende di quota e conferma l’espansione della specie

Particolarmente significativo è il dato relativo al lupo. Considerato una delle specie più importanti e monitorate nell’ambito della conservazione della fauna selvatica europea, il predatore è tradizionalmente associato agli ambienti montani e alle quote più elevate.

Le rilevazioni effettuate nelle aree forestali a monte del Lago di Tarsia documentano invece la presenza della specie in habitat posti a quote inferiori rispetto a quelle normalmente frequentate. Un elemento che, secondo quanto spiegato dalla direzione delle Riserve, conferma un processo già osservato in altre aree dell’Appennino.

“Si tratta di un elemento – spiega il Direttore della Riserve – che conferma una dinamica già osservata in altre aree dell’Appennino: il lupo continua ad espandere il proprio areale distributivo, colonizzando nuovi territori e consolidando la propria presenza grazie alla riproduzione naturale delle popolazioni”. 

La presenza del lupo nelle Riserve del Lago di Tarsia assume quindi un rilievo che va oltre il singolo avvistamento. Indica la capacità degli ambienti forestali dell’area di sostenere specie esigenti dal punto di vista ecologico e conferma il ruolo del territorio come parte di una rete più ampia di espansione e consolidamento della specie.

Anche il capriolo entra tra le nuove presenze delle Riserve

Accanto al lupo, le attività di monitoraggio hanno consentito di rilevare anche la presenza del capriolo. Le osservazioni sono attualmente oggetto di ulteriori approfondimenti scientifici, finalizzati a definire con precisione la specie e le caratteristiche della popolazione presente nelle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati.

Anche in questo caso, gli esemplari sono stati individuati negli habitat forestali che si sviluppano a monte del Lago di Tarsia. La presenza del capriolo rafforza il valore ecologico di queste aree, confermandone la funzione di ambienti favorevoli alla fauna selvatica e di corridoi ecologici strategici all’interno del territorio regionale.

“Anche in questo caso – aggiunge – gli esemplari sono stati individuati negli habitat forestali che si sviluppano a monte del Lago di Tarsia, confermando l’importanza di queste aree come ambienti favorevoli alla fauna selvatica e come corridoi ecologici strategici all’interno del territorio regionale”. 

L’inserimento del capriolo nella checklist dei mammiferi amplia ulteriormente il quadro della biodiversità locale e apre nuove prospettive di studio sulla distribuzione delle specie e sulle dinamiche di popolazione all’interno delle Riserve.

Fototrappole e ricerca per misurare la salute degli ecosistemi

Le nuove segnalazioni sono il risultato del programma di monitoraggio sviluppato dall’Ente attraverso una rete di fototrappole distribuite nelle diverse tipologie ambientali presenti nelle Riserve. Si tratta di un sistema di osservazione fondamentale per raccogliere dati sulla distribuzione delle specie, comprenderne le preferenze ecologiche e monitorarne l’evoluzione nel tempo.

Il fototrappolaggio consente di documentare la presenza della fauna in modo non invasivo, offrendo informazioni preziose su spostamenti, frequentazione degli habitat e possibili dinamiche di colonizzazione. Nel caso delle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, questa attività permette di aggiornare costantemente il patrimonio di conoscenze scientifiche e di orientare le future strategie di conservazione.

Il monitoraggio della fauna selvatica non ha solo un valore scientifico. Rappresenta anche uno strumento gestionale essenziale per comprendere lo stato di salute degli ecosistemi, valutare la funzionalità degli habitat e individuare le aree più importanti per la tutela della biodiversità.

Le Riserve come presidio di biodiversità in Calabria

L’arrivo ufficiale del lupo e del capriolo nella checklist dei mammiferi conferma il ruolo delle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati come presidio ambientale di primo piano nel panorama calabrese. La crescita del numero di specie censite testimonia la vitalità degli habitat e la capacità del territorio di sostenere una fauna sempre più diversificata.

In un contesto in cui la conservazione degli ecosistemi richiede conoscenze aggiornate, monitoraggi costanti e strategie di gestione mirate, il dato delle due nuove specie assume un significato particolarmente rilevante. Le Riserve si confermano un laboratorio naturale in cui la presenza della fauna selvatica diventa indicatore concreto della qualità ambientale e della continuità ecologica del territorio.

La presenza documentata del lupo e del capriolo non è quindi soltanto un aggiornamento faunistico, ma un segnale della capacità della natura di riconquistare spazi idonei quando gli habitat vengono tutelati, monitorati e gestiti con attenzione.